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Film da Vedere

‘L’amore molesto’ di Mario Martone per la prima volta nella versione restaurata e in HD

Tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante, L’amore molesto è un film di atmosfere, che Mario Martone ha saputo sapientemente comporre, riuscendo a rendere fisica, plastica e, dunque, iconograficamente significativa, una storia che è per lo più la narrazione di uno stato interiore complesso e doloroso

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Dopo l’esordio con Morte di un matematico napoletano, film che lo impose all’attenzione del grande pubblico, aggiudicandosi il Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia del 1992, tre David di Donatello e due Nastri d’Argenti (di cui due per la Miglior Regia), Mario Martone, tre anni dopo, realizzava L’amore molesto, noir psicologico intenso tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante.

L’amore molesto: dal romanzo al film

Se la trasposizione cinematografica della fonte letteraria risulta più che mai riuscita lo si deve innanzitutto alla capacità del regista di rendere fisica, plastica e, dunque, iconograficamente significativa, una storia che è per lo più la narrazione di uno stato interiore complesso e, proprio per tal ragione, non facile da mettere in scena. Martone, molto abilmente, sviluppa l’azione in un’avvolgente ed efficace dialettica tra la città di Napoli e la protagonista, Delia (un’indimenticabile Anna Bonaiuto), che la percorre tangenzialmente fino a giungere a un epicentro in cui poter assemblare i tasselli di un mosaico da troppo tempo lasciato incompleto.

La misteriosa morte della madre, Amalia (l’intensa Angela Luce), costituisce il trauma che innesca il vorticoso movimento interno di Delia, la quale, a fronte del funesto evento, non può più evitare di mettere in atto l’elaborazione di un doloroso passato, tra innocenza e senso di colpa, adolescenza violata e un rapporto di amore e odio con la donna che l’ha messa al mondo.

Il commento

Ma, come premesso, L’amore molesto è un film di atmosfere, che Mario Martone ha saputo sapientemente comporre, trasportando lo spettatore in una sorta di katabasis – mutuando il gergo di Platone dell’incipit de La Repubblica – che la protagonista deve compiere per riguadagnare se stessa. Emblematico, in tal senso, è l’acceso colore rosso del vestito che Delia indossa durante la maggior parte del film, il quale costituisce una dissonanza cromatica all’interno del diffuso grigiore della città, una Napoli anomala, inospitale, algida, attraversata da un’umanità indifferente, spogliata del luogo comune della giovialità e mostrata nei suoi aspetti più bui, nascosti. Il tessuto urbano diviene lo spazio simbolico del divenire della soggettività della protagonista: la funicolare, il pranzo politico-culturale, il negozio di abiti al Vomero, le terme in cui si consuma l’incontro carnale tra Delia e Antonio (il bravo Peppe Lanzetta).

E poi le visioni di Delia – a cui appare la madre – che configurano un delirio necessario a uscire fuori di sé, verso un’eccentricità a partire da cui ricomporre la propria identità, liberandosi dal fardello del passato. L’amore molesto è un film che si lascia vedere e toccare, vive della sensualità di corpi molestati continuamente dalla memoria, e di altri che si ammassano in un quadro popolato da individui visibilmente trasfigurati dalla perdita dei migliori sogni.

Ottimo il lavoro alla fotografia di Luca Bigazzi, a cui si deve quell’alternarsi continuo tra passato e presente attraverso un uso dei colori che mantiene il tutto in una dimensione continuamente sospesa tra realtà e sogno, memorie del passato e incubi del presente. Nella parte fondamentale della madre, Amalia, le ottime Angela Luce e Licia Maglietta si scambiano il passo alternandosi in una staffetta tra un presente a colori e un passato che, nel nuovo smagliante bianco e nero, originariamente pensato dal regista e poi declinato nella versione originaria, fornisce un ritratto di donna meraviglioso, tra mistero cesellato negli anni da violenze e soprusi e intrigo malizioso. A ciò va aggiunto l’ottimo cast che può fregiarsi della presenza di piccoli e grandi caratteristi (Italo Celoro, Peppe Lanzetta, Gianni Cafaja) con una solida esperienza di teatro alle spalle.

Pubblicato da Lucky Red e distribuito da CG Entertainment, L’amore molesto è disponibile nella nuova versione restaurata e in alta definizione, in formato 1.85:1, audio DTS-HD Master Audio 2.0 e sottotitoli in francese, inglese e per non udenti opzionabili. Nei contenuti extra: interviste a Mario Martone, Anna Bonaiuto e Andrea Occhipinti (produttore); Sul set de L’amore molesto; Speciale Cannes 1995; Il restauro del 2018: conversazione con il regista; il trailer. Nella confezione è inoltre presente un booklet con il prezioso carteggio tra Mario Martone ed Elena Ferrante.

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  • Anno: 1995
  • Durata: 104'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Mario Martone