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VISTI AI FESTIVAL

70 Berlinale: Undine di Christian Petzold (Concorso)

Undine pecca di immaginazione, non riuscendo mai ad andare oltre a copioni già visti e in questo tradendo le aspettative degli appassionati che da Petzold si aspettavano di più

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Lo aveva detto proprio ieri attraverso il suo film un autore come Philippe Garrel che della materia in questione è uno specialista. Oggi lo conferma Christian Petzold, un altro cultore del genere in questione, per aver rappresentato l’autodistruzione e il ridicolo che accompagna le storie di amour fou. Undine, appena passato nella competizione ufficiale del Festival di Berlino, sembra fatto apposta per confermare le tesi sopra esposte, immaginando che la protagonista del titolo sia altresì convinta di essere una sirena metropolitana (in verità la supposizione suggerita dalle immagini non è mai confermata da dati di fatto) e per questo destinata a restare per sempre legata al proprio amato, pena la morte di uno o dell’altro.

Undine sembra una variazione del film precedente del regista tedesco (La donna dello scrittore), anche per la scelta degli stessi attori

Giovando alla natura del film, che nella predominanza della passione sentimentale è capace di toccare più generi – dalla favola nera al thriller, al fantasy – , ognuno dei quali portatore di enigmi e di sorprese, Undine sembra una variazione del film precedente del regista tedesco (La donna dello scrittore), anche per la scelta degli stessi attori, Paula Beer e Franz Rogowski, ancora una volta destinati a rincorrere i reciproci fantasmi.

Undine pecca di immaginazione, non riuscendo mai ad andare oltre a copioni già visti e in questo tradendo le aspettative degli appassionati che da Petzold si aspettavano di più

Attraversato dal sottotesto relativo ai cambiamenti urbanistici della capitale tedesca (forse inserito per fare da specchio alla continue trasformazioni dell’afflato amoroso interno alla coppia, oltre che per l’interesse del regista per le architetture metropolitane) in cui si svolge la vicenda, riportati con dovizia di informazione e con un po’ di ripetizione dalla protagonista per il fatto di doverli segnalare ai turisti in visita presso l’edifico del senato tedesco, Undine pecca di immaginazione, non riuscendo mai ad andare oltre a copioni già visti e in questo tradendo le aspettative degli appassionati che da Petzold tutto si potevano aspettare tranne che una messinscena corretta ma vuota. Per questo film Paula Beer ha vinto l’Orso d’Argento per la migliore attrice.

  • Anno: 2024
  • Durata: 90'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Germania, Francia,
  • Regia: Christian Petzold