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FILM DA VEDERE

Match Point, il film di Woody Allen divenuto ormai un classico

“La gente ha paura ad ammettere  che una gran parte della vita dipende dalla fortuna“: Woody Allen prende ispirazione dai drammi di Tennesse Williams, passa per Dostoevskij e approda ai moderni intrecci teatral-filosofici. Match Point è indiscutibilmente uno dei migliori film del regista newyorchese

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Match Point è un film del 2005 scritto e diretto da Woody Allen, con protagonisti Jonathan Rhys-Meyers (Chris Wilton) e Scarlett Johansson (Nola Rice). La pellicola è un film drammatico caratterizzato da situazioni tipiche del thriller. La storia ruota intorno ad un triangolo amoroso (un uomo e due donne), con conseguenze imprevedibili. Le difficoltà economiche del regista a girare il film a New York lo costrinsero a riscrivere parzialmente la sceneggiatura, adattandola all’ambiente londinese, e a scegliere cast e crew interamente britannici (eccezion fatta per la Johansson). Il film annovera tra i riconoscimenti ottenuti una candidatura ai Premi Oscar 2006 nella categoria migliore sceneggiatura originale. La colonna sonora del film è tratta quasi interamente da un disco in vinile contenente arie da dischi a 78 giri di brani cantati prima della Grande Guerra dal tenore italiano Enrico Caruso. L’uso dell’opera costituisce una novità per Allen, che solo in Mariti e mogli (1992) aveva voluto impiegarla per accompagnare scene ambientate in classi sociali altolocate. In Match Point è come se le arie commentassero ironicamente le azioni dei personaggi, talvolta prefigurandone i possibili sviluppi. Nelle fasi finali del film l’opera, di cui Chris è appassionato, accentua la freddezza del protagonista e il suo distacco dal delitto che ha commesso. Con Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Brian Cox, Emily Mortimer, James Nesbitt.

Sinossi
Inghilterra. Un insegnante di tennis dà lezioni ad alcuni membri di una famiglia agiata. Scopre così le abitudini dell’alta società britannica e ben presto si innamora di una giovane donna. Un thriller ispirato alla vicenda di Raskolnikov, il protagonista del romanzo ‘Delitto e castigo’ di Fedor Doestoevskij.

“La gente ha paura ad ammettere che una gran parte della vita dipende dalla fortuna

Woody Allen ormai dirige con una semplicità magistrale: qualche carrello per strada, campi e controcampi, accenni di zoom sui volti in un paio di momenti psicologicamente determinanti, un’esemplare sequenza in montaggio alternato. Una “pulizia” alla quale corrisponde una visione sconfortante e lucidissima dei rapporti umani. La pallina che gira imprevedibilmente sopra il nastro della rete da tennis contiene una simbologia fin troppo chiara, tuttavia vera: l’imprevisto e la buona sorte sono riprodotti in un fermo immagine evidente e insopportabile allo stesso tempo, spartiacque pirandelliano tra felicità e perfida fatalità. Per una volta ideatore di sciagure, Allen prende ispirazione dai drammi di Tennesse Williams, passa da Dostoevskij e approda ai moderni intrecci teatral-filosofici (la fortuna conta più dell’abilità).

E racconta di un protagonista che legge Delitto e castigo mentre si conforma a quelle che sono le leggi per entrare nell’alta società: accondiscendenza artefatta, gusto per i vini e gli oggetti di lusso, tenute di campagna dove trascorrere i week end, esercitazioni di tiro al piattello come fossero divertenti giochi di società, arrampicate da un posto di lavoro all’altro, ogni volta caricandosi di maggiori e claustrofobiche responsabilità. Pur staccandosi dall’orticello newyorkese e dai suoi infiniti ed eccitabili ideologi, Woody Allen inscena una pellicola molto appagante e spedita, nonostante la novità della durata (si superano di poco le due ore) e di alcune sequenze particolarmente sensuali. Restano i luoghi frequentati dai personaggi: mostre, ristoranti e teatri. Privi però di troppi tocchi brillanti, in una Londra quasi sempre grigia o piovosa.

  • Anno: 2005
  • Durata: 120'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA, Gran Bretagna
  • Regia: Woody Allen