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In seconda serata

In seconda serata su Iris alle 23,40 Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow, con Jessica Chastain

Come in The Hurt Locker e Strange Days, Kathryn Bigelow "alza l'asticella", puntando oltre il classico film adrenalinico. Zero Dark Thirty racconta la caccia all'uomo (Osama bin Laden) più imponente del secolo. Costretta a guardare dentro se stessa, l’America scopre di essere capace delle cose peggiori per raggiungere il proprio scopo

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In seconda serata su Iris alle 23,40 Zero Dark Thirty, un film del 2012 diretto da Kathryn Bigelow. Il film è basato sull’attività dei servizi segreti che ha portato all’individuazione e all’uccisione di Osama bin Laden il 2 Maggio 2011 ad Abbottabad (in Pakistan), da parte dei Navy Seal del Devgru, unità antiterrorismo della Marina degli Stati Uniti. La trama si sviluppa in un arco di tempo compreso tra il 2001 e il 2011 e narra le indagini e le ricerche che portano l’agente della Cia Maya Lambert a scovare il rifugio del leader di Al-Qāʿida. Il titolo del film, nel gergo militare, significa mezzanotte e mezzo, cioè l’ora in cui, il 1º Maggio 2011, scattò l’operazione militare che portò all’uccisione di Osama bin Laden. Il film contiene inoltre alcuni accenni al saggio No Easy Day di Mark Owen (che nel film corrisponde al Seal Patrick), uno dei Navy Seal che ha partecipato al raid di Abbottabad. ha vinto un premio Oscar per il miglior montaggio sonoro (Paul N.J. Ottosson) e un Golden Globe per la miglior attrice in un film drammatico (Jessica Chastain). Con Jessica Chastain, Mark Strong, Joel Edgerton, Nash Edgerton, Chris Pratt, Kyle Chandler.

Sinossi
Dal giorno dell’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, Osama bin Laden e il suo gruppo di talebani diventano il nemico numero uno del governo degli Stati Uniti. Per dieci lunghissimi anni, contraddistinti da avvistamenti, depistaggi e panico per l’eventualità di altri attentati, Maya (Jessica Chastain) e i colleghi agenti speciali della Cia, con l’aiuto delle forze dei Navy Seals, hanno il compito di rintracciarlo e consegnarlo al Paese, vivo o morto e a rischio delle loro stesse vite.

La recensione di Taxi Drivers (Luca Lombardini)

Dodici anni di storia non solo americana, racchiusi nello sguardo di una donna che, testarda, insegue la sua ossessione: scovare e uccidere Osama bin Laden. L’ultimo Kathryn Bigelow è metafora attraverso la cronaca, ricostruita fiction dall’ispirazione reale e infine testamento, sintesi filmica di un’intera carriera cinematografica che, attraverso la regia di Zero Dark Thirty (2012), cristallizza l’ormai consolidato status hollywoodiano della sua autrice: senza se e senza ma tra i cineasti più influenti dell’America d’oggi; per potere decisionale al pari di David Fincher Christopher Nolan. Probabilmente l’unica, per credenziali e peso politico, a poter mettere le mani su tale, scottante, materia.

Zero Dark Thirty è il frutto di una mutazione, di un nuovo percorso iniziato all’indomani di K-19 (2002), probabilmente il film maggiormente trascurabile della Bigelow, insapore e inodore, eppure decisivo ai fini di una filmografia che da lì in poi cambia, ispirandosi e, nonostante tutto, ispirando (ogni riferimento alla serie televisiva Last Resort è puramente voluto). K-19 viene utilizzato come trampolino “militare” dalla sua autrice, dopo di lui The Hurt Locker (2008) e quindi Zero Dark Thirty: ovvero il prosieguo e la cristallizzazione di una nuova, raggiunta, maturità.K-19 è la causa che innesca la conseguenza, il “point break” che (ri)genera l’altra Kathryn Bigelow.

Mai prima d’ora ci si era imbattuti, nella sua filmografia, in un personaggio femminile tanto centrale, centrato e pietrangolare, come quello interpretato da Jessica Chastain, cuore e anima di una pellicola per certi versi corale, ma che rintraccia il suo centro d’equilibrio nei tratti di una donna, sola, in un mondo di uomini. Una figura addirittura di un “grado gerarchico” superiore rispetto alla Jamie Lee Curtis di Blue Steel (1990), l’ultima grande eroina alla quale la Bigelow assegnò un ruolo da protagonista. Dopo una maggioranza di pellicole prevalentemente guidate da interpreti maschili, ecco Zero Dark Thirty, storia di una nazione e metafora stessa di una condizione artistica finalmente rivelata e manifesta: la donna più maschia di Hollywood convoca una donna per assegnarle il film della sua vita; Jessica Chastain, protesi di Kathryn Bigelow di fronte la macchina da presa.

Lei come il Jeremy Renner di The Hurt Locker, ricurva sul lavoro, dipendente da esso, inutile senza quest’ultimo. 157′ minuti di indizi, false piste, pugni sul tavolo aspettando una credibilità e una fiducia che tardano ad arrivare. Zero Dark Thirty viaggia su velocità basse, prendendosi e ottenendo il tempo di cui necessita, spostando spesso l’ago della bilancia verso il contenitore del “procedural”, interessato com’è alla ricostruzione del pre, piuttosto che alla celebrazione della missione, la stessa che si consuma fredda, glaciale e orfana di trionfalismi. Rarefatta nelle immagini, ovattata nei suoni.

Gigantesco e ciclopico, Zero Dark Thirty nasconde un solo difetto, che risponde alla gestione della suspense: funzionale nella ricostruzione investigativa dei fatti, decisamente meno quando si vede costretta a misurarsi con l’ingresso nella tana dell’orco. Eppure la sensazione che lascia è quella che solo il grande cinema è in grado di comunicare, certamente qualcosa in più di un “semplice” film. Con tutta probabilità una futura pietra miliare, che vista oggi “si limita” a mettere la parola fine sulle ossessioni, gli incubi, le frenesie e le violenze, subite e inferte da un paese intero.

  • Anno: 2012
  • Durata: 157'
  • Genere: Thriller, Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Kathryn Bigelow