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SERIE TV

Little Fires Everywhere, la nuova serie targata Hulu, basata sull’omonimo romanzo di Celeste Ng

Little Fires Everywhere, la nuova serie targata Hulu, vede per la prima volta insieme sullo schermo Reese Whiterspoon e Kerry Washington, alle prese con incendi veri e simbolici

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Basato sull’omonimo romanzo di Celeste Ng, Little Fires Everywhere è la storia di Elena Richardson (Reese Whiterspoon), giornalista e madre di quattro figli, e Mia Warren (Kerry Washington), artista senza fissa dimora con figlia adolescente al seguito. L’incontro tra le due avviene per caso, quando Elena si ritrova ad affittare una sua proprietà a Mia, chiedendole se può anche darle una mano in veste di governante della casa.

Little Fires Everywhere: i riferimenti e le suggestioni, da Big Little Lies a Sharp Objects

La miniserie targata Hulu esibisce, subito ed esplicitamente, una certa similarità con precedenti quali Big Little Lies e Sharp Objects, anch’esse entrambe derivanti da un testo letterario. Se con la prima condivide non solo una delle protagoniste (la Whiterspoon) quanto soprattutto il contesto, ambientata com’è in questa piccola cittadina residenziale, popolata di gente facoltosa che cela dietro le facciate perbeniste una realtà di sforzi, sofferenze e segreti, della seconda possiede l’atmosfera densa e sospesa, come se da un momento all’altro tutto l’equilibrio precario su cui si fondano le esistenze dei personaggi possa crollare in un batttito di ciglia.

Il punto di vista femminile è evidentemente privilegiato in ciascuna delle opere sopra citate – non a caso sono donne le autrici dei tre romanzi di ispirazione – e la scelta di trasporle sullo schermo in un periodo storico in cui l’emancipazione, ma anche la discriminazione, del gentil sesso sono tornate a interessare, comunica un messaggio importante.

La maternità al centro di Little Fires Everywhere

Mia ed Elena incarnano tipologie diverse, quasi agli antipodi: dal colore della pelle alle esperienze passate, dallo stile di vita all’organizzazione famigliare, le due donne sembrano essere incompatibili, sin dal loro primissimo approccio. Eppure troveranno un terreno comune da esplorare se non proprio insieme, almeno in parallelo. E proprio questo doppio binario su cui si muove Little Fires Everywhere è ciò che rende il progetto più intrigante e particolareggiato, fornendo numerosi spunti di riflessione/discussione.

La maternità è al centro della vicenda, intesa ed elaborata in vario modo, cosicchè se ne da un ritratto quanto più completo e sfumato possibile. Nel rapporto tra madre e figlia emerge la personalità delle due protagoniste, che si riflettono in quelle delle giovani, talvolta ribelli talaltra comprensive e completamente fiduciose.

Interessante in quest’ottica l’incrocio che viene a formarsi tra Elena e la figlia di Mia, Mia e la figlia di Elena. A creare un legame ci pensano elementi quali l’arte e la creatività, il successo e il sentirsi realizzate, il tutto sempre conducente a un discorso più generale, che riguarda l’identità propria di ciascun personaggio.

La forza di Little Fires Everywhere è nella resa dell’atmosfera

Al di là delle tante tematiche messe in campo e del modo in cui esse vengono sviluppate, la forza di Little Fires Everywhere è nella resa di un’atmosfera sempre in bilico, tra verità e facciata, tra il bene e il male, che si confondono, si mescolano in continuazione, impedendo di dare un giudizio che sia definitivo.

Ci sono gesti che sembrano fatti a fin di bene, ma celano un secondo fine, un qualche tipo di convenienza, ed azioni in cattiva fede, atte invece a proteggere o stimolare una reazione utile in vario modo. Il ritrovarsi spiazzati, sopresi, smentiti, crea una sorta di dipendenza, per cui si rimane in attesa, si fanno supposizioni e cresce la curiosità, il desiderio di andare a fondo e conoscere la realtà dei fatti. Complice di questa sensazione è anche la struttura narrativa, che parte da un finale ad effetto, per dare inizio al viaggio a ritroso (in flashback), durante il quale ogni tassello troverà il suo posto.

Lo spettatore si ritrova così coinvolto nel viaggio, ignaro quanto e più dei personaggi di cosa lo attenda, immerso fino al collo in queste esistenze lontane, fittizie, eppure vicine.

I piccoli fuochi del titolo, che condurranno inevitabilmente all’incendio da cui la storia prende avvio, sono disseminati qui e là nel corso della narrazione. È così che qualunque situazione si rivela potenzialmente esplosiva, in grado di coinvolgere chi vi si trova intorno.

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