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FOCUS ITALIA

I fratelli D’Innocenzo presentano Favolacce, dall’11 Maggio sulle maggiori piattaforme italiane

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  • Anno: 2020
  • Durata: 98'
  • Distribuzione: Vision Distribution
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Fabio D'Innocenzo, Damiano D'Innocenzo
  • Data di uscita: 11-May-2020

Essere considerati gli enfant prodige del cinema italiano non ne ha cambiato le abitudini. È con la semplicità di sempre e la voglia di condividere di chi vive sulle ali dell’entusiasmo il proprio mestiere che Fabio e Damiano D’Innocenzo si presentano alla conferenza stampa di Favolacce, premiato a Berlino con l’Orso D’Argento per la migliore sceneggiatura e dal prossimo 11 Maggio distribuito on demand sulle piattaforme di Sky Primafila Premiere, Timvision, Chili, Google Play, Infinity, CG Digital e Rakuten TV.

Tutt’altro che dispiaciuti dalla decisione di uscire online, anche se “il cinema nelle sale è un’altra cosa”, i fratelli D’Innocenzo confermano l’interesse verso un cinema capace di fare a meno di formule collaudate e invece desideroso di esplorare strade meno praticate: “Noi amiamo un cinema divisorio, che non accontenti tutti. Questo è il nostro gusto come spettatori ed è anche lo spirito con cui da registi ci rapportiamo ai nostri lavori, anche quando si tratta di scrivere una serie televisiva, come sta capitando in questi giorni.”

Il nuovo lavoro dei fratelli D’Innocenzo racconta “l’abbrutimento del nostro paese attraverso figure genitoriali le cui colpe sono destinate a ricadere sui figli

Ciononostante, alla maniera del precedente, anche il nuovo lavoro dei fratelli D’Innocenzo racconta “l’abbrutimento del nostro paese attraverso figure genitoriali le cui colpe sono destinate a ricadere sui figli”. Le affinità però si fermano qui perché Favolacce vive di luce propria attraversato com’è da un’universalità che non fa sconti allo spettatore, mettendolo nella posizione di non sentirsi esente dalle implicazioni delle sue vicende.

“Ne La terra dell’abbastanza il pubblico aveva la possibilità di evadere dalla periferia, di non farsi coinvolgere dalla storia se non era nato in quei posti. Qui invece non volevamo assolvere nessuno, evitando che le persone potessero dirsi estranee alle azioni dei personaggi”.

Favolacce è attraversato da una consapevolezza e da una ferinità sconosciuta alle nostre latitudini e invece presente nella visione della fanciullezza esplorata da certo cinema indie

Scritto a diciannove anni ma girato solo dopo il successo dell’opera d’esordio, Favolacce è attraversato da una consapevolezza e da una ferinità sconosciuta alle nostre latitudini e invece presente nella visione della fanciullezza esplorata da certo cinema indie, per esempio da quello dei vari Todd Solondz, Harmony Korine ma anche del Jeremiah Zagar di Quando eravamo fratelli. A questo proposito però i registi hanno le idee chiare: “Il cinema italiano negli ultimi anni si è sottovalutato e sottodimensionato. Durante questo tempo abbiamo prodotto solo due categorie di film, di genere e d’autore. Così facendo ci siamo dimenticati che la contaminazione è fondamentale. In questo senso abbiamo cercato di mescolare l’art house con Stephen King, mettendoci dentro la causticità di Charlie Brown, per noi una vera Bibbia, le graphic novel ed elementi visivi che hanno scomodato un genio come Edward Hopper. Un cinema personale in Italia si è sempre fatto. Ora però è arrivato il momento di unirvi la componente viscerale, di andare verso opere che possano essere più carnali e sensoriali“.

Prodotto dalla Pepito film in collaborazione con RaiCinema e Vision Distribuition, Favolacce è un’opera corale in cui “ognuno degli attori si è sentito importante nella costruzione del risultato finale”, dice Elio Germano, interprete del film assieme a Barbara Chichiarelli, Ileana D’Ambra e Gabriel Montesi. “La cosa buffa è che sul set ti accorgi degli attori che hai non quando recitano ma mentre stanno aspettando di farlo. In quei momenti intravedi qualcosa della persona che ti conquista. Ed è per questo che ci siamo innamorati di tutti loro”. Un’affermazione, quella dei fratelli D’Innocenzo, che suona di buon auspicio, rimandandoci alla visione del film.