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RIVEDIAMOLI

Revenant – Redivivo, il film di Iñárritu con DiCaprio vincitore di tre Oscar. Ecco perché é un capolavoro

Alejandro González Iñárritu torna sul grande schermo con un'epopea di introspezione e ricerca umana nelle lande desolate del Nord Dakota dell'800. Revenant è un film epico di straordinaria potenza, sia visiva che emozionale; un tour de force stilistico e produttivo che ha ben pochi precedenti, capace di travolgere lo spettatore

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Revenant – Redivivo, un film del 2015, diretto, co-scritto e co-prodotto da Alejandro González Iñárritu. Scritto dallo stesso Gonzalez Inarritu e da Mark Lee Smith e distribuito dalla 20th Century Fox, è in parte basato sul romanzo Revenant – La storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta (2002, edito in Italia da Einaudi nel 2014) di Michael Punke ed è parzialmente ispirato alla vita del cacciatore di pelli Hugh Glass, vissuto a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento e che, nel 1823, durante una spedizione commerciale lungo il Missouri, fu abbandonato in fin di vita dai suoi compagni, riuscendo a sopravvivere.

Revenant durata 2 ore 36 minuti

Il film é stato girato per 9 mesi in mezzo alle forze della Natura come dice Di Caprio in questa interessante intervista video

Il soggetto è già stato usato da un’altra pellicola, Uomo bianco, va’ col tuo dio! (Man in the Wilderness) del 1971, così da poter considerare Revenant un remake dello stesso.

Il film, che vede come protagonista Leonardo DiCaprio, affiancato da Tom HardyWill Poulter e Domhnall Gleeson, ha vinto molti premi: 3 Golden Globe su 4 nomination, 5 premi BAFTA su 9 nomination e 3 Premi Oscar su 12 candidature ottenute, incluso il premio come “Miglior attore protagonista” a Leonardo DiCaprio, che con questo film ottiene la sua prima vittoria agli Oscar, sfiorata con il film Inception.

IN BREVE DI COSA PARLA REDIVIVO

Leonardo DiCaprio nei panni del cacciatore di pelli Hugh Glass, abbandonato dai suoi compagni in una foresta gelata in seguito all’attacco di un orso.

Revenant Trama

Trama e di cosa parla davvero Revenant Redivivo

Tratto da una storia vera, Revenant – Redivivo racconta l’epica avventura di un uomo che cerca di sopravvivere grazie alla straordinaria forza del proprio spirito. In una spedizione nelle vergini terre americane, l’esploratore Hugh Glass (Leonardo DiCaprio) viene brutalmente attaccato da un orso e dato per morto dai membri del suo stesso gruppo di cacciatori. Nella sua lotta per la sopravvivenza, Glass sopporta inimmaginabili sofferenze, tra cui anche il tradimento del suo compagno John Fitzgerald (Tom Hardy). Mosso da una profonda determinazione e dall’amore per la sua famiglia, Glass dovrà superare un duro inverno nell’implacabile tentativo di sopravvivere e di trovare la sua redenzione.

Revenant – Redivivo

Revenant – Redivivo

 Sean Penn grida al capolavoro (e noi di Taxidrivers pure)

Ho subito pensato fosse un capolavoro. Penso di non aver vissuto un’esperienza cinematografica di questo genere da quando vidi per la prima volta Apocalypse Now.” Queste le prime parole spese da uno Sean Penn evidentemente estasiato all’uscita da una proiezione ultraprivata di Revenant – Redivivo.

Se a una prima lettura il paragone con Apocalypse Now, per quanto impegnativo, calza soprattutto in relazione alle numerose difficoltà produttive e al prolungamento delle riprese e, di conseguenza, anche del budget che accomunano entrambe le opere, l’entusiasmo dell’attore/regista ci è però utile anche per una riflessione analitica sul senso che generalmente si dà al termine “capolavoro”.

Perché i film possono essere belli, bellissimi e, al limite, anche stupendi. Esistono film notevoli – a volte veri e propri gioielli – che, una volta esaurita la loro parabola distributiva, tornano utili giusto per le classifiche di fine anno o, al limite, per guarnire le nostre preziose collezioni di dvd. Poi però ci sono i capolavori. Al netto della sacrosanta soggettività dei gusti (quante volte ci capita di parlare con qualcuno che, alludendo a un film appena visto, esordisce con un “capolavoro assoluto!”) e dei piani di lettura potenzialmente infiniti di un’opera, il capolavoro è qualcosa che ha la capacità di restare incollato alla retina e al cuore di chi guarda, a volte anche a prescindere dai puri meriti artistici. Ci sono poi quei film che, invece, alzano l’asticella e, nei casi migliori, riescono a spostare in avanti la percezione che in generale si ha del filmabile (e soprattutto del come qualcosa debba essere filmato), assurgendo al ruolo di nuovi punti di riferimento per tutto il cinema che verrà, oltre che a strumenti dialettici da utilizzare nella costruzioni di spesso iperboliche frasi comparative (es. “Sì OK, bello, ma mica è Quarto potere”).

