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FILM DA VEDERE

Christine – La macchina infernale di John Carpenter in edizione speciale per il 35esimo anniversario

Dopo 1997: Fuga da New York (1981) e La cosa (1982), John Carpenter nel 1983 continuava a percorrere il solco di un cinema in cui il genere diveniva il modo privilegiato per mettere in scena la sua personale, incessante e serrata critica alla società dei consumi

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“L’oggetto” si anima, diventando un pericolosissimo veicolo di morte, in grado di annientare tutti coloro che cercano di intralciare il suo folle movimento in avanti: dopo 1997: Fuga da New York (Escape from New York, 1981) e La cosa (The Thing, 1982), John Carpenter nel 1983 continuava a percorrere il solco di un cinema in cui il genere diveniva il modo privilegiato per mettere in scena la sua personale, incessante e serrata critica alla società dei consumi, laddove, in particolare nell’America degli anni Ottanta, si era gaiamente imposto, con tanto di un’iconografia potente e persuasiva, il dominio incontrastato della logica capitalista, incarnata dalla fiducia ingenua ma assai radicata in un’opulenza considerata la panacea di tutti i mali.

Christine – La macchina infernale, film basato sull’omonimo romanzo di Stephen King, articola un ulteriore sviluppo della riflessione del regista americano, poiché la feticizzazione estrema dell’oggetto di consumo (un’automobile Plymouth Fury del 1957) provoca una drammatica ricaduta idolatrica del prototipo, intendendo con questa espressione l’incauto e distruttivo spostamento dell’investimento emotivo di un soggetto verso qualcosa che assume il ruolo di surrogato improprio di ciò che dovrebbe, invece, costituire il vero fine del suo desiderio. Il rapporto soggetto-oggetto (consumatore-bene) innesca, ovviamente, una tristissima falsa relazione, che produce una serie di sintomi che delineano una sorta di disturbo autistico: il protagonista, Arnie Cunningham (il bravo Keith Gordon), un giovane studente universitario, impacciato e insicuro, crede di poter superare il proprio senso di inadeguatezza rispetto agli altri attraverso il possesso di una bella e fiammante automobile. Ma quello che all’inizio si poneva come mezzo diviene, per un salto logico, lo scopo del suo agire. È questa sostituzione che comporta un cortocircuito totale che coinvolge Arnie e tutti coloro che gli gravitano intorno (famiglia, amici, fidanzata). Un drammatico equivoco che produce il più funesto dei mali. Va da sé che è proprio la dinamica del possesso e della corsa sfrenata all’acquisto (con la falsa promessa di felicità a esso connessa) che viene, ancora una volta, efficacemente stigmatizzata da Carpenter. L’oggetto non è più posseduto ma ci possiede.

Il film ha l’aspetto freddo e un po’ rétro del metallo laccato, che sa di lattine di birra, di juke-box e vecchie stazioni di servizio e, quindi, riesce a consegnarci, a tre decenni di distanza, la nostalgia per il rock anni Cinquanta, in una perfetta confezione vintage. In questo “horror meccanico”, allo strazio dei corpi dilaniati si sostituiscono lo stridore delle lamiere accartocciate e l’odore di benzina e dei fumi di scarico: lo zombi a quattro ruote, che riesce a risorgere dalla ruggine e dai rottami, per vendicarsi dei torti subiti, è un mostro post-industriale assetato di protagonismo, desideroso di dominare e asservire chiunque osi avvicinarglisi.  La macchina Christine è il prodotto del progresso che ridiventa un pericolo ancestrale, la bestia crudele e vorace che subdolamente minaccia la nostra specie.

Dal celebre romanzo di Stephen King, un John Carpenter d’annata ricava un film assai ben fatto, in grado di tener saldo lo spettatore attorno a una vicenda che, pur non riuscendo a raccontare davvero nulla di straordinariamente nuovo (il predecessore La macchina nera, pur più anonimo come regia, costituiva una vera novità, per non parlare del celeberrimo e capostipite Duel di Spielberg), ben incarna l’orrore che si annida nelle vite ordinarie di una provincia americana apparentemente quieta, ma scossa dalla presenza di un male che riesce a manifestarsi più concretamente di quanto si possa osare ipotizzare. Nel cast, oltre a Gordon, sono presenti John Stockwell e Alexandra Paul e soprattutto, nel ruolo del poliziotto di turno, zelante e saggio, l’ottimo e recentemente compianto Harry Dean Stanton.

Pubblicato e distribuito da Sony Pictures, Christine – La macchina infernale è disponibile in un’edizione speciale per il 35esimo anniversario, costituita dalla versione in blu ray e quella in ultra-hd (con HDR). È presente una ricca sezione di contenuti speciali per una durata complessiva di 74 minuti.

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  • Anno: 1983
  • Durata: 111'
  • Distribuzione: Sony Pictures
  • Genere: Fantascienza, Thriller
  • Nazionalita: USA
  • Regia: John Carpenter