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‘Hava, Maryam, Ayesha’ di Sahraa Karimi

Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi è un’opera quasi documentaristica, iperrealista, che non concede nulla alla fiction né al sentimentalismo, quasi al punto da non riuscire ad immedesimarsi empaticamente nelle situazioni descritte, che pure arrivano in tutta la loro durezza. Su MyMovies

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Tre donne in gravidanza, tre destini incrociati: la drammatica condizione femminile e quella di un Paese martoriato, l’Afghanistan, sono avvicinate da Sahraa Karimi, regista afghana della seconda generazione dei rifugiati in Iran (classe 1985, ha studiato cinema in Europa regista giá del documentario Afghan Women behind the Wheel).

Questo suo primo lungometraggio Hava, Maryam, Ayesha, presentato nella sezione Orizzonti del Festival di Venezia 76, arriva anche alla interessantissima edizione del Rome independent Film Festival 2021

“Come cineasta donna di origine afghana – racconta Sahraa Karimi – ho promesso a me stessa di raccontare le storie delle mie compagne che cercano di cambiare vita in una società tradizionale. Viaggiando attraverso numerose città e villaggi afghani, all’interno del mio Paese ho trovato storie vere su donne come Hava, Maryam e Ayesha. Hava è il ritratto di una casalinga afgana, Maryam è una donna intellettuale e colta e Ayesha è un’adolescente della classe media. Stanno cercando di non arrendersi alla società patriarcale. Le loro decisioni sono una forma di resistenza alla loro vita predeterminata. Il mio obiettivo è quello di raccontare le vite di donne che non hanno avuto voce da molti anni e che sono ora pronte a cambiare il loro destino.”

Interamente girato a Kabul, dove vivono le attrici, gli attori e la stessa regista, il film racconta la storia di tre donne, di diversa estrazione sociale, che casualmente si incontreranno alla fine del film, tutte e tre in attesa di un bimbo, non da tutte desiderato. Hava, legata alle tradizioni ed in stato avanzato di gravidanza, è ridotta quasi in stato di schiavitù dal marito, che la maltratta e la sottopone a continue corvée per soddisfare i suoi ospiti, che lei neppure è degna di incontrare e per i quali deve cucinare e lavare i piatti al gelo in cortile, mentre contemporaneamente deve accudire i suoceri anziani e pretenziosi: emblematica la scena in cui il suocero parla ad un uccellino in gabbia con parole dolci, chiamandolo ‘tesoro mio, figlio mia’, mentre si rivolge con parole offensive alla nuora, alla quale dà ordini continui e umilianti. La sua unica gioia consiste nel parlare con il bambino che ha in grembo che ad un certo punto non si muove più. La seconda protagonista, Maryam, è invece una giornalista televisiva, indipendente e colta, costretta a discutere col suo capo che le propone di fare anche lavori da modella, che scopre di essere incinta mentre sta per divorziare dal marito infedele. Ayesha, la più giovane, diciotto anni, rimasta incinta per sbaglio, ha urgenza di ricostruire il suo imene e ritrovare la verginità – la figlia della dottoressa che compie la ricostruzione, della stessa età di Ayesha, incassa cinicamente il denaro per conto della madre – avendo accettato in tutta fretta di sposare il cugino dopo che il padre del bambino si è eclissato. Per la prima volta, ciascuna di loro deve risolvere il proprio problema da sola e la durezza del quotidiano e la solitudine risaltano nella vita di ciascuna delle tre protagoniste come un marchio ‘di genere’, mentre il mondo esterno sembra ignorare i drammi e le esistenze di chi, per legge e per tradizione, vive ai margini di una società lontana dal raggiungimento della parità e dal riconoscimento rispetto ai più basilari diritti. Un’opera quasi documentaristica, iperrealista, che non concede nulla alla fiction né al sentimentalismo, quasi al punto da non riuscire ad immedesimarsi empaticamente nelle situazioni descritte, che pure arrivano in tutta la loro durezza.

Prodotto dalla Noori Pictures (Katayoon Shahabi) e dalla stessa regista, il film si avvale di giovani e brave attrici afghane come: Arezoo Ariapoor, Fereshta Afshar e Hasiba Ebrahimi.

 

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  • Anno: 2019
  • Durata: 86'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Afghanistan
  • Regia: Sahraa Karimi