Tutto questo preambolo per dire come sia chiaro fin dalle sue prime, spettacolari immagini che Revenant – Redivivo non solo è un capolavoro, ma gioca proprio nello stesso campionato de Il PadrinoTaxi Driver e Pulp Fiction.

Revenant – Redivivo trama

Revenant – Redivivo trama

Iñárritu un autore ambizioso anticonformista e che piace agli attori di razza

Revenant Recensione

Perché questo film rappresenta il climax artistico di un autore che non si è mai preoccupato di nascondere la propria smisurata ambizione – nemmeno ai tempi del suo bellissimo esordio Amores perros – e di cui il pluripremiato Birdman dello scorso anno rappresentava, col senno di poi, qualcosa di molto simile a una prova generale.

L’ossessione alla base è la stessa – la voglia di rivalsa di fronte a un qualcosa che ci è stato tolto – come simile è la componente onirica che ispira e indirizza le azioni dei protagonisti. Cambia – eccome se cambia – la location, ma la funzione diegetica degli spazi rimane la stessa, con lo sguardo di Iñárritu che si sposta dagli angusti corridoi di un teatro agli spazi sconfinati della frontiera americana. Due estremi – il poco o il troppo spazio – ugualmente spaventosi se affrontati da soliLaddove poi Birdman (di cui qui sotto trovate un approfondimento antropologico) riscriveva le regole della black comedyRevenant applica il medesimo processo al racconto epico, declinato attraverso quello che sulla carta sembrerebbe il più classico dei revenge-movie e che, nelle abili mani dell’autore messicano, diviene ben presto un violentissimo e crudo inno alla sopravvivenza. Un’epopea privata di straordinaria potenza, sia visiva che emozionale, e un tour de force stilistico e produttivo che ha ben pochi precedenti e sommerge letteralmente lo spettatore quasi a mozzargli il respiro, sprofondandolo nell’inospitalità di luoghi che fanno ancora più paura proprio perché sappiamo essere reali, non essere ricostruiti in studio.

Iñárritu Revenant – Redivivo

Iñárritu Revenant – Redivivo

Ecco perché Revenant é un capolavoro. Revenant oscar!

Ma se finora ci siamo concentrati esclusivamente su Iñárritu (autore anche dello script) è importante adesso, per comprendere appieno il valore di Revenant – Redivivo, provare a considerarlo come un “capolavoro” diretto non solo da lui, ma anche da altri due registi. Uno è senza ombra di dubbio il direttore della fotografia, il due volte premio Oscar Emmanuel Lubezki, artefice di un lavoro superbo, tutto incentrato sull’utilizzo narrativo della luce naturale, che restituisce agli spazi una profondità che neanche il migliore dei 3D potrebbe garantire. Nel taglio delle sue immagini c’è un senso profondamente herzogiano dei pericoli che si annidano nel circostante e, allo stesso tempo, una fortissima corrispondenza tra le asperità ambientali e quelle, più intime, dei personaggi, figure senza dubbio archetipiche di uomini rudi, ma non per questo unidimensionali.

Revenant Orso. La scena magistrale in cui un orso (digitale) attacca Di Caprio

Revenant cosa ha fatto Di Caprio

Ed è qui che entra in ballo il terzo regista di Revenant- Redivivo, l’ormai immenso Leonardo DiCaprio, che si produce forse nella sua interpretazione definitiva. Sebbene meno sfaccettato rispetto al Jordan Belfort di The Wolf of Wall Street (considerando anche che non proferisce parola per una buona metà del film), il lavoro dell’attore sul personaggio di questo tormentato cacciatore di pelli d’orso è di una generosità fisica disarmante. In una sequenza impressionante, in cui è forte, a un certo punto, la tentazione di voltare altrove lo sguardo, DiCaprio si lascia dilaniare da un grizzly all’inizio del film per rimanere poi lì a soffrire e a rantolare, mettendo in mostra tutte le ferite aperte, sia nel corpo che nell’anima, che nessuna brama di vendetta può riuscire a curare. Lo fa con un livello di immedesimazione totale che – annullando in un sol colpo vent’anni di TitanicScorsese e gossip equamente divisi tra la sua passione per le Barbie umane e la “maledizione” che non gli avrebbe (ancora) consentito di vincere un Oscar – lo porta a trasfigurarsi fino a smettere di essere semplicemente Leonardo Di Caprio per diventare altro da sé agli occhi dello spettatore.

