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VISTI AI FESTIVAL

L’amore buio di Antonio Capuano (Venezia 67esima edizione)

“L’ultimo film di Antonio Capuano parte con un’ottima premessa: fare qualcosa di diverso e più incisivo nel panorama italiano. Il tema scelto è quello dello stupro, e il registra decide di addentrarsi in questo spinoso argomento in punta di piedi. Sulla carta il film di Capuano è estremo, soprattutto per l’ipotesi incredibile di un possibile legame tra vittima e carnefice. Il gioco non riesce perfettamente, per qualche sbavatura di script, ma va benissimo seguire questa direzione”.

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L’ultimo film di Antonio Capuano parte con un’ottima premessa: fare qualcosa di diverso e più incisivo nel panorama italiano. Il tema scelto è quello dello stupro, e il registra decide di addentrarsi in questo spinoso argomento in punta di piedi.

Dopo l’immediato antefatto, quasi fulmineo, seguiamo in parallelo le vite di Ciro e Irene, coetanei, ma provenienti da diverse culture. Lui profondamente radicato nella napoletanità dei margini, lei di famiglia borghese. Ciò che li lega è la violenza carnale. Ciro è in riformatorio per il suo crimine, commesso insieme ad amici, senza rendersene conto, lei cerca di riprendere la sua vita, mentre il mondo che la circonda cerca di capire, invano, il silente calvario che la allontana sempre più da se stessa. Ciro sente crescere il senso di colpa per quello che ha fatto, senza esserne cosciente, e deve riuscire a liberarsi. In qualche modo, il contatto tra i due può essere la cura per entrambi.

Sulla carta il film di Capuano è estremo, soprattutto per l’ipotesi incredibile di un possibile legame tra vittima e carnefice. Il gioco non riesce perfettamente, per qualche sbavatura di script, ma va benissimo seguire questa direzione.

Gianluigi Perrone

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