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FILM DA VEDERE

Il favoloso mondo di Amélie. Ecco perché é diventato un film di culto

L'Amélie di Jean-Pierre Jeunet ricorda un po' la Zazie nel metro (1960) di Louis Malle, sebbene la cattiveria della bambina che seminava scompiglio nelle banlieu parigine non la si ritrova nella simpatica cameriera. Il film, spesso accusato di essere stucchevole e furbo, è ricco di invenzioni visive e narrative. Da rivedere

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Il favoloso mondo di Amélie (Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain), un film scritto e diretto da Jean-Pierre Jeunet ed interpretato da Audrey Tautou e Mathieu Kassovitz.

Il film venne distribuito nelle sale cinematografiche francesi il 25 Aprile 2001 e arrivò in quelle italiane il 25 Gennaio dell’anno successivo.

Nel complesso, in Europa il film ebbe un successo straordinario, in Francia attirò oltre 8 milioni di spettatori per un incasso totale superiore ai 40 milioni di euro (a fronte di un budget di 11), battendo la concorrenza dei kolossal americani e diventando il film più visto dell’anno. In Italia il film debuttò il 25 Gennaio 2002, incassò oltre 8 milioni di euro classificandosi tra le prime venti posizioni della classifica annuale di incassi. In tutti i paesi europei il successo fu più o meno vistoso (7.800.000 € in Spagna e oltre 4 milioni di sterline nel Regno Unito), fuori dai confini nazionali il successo maggiore si ebbe in Germania, con oltre 3 milioni di spettatori e circa 18 milioni di incasso.

Il favoloso mondo di Amélie ha ricevuto cinque nomination agli Oscar (tra cui per il Miglior film straniero e la Migliore sceneggiatura originale a Jean-Pierre Jeunet), ha vinto tre European Film Awards, quattro Premi César e due British Academy Film Award. Con Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Rufus, Yolande Moreau, Dominique Pinon, Serge Merlin.

Sinossi

Amélie, una ragazza di vent’anni che arriva da Montmatre, un giorno scopre di avere una missione da compiere: alleviare le pene degli altri. Anche dolori e frustrazioni minime: la solitudine della vicina di casa, lasciata dal compagno, o quella dell’anziano genitore che augura al nanetto del giardino lunghi viaggi in paesi esotici, quelli che lui ha sempre sognato. A un certo punto Amélie si innamora di uno come lei, un tizio caduto dalla Luna che colleziona frammenti di fototessere gettati via. Vivranno il principe azzurro e la sua fatina, felici e contenti?

Incredibile successo in Francia e all’estero quando uscì nel 2001, Il favoloso mondo di Amélie negli anni è diventato un riferimento della cinematografia francese. Jean-Pierre Jeunet narra una fiaba ambientata nel presente, ma al tempo stesso in un altrove irreale, fotografata con colori saturi e pieni, con tanto di voce narrante e rottura sporadica della quarta parete. In essa la protagonista Amélie è tanto principessa in pericolo quanto cavaliere salvatore.

Il suo desiderio di rendere migliori le vite di quanti la circondano, di veder splendere sorrisi, di scaldare i cuori, la rendono un elfo buffo e buono. Il regista francese confeziona un film fresco, arioso, attraverso una sceneggiatura iper fantasiosa e una direzione delicata quanto grottesca, con tocchi surreali.

Amélie non si allontana troppo dalla definizione di “esercizio di stile”, come lo intendeva il grande scrittore Raymond Queneau. C’è chi parla di Amélie come la Zazie nel metro cresciuta, ma la cattiveria della bambina della provincia che seminava scompiglio nei banlieu parigini non la si ritrova nella simpatica cameriera.

L’anarchia che sprigionava Zazie, sia dal racconto di Queneau, sia visivamente dall’omonimo film (1960) dello scomparso Louis Malle, si dissolve in questo film un po’ buonista, ma di grandissimo impatto emotivo e visivo. Una lucciola nella notte.

  • Anno: 2000
  • Durata: 122'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Jean-Pierre Jeunet