E non era affatto un compito facile per un interprete sottile e raffinato, ma di certo poco avvezzo a questo tipo di ruoli virili, a differenza dell’egualmente sublime Tom Hardy, ad esempio, che è dotato di physique du rôle e in questi ruoli ci sguazza. In definitiva Alejandro González IñárrituEmmanuel Lubezki e Leonardo DiCaprio lavorano quindi in perfetto accordo e, insieme, confezionano il primo vero capolavoro del 2016.

Revenant traduzione

Cosa significa Revenant in italiano? L’anima di un morto che si presume ritorni dall’aldilà in forma corporea.

Un film importante e bellissimo di cui si parlerà ancora per anni. Anzi, non mi stupirei affatto se tra un po’ qualcuno lo utilizzasse per costruire iperboliche frasi comparative. Qualcosa del tipo “Si OK, bello, ma mica è Revenant“.

A seguire una serie di Curiositá fondamentali per capire quanto é stato difficile girare e lavorare a questo film

leonardo di caprio  Revenant – Redivivo

leonardo di caprio Revenant – Redivivo

Nel film il cacciatore Hugh Glass viene attaccato da un orso, che lo lascia in fin di vita: per rendere l’idea di un uomo quasi fatto a pezzi, DiCaprio ha dovuto indossare fino a 47 protesi diverse sul corpo. Per il trucco ci volevano circa 4-5 ore, con sveglia alle 3 di notte.

Tutti i segreti del make up di Leonardo DiCaprio per The Revenant - Bigodino

Tutti i segreti del make up di Leonardo DiCaprio per The Revenant – Bigodino

CURIOSITÀ riprese dal sito di Radiodj

Le riprese del film Renevant sono durate 9 mesi, in cui Iñárritu e il direttore della fotografia Emmanuel Lubezki hanno girato il film soltanto con luce naturale, riducendo le ore utili della giornata a un paio. Inoltre, per arrivare al set, DiCaprio e gli altri dovevano fare ogni giorno due ore in macchina su strade non asfaltate, perché l’hotel in cui soggiornavano era molto distante dai luoghi incontaminati scelti come location.

In questa scena del film Redivivo Leonardo Di Caprio ha la febbre ed é malato ma vuole continuare a girare per rendere credibile il suo personaggio in una situazione vera come quella vissuta dal cacciatore a cui si ispira la storia!

revenant film recensione

revenant film recensione

Dove hanno girato e dove é ambientato Revenant (location)

Le riprese del film hanno avuto luogo tra Alberta, in Canada, e l’Argentina, con temperature proibitive, anche fino a 40 sotto zero, che hanno spinto diversi membri della troupe ad abbandonare il progetto come viene dichiarato da deejay.it

DiCaprio ha dichiarato più volte di aver rischiato l’ipotermia, perché il film prevedeva diverse scene in acqua: le asciugatrici giganti portate sul set sono state la sua salvezza. Film come Revenant ne escono davvero pochi anche per questo.

Leonardo di caprio film oscar

Leonardo di caprio film oscar

Guarda il Trailer spettacolare del film THE REVENANT

Revenant Trailer e scena orso

Revenant Streaming ita

Revenant dove vederlo? Marzo 2021 il film Revenant é visibile in streaming su Rakuten TV Prime Video TIMvision Apple iTunes Google Play MoviesMicrosoft StoreChili

Revenant Locandina

Revenant locandina

Revenant locandina

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Per una lettura sociale di “Birdman (O l’imprevedibile virtù dell’ignoranza)

Il tema portante del  lungometraggio di Alejandro González Iñárritu è  l’esposizione pubblica e performativa del sé, in tempi contemporanei di social network, cultura del narcisismo e neoindividualismo

Un apologo sociale durissimo e non privo di umorismo grottesco, che ricorda da vicino l’universo poetico e concettuale del recente film di Darren Aronofsky “Il cigno nero” e la sua simbologia di una scena e prestazione teatrali autolesionistiche, quali specchio dell’esibizionismo tipico dell’attuale panorama tardo-capitalistico

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  • Anno: 2015
  • Durata: 156'
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Genere: Azione, Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Alejandro González Iñárritu