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Anniversari

Lars Von Trier: il regista più controverso e dannato di Europa

Il regista danese, autore del manifesto Dogma 95 e direttore di film come Dancer in the Dark, Antichrist e Melancholia, compie oggi sessantaquattro anni

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Lars Von Trier da giovane

Lars Von Trier nasce 64 anni fa a Copenaghen nel 1956. I suoi genitori sono per convinzione nudisti, atei e comunisti e per questo sono a favore della totale autonomia dello sviluppo intellettuale del bambino. Lars cresce quindi imparando presto a badare a se stesso e senza una guida certa. Frequenta l’istituto Lundtofte dove vige una disciplina molto ferrea ma a quindici anni abbandona la scuola.

Il rapporto impossibile con il vero padre

Alla morte della madre scopre che Ulf Trier non è il suo vero padre e che in realtà è figlio di Fritz Michael Hartmann, appartenente ad un’illustre famiglia di compositori. Sebbene tenti di riallacciare in ogni modo i rapporti con il padre biologico, riuscirà a comunicare con lui solo tramite gli avvocati.

Primi ruoli da attore

A soli tredici anni, grazie all’aiuto dello zio che lavora come regista e sceneggiatore, ottiene una parte nella serie televisiva Hemmeling Sommer (1969) di Thomas Winding. Trova lavoro presso la Statens Film Central come consulente. Nel 1977 gira i suoi primi due mediometraggi vincendo il concorso per entrare al Danish Film Institute, realizzando Nocturne e Immagini di una liberazione insieme all’amico di corso Tom Ellig.

Europa

Nel 1984 arriva il successo di pubblico e critica con L’elemento del crimine. Questo film è il primo di una trilogia del progetto Europa che prosegue con Epidemic nel 1987. I pochi mezzi a disposizione portano Von Trier a ricoprire i ruoli principali. Il progetto termina con Europa nel 1991 dove interpreta un ebreo.

Il manifesto Dogma e la casa di produzione

Nel 1992 fonda la sua casa di produzione Zentropa insieme a Peter Aalback Jensen. Nel 1995 redige il manifesto Dogma in cui getta le basi per un progetto artistico volto a produrre film dall’impostazione minimalista con regole precise, come l’utilizzo di pochissima musica, la macchina da presa in spalla, il divieto di realizzare film di genere e la predilezione per la luce naturale senza artifici e location reali. Un progetto che prevede la realizzazione di cinque film con questo metodo per dieci anni.

Gli anni 2000 e le accuse di  antisemitismo

Nel 2000 arriva il grande successo al botteghino con Dancer in the Dark, interpretato dalla cantante BjorkIl film vince la Palma D’oro a Cannes e anche il premio per la migliore interpretazione femminile. Un musical atipico che rispecchia i canoni di Dogma 95. Nel 2003, la popolarità raggiunta lo porta a lavorare con una star come Nicole Kidman per il film Dogville, opera prima di una trilogia sugli Stati Uniti che proseguirà con Manderly, dove Bryce Dallas Howard prende il posto della Kidman.

Tra il 2006 e il 2009 sperimenta generi diversi, come la commedia con Il grande capo e l’horror cupo con Antichrist che fa vincere a Charlotte Gainsbourg il premio per la migliore interpretazione femminile a Cannes. La cosa si ripete nel 2011 quando Kirsten Dunst  vince lo stesso premio per Melancholia. Ma oltre al successo arrivano anche le accuse di antisemitismo e apologia del nazismo durante la conferenza stampa di presentazione del film. Nonostante le scuse viene espulso da  Cannes.

Il presente tra accuse di molestie ed abuso di alcool

Nel 2013 esce in Danimarca Nimphomaniac con Charlotte Gainsbourg, storia delle esperienze erotiche di una ninfomane raccontate dal suo amante professore universitario. Tra il 2014 e il 2017 viene travolto dallo scalpore sulle dichiarazioni di abuso di droga e alcool e viene accusato di molestie sessuali dalla cantante Bjork che rispedisce al mittente. Il suo ultimo lavoro risale a due anni fa (The  House that Jack Builde ha suscitato scalpore per la sua violenza, poiché racconta la storia di un serial killer che vede ogni omicidio come opera d’arte.

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