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Il regista e il cast presentano “Tutti al mare”

“Tutti al mare”, commedia corale di Matteo Cerami, nelle sale dall’11 marzo: parlano il regista, lo sceneggiatore, i produttori e il cast.

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Roma 8 marzo – Ieri mattina alla Casa del Cinema di Roma è stata presentata la commedia corale Tutti al mare che vede alla regia per la prima volta, Matteo Cerami, figlio d’arte del famoso sceneggiatore italiano Vincenzo Cerami. Protagonista della storia, Marco Giallini, Maurizio, proprietario di un chiosco sulla spiaggia a Castelporziano, dove personaggi particolari, surreali, stereo tipizzati vengono a trascorrere la giornata, per rilassarsi e pranzare con pesce “fresco”. Questi disparati personaggi, sono interpretati da un cast brillante, a partire dallo smemorato Gigi Proietti, il folle Ennio Fantastichini, il burino Francesco Montanari, l’affascinante Ilaria Occhini, e ancora Ninetto Davoli, Libero De Rienzo, Claudia Zanella, Ambra Angiolini, Rodolfo Lagana’ e lo stesso Vincenzo Cerami, che è anche sceneggiatore del film insieme al filglio Matteo.

Un film che, pur non auto-dichiarandosi sequel del film cult Casotto di Sergio Citti, lo è in qualche modo, omaggio e ricordo nostalgico. Uno dei produttori del film, Gianfranco Piccioli, produttore anche del film di Citti, spiega di come, capitando a una rassegna cinematografica, si è ritrovato a vedere nuovamente il film Casotto e di come da quel momento in poi sia stato vivo in lui il desiderio di tornare a fare una commedia di quel genere. Dunque tutto è iniziato “dalla folle idea di rimettere in piedi un progetto che già allora era sembrato una pazzia: girare un film corale, in una sola e piccola location, cercando di coinvolgere un grande cast”.

Vincenzo Cerami, sceneggiatore di tanti film che hanno fatto la storia del cinema italiano, afferma quanto in realtà avesse il desiderio di fare una commedia cittiana: “Avendo lavorato per Casotto, è stato facile per me tornare a quel modo di lavorare, a quella struttura del racconto in cui i personaggi, smarriti, provvisori a tratti surreali, si incontrano casualmente. L’unica differenza è che, mentre in Casotto il taglio era claustrofobico, qui è invece agorafobico: c’è un grande spazio e il chiosco è come un barcone che galleggia sulla sabbia”. Lo sceneggiatore Cerami aggiunge un’altra differenza sostanziale con il film di Citti, lì “i personaggi avevano qualcosa da nascondere, oggi no, non ci si vergogna più di niente”.

Matteo Cerami conferma le parole del padre e continua affermando che “Tutti i personaggi non sono altro che comparse, appaiono la mattina e scompaiono la sera lasciandosi dietro il nulla”. Sono dunque personaggi passivi che guardano la vita che scorre, entrano in scena e poi ne escono svanendo completamente. “La storia si snoda dall’alba al tramonto – continua il regista – da quando Maurizio, il gestore, apre il chiosco, fino a sera con gli ultimi bagnanti che se ne vanno. Ho voluto raccontare una giornata di questi caratteri che s’incontrano, si conoscono, si scambiano opinioni, storie di vita, per poi separarsi di nuovo”. “Questo film non vuole essere un affresco sociologico, come non lo era tra l’altro neanche Casotto, sono solo personaggi surreali, o se si vuole disperati, talmente tanto che alla fine ti chiedi se sono più disperate queste persone che ruotano intorno al chiosco o quelle del barcone che vediamo arrivare carico di clandestini!”.

Tutti al mare si tratta dunque di una commedia, figlia di una tradizione nobile, diretta da un figlio d’arte che si dichiara orgoglioso di esserlo: “Non ho nessun complesso di questo tipo – spiega Matteo Cerami – io sono cresciuto con papà in una bottega artigianale: mi sento come se fossi il figlio di un fabbro”; “Io speravo che facesse l’economista – afferma il padre – ma non c’e’ stato niente da fare. E’ nato in una casa dove si respirava il cinema, ha recitato con Gianni Amelio quando aveva nove mesi. È cresciuto tra le carte di Pierpaolo (Pasolini ndr)”.

Uno spazio di diritto va agli interpreti, molto bravi e perfettamente adatti al loro ruolo: Ninetto Davoli, e Gigi Proietti, icone del film avevano tra l’altro recitato anche in Casotto, si sono mostrati entusiasti di partecipare. Davoli spiega: “Con Vincenzo lavoriamo insieme da sempre, ci conosciamo da una quarantina d’anni. Io ho fatto Casotto, era giusto che in Tutti al mare ci fossi anch’io. E’ come restare in famiglia e poi io gioco in casa”. Gigi Proietti: “Leggendo il copione ho ritrovato qualcosa di allora anche se i tempi sono cambiati”. Ilaria Occhini continua: “E’ un film intelligente e divertente. Il mio personaggio è un’anziana romana, un po’ cinica. Mi piace sempre recitare nelle opere prime perché c’è un’atmosfera vivace e stimolante”. Marco Giallini, vero protagonista del film, spiega di come sia stato emozionante recitare al fianco di Proietti, maestro della commedia italiana. Gli altri interpreti presenti in conferenza stampa, tra cui Francesco Montanari, ribadiscono la loro emozione nell’aver partecipato a una commedia corale accompagnati da icone del cinema italiano.

Inevitabile durante la conferenza stampa, il riferimento al successo sorprendente delle commedie italiane di questo inverno, una su tutte quella di Checco Zalone, dalla quale i presenti, vogliono prendere le distanze. Gigi Proietti, dichiara, infatti, come “spesso si confonda la commedia con la farsa, al cinema molto più spesso vediamo delle farse, perché per fare una commedia bisogna seguire una struttura e un ritmo molto ben definiti”. Tutti al mare, si tratta di una commedia diversa, vecchio stile, questo almeno è quanto vuole esprimere il regista Matteo Cerami.

Tutti al mare, prodotto da FilmVision in collaborazione con Rai Cinema, uscira’ nelle sale italiane l’11 marzo distribuito da 01 Distribution con 170 copie.

Valentina Calabrese

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