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IN SALA

QUATTRO VITE di Arnaud des Pallières: il ritratto in quattro fasi di una donna in cerca di amore

Quattro vite, di Arnaud des Pallières, fornisce un ritratto femminile di rara complessità e profondità, mostrando, da vari punti di vista, una donna che rifugge dal lato torbido della società per ricercare, con le proprie forze, libertà e amore. Il film è stato distribuito nei cinema il 27 agosto da Movies Inspired

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Quattro vite di Arnaud des Pallières

Dopo quattro anni dalla sua realizzazione, Movies Inspired porta in sala Quattro vite (Orpheline) di Arnaud des Pallières, basato sulla vita della co-sceneggiatrice Christelle Berthevas. Il cast vede la presenza di Adèle Haenel (120 battiti al minuto, Ritratto della giovane in fiamme), Adèle Exarchopoulos (La vita di Adele) e Sergi López (Il labirinto del Fauno, Lazzaro felice, L’uomo che uccise Don Chisciotte). È stato distribuito nei cinema il 27 agosto.

Trama

Il film racconta la storia di una donna in quattro differenti momenti della sua vita: età adulta, adolescenza, pubertà ed infanzia. L’adulta Renée lavora come insegnante in una scuola elementare e tenta di costruire una famiglia con il fidanzato. Un giorno il passato si ripresenta tramite Tara, una donna appena uscita di prigione, che fa visita a Renée esigendo i soldi che le spettavano dopo una rapina avvenuta sette anni prima. Inizia così un viaggio a ritroso nella vita della protagonista.

Quattro vite di Arnaud des Pallières

Recensione

Quattro vite, quattro storie, quattro attrici e quattro nomi diversi: Renée, Sandra, Karine e Kiki. Si tratta, però, di un’unica persona e quelle che vediamo sono quattro fasi differenti della sua esistenza, dall’età adulta all’infanzia. Renée è un’insegnante delle elementari, una donna che si occupa soprattutto dei più svantaggiati e che cerca di costruire una famiglia con il proprio fidanzato. Una situazione di apparente tranquillità che viene interrotta dall’arrivo di una misteriosa donna, appena uscita di prigione, che appartiene al passato di Renée. È a quel punto che ha inizio il viaggio a ritroso nella vita della protagonista. Quello che attua il film di Arnaud des Pallières è una vera e propria scomposizione della persona, andando a raffigurare quattro diverse fasi della sua vita. Rappresentando, di fatto, quattro vite diverse.

La storia che fa da cornice, e a cui ogni tanto ritorna la narrazione, è quella di Renée, la donna adulta, che contiene le altre tre donne come in un gioco di matrioske. Ad ogni passo a ritroso scopriamo maggiori informazioni sulla sua vita, sulla sua identità e sulla sua personalità. Una vita condizionata da un’infanzia difficile a causa di un trauma subito e per le continue liti dei genitori. Quel momento ha costituito un seme che è andato germogliando e che ha influenzato il suo sviluppo. È la fine del viaggio a ritroso ma è anche l’inizio di tutto, in un intreccio concettualmente non troppo dissimile dalle strutture del sogno in Inception di Christopher Nolan.

Quattro vite mostra come le fasi del nostro passato possano costituire delle persone anche diverse tra loro. Il bambino che eravamo e l’adulto che siamo possono essere entità opposte ma anche contemporanee e legate da un filo persistente. Il passato di Renée è composto da eventi traumatici che si sviluppano come un domino sin dall’infanzia. A 13 anni subisce violenze e soprusi in casa, a cui tenta di opporsi fuggendo e ricercando avventure sessuali. A 20, le avventure continuano e inizia a lavorare nel mondo delle corse dei cavalli. Ogni fase della sua vita si lega con aspetti della precedente. La caratteristica primaria è un forte senso di vitalità con cui la protagonista si oppone con tenacia agli eventi che rischiano di schiacciarla.

Quattro vite di Arnaud des Pallières

Tutti i suoi comportamenti, i suoi errori e i lati della sua personalità sono derivati della ricerca di affetto e di amore, mentre invece attorno a sè ha spesso trovato sfruttatori, persone nocive e violente. Un bisogno profondo che ha scandito la sua vita e che ha condotto a comportamenti anche estremi. Le poche carezze e le strette di mano che riceve sono sottolineate dal suo sguardo e da brevi movimenti di macchina espressivi. Il colore dominante è il rosso, nei rossetti, negli smalti, negli oggetti e soprattutto negli abiti. Simbolo di passione, vitalità e di ricerca di attenzione; una Cappuccetto Rosso attorniata da svariati lupi. Ma la passione scaturisce anche dall’impeto sessuale a cui è legata e tramite il quale si esprime.

La regia di Arnaud des Pallières inquadra sempre molto da vicino i personaggi, lasciando spesso fuori campo o fuori fuoco il resto. I campi totali sono pochissimi, la visione è quindi strettamente legata al personaggio, così come la percezione di ciò che accade. Quattro vite fornisce un ritratto femminile di rara complessità e profondità, mostrando da vari punti di vista una donna che rifugge dal lato torbido della società per ricercare, con le proprie forze, libertà e amore. Il film è impreziosito dalle ottime interpretazioni in particolare di Adèle Haenel, Adèle Exarchopoulos e Solène Rigot, nei ruoli della protagonista adulta, ventenne e tredicenne.

Trailer di Quattro vite

 

  • Anno: 2016
  • Durata: 112'
  • Distribuzione: Movies Inspired
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Arnaud des Pallières
  • Data di uscita: 27-August-2020