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VISTI AI FESTIVAL

Move the grave di Jeong Seung-O, quando una tomba riconcilia la famiglia

Presentato nella sezione Independent Korea del Florence Korea Film Fest, Move the grave di Jeong Seung-O è una commedia drammatica piacevole e critica delle strutture sociali sudcoreane

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È nuovamente al centro la figura della donna, anche in questa seriosa commedia presentata al Florence Korea Film Fest, Move the grave di Jeong Seung-O. Il programma del festival non risparmia riflessioni sulla femminilità e la parità di genere, così com’è stato per Moonlit winter di Lim Dae-Hyung. Il tono dell’opera prima di Jeong Seung-O è decisamente più leggero, e malgrado le sue protagoniste siano a tratti prese a schiaffi dalla vita, dopo un sospiro, tutto passa e si risolve in kimchi e fughe anacronistiche.

La trama di Move the grave di Jeong Seung-O

Hye-yeong è una mamma benestante, scaricata dal marito partito probabilmente per l’America. Il figlio risente del vuoto lasciato dal genitore, e si tramuta in una piccola peste inquieta col mondo. In questa situazione difficile, Hye-yeong, essendo la maggiore di cinque figli, deve pure gestire la delicata questione dello spostamento della tomba del padre.

Per questo si carica in macchina il figlio e le tre sorelle e parte in direzione del paesello natale. Una volta arrivata, l’opposizione dello zio costringerà la comitiva a tornare sulla terraferma a recuperare il fratello minore, che ha volontariamente schivato l’incombenza. Il gruppo si arricchisce così del discendente maschio e della sua ex-fidanzata, che ci tiene a risolvere una questione spinosa con il rampollo negligente.

Nel viaggio di riconciliazione col defunto padre, le quattro donne condivideranno un po’ delle diverse situazioni delicate che stanno vivendo, tutte insieme, esempio della impietosa condizione della donna nella Corea del Sud dei giorni nostri. Ma non c’è momento in cui si arrivi a disperarsi troppo: in questa elegia satirica sudcoreana, non c’è niente che sembri realmente demoralizzare le guerriere, ognuna con la propria piccola battaglia da portare avanti.

Cinque donne e cinque ruoli, tutti forzatamente inquadrati dalla società maschile

Quattro sorelle e una ex-fidanzata: sono anche madri, mogli, figlie, lavoratrici, studenti, sognatrici, ribelli. Sono ruoli definiti perché così devono essere e su tutte grava pesante l’imposizione della società che le ospita. Su tutte, c’è un essere maschile che le ha trattate male o ha fatto loro un torto. E quando non è l’uomo a ferirle, c’entra la condizione economica. La situazione della donna nella Corea del Sud, è accostata al denaro, una catena che rende impossibile ogni libera scelta. Ciascuna se la passa peggio o ha molti più grattacapi perché non è indipendente economicamente o rischia di non esserlo.

Arrivano ad essere così imbruttite dalla società che finiscono per prendersela le une con le altre; solo il confronto con le ceneri del padre le porterà ad una catarsi della rabbia, degli scontri di genere, degli scontri di generazione.

È evidente che ci sia una incredibile esigenza di discutere della situazione della donna in Corea del Sud, tanto da spingere una schiera di registi uomini ad avvicinarsi alle loro protagoniste. Purtroppo questo specifico quadro famigliare include troppi elementi per delineare appropriatamente le proprie donne: ci lasciano con un po’ di rimpianto e di voglia di vedere come andrà a finire.

Rimane un film piacevole, che offre una superba regia nelle sequenze di road trip, dove l’abitacolo dell’auto è talmente ben lavorato da assomigliare ad un maestoso palcoscenico di teatro.

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Move the grave

  • Anno: 2019
  • Durata: 94
  • Distribuzione: Indiestory inc.
  • Genere: Commedia nera
  • Nazionalita: Corea del Sud
  • Regia: Jeong Seung-O