Skepto Film Festival: inaugura con successo Matt Willis-Jones

Introdotto dalle parole come sempre argute di Daniele Lucca, cui sono affidati anche quest’anno i brillanti intermezzi dialogati col pubblico, gli organizzatori, i registi e gli interpreti, l’ospite che ha reso più effervescente la serata inaugurale dello Skepto International Film Festival è a quanto pare un frequentatore abituale della manifestazione cinematografica sarda. Noi ancora non lo conoscevamo. Ma è bastato un primo impatto coi suoi lavori, per innamorarcene all’istante. Matt Willis-Jones è un film-maker britannico che ha studiato cinema a Chicago, per poi fare ritorno a Londra e spostarsi nuovamente alla volta di Oslo, dove realizza cortometraggi dal 2005 con la sua Huma Nerror Productions: nome che è tutto un programma. Ma oltre ad aver creato in Norvegia una “factory” che sta brillando per originalità e irriverenza, in quanto esperto di “visual effects” il nostro Matt ha fatto anche capolino su set importanti. Tra queste incursioni nel cinema più “mainstream” è impossibile non ricordare Le crociate di Ridley Scott e soprattutto Batman Begins di Christopher Nolan.

Tutto questo per inquadrarlo meglio, ma ora veniamo al punto: i suoi corti sono surreali commedie che flirtano con l’assurdo, irridendo in filigrana i meccanismi massificanti della società in cui viviamo. Anche il “pubblico a casa” potrà farsene un’idea monitorando con attenzione il sito della Huma Nerror, dove confluiscono molti dei materiali relativi ai lavori girati finora. Da parte nostra, grande è stata la goduria nell’aver assistito ieri alla premiere di A Short Film on Belief, corto assai emblematico dello stile e delle tematiche che l’autore propone. Si arriva con estrema sottigliezza a far ridere lo spettatore di quelle situazioni poste ai confini della (nostra) realtà, che però la dicono lunga sulle gabbie mentali che ci circondano. Che relazione può esserci tra una fantomatica riunione aziendale, gli animali dello zoo e una serie di numeri declamati con enorme soddisfazione dai partecipanti al meeting, poiché legati in qualche astrusa maniera alla volontà espressa dai suddetti animali? Ma soprattutto: cosa può giustificare la spropositata reazione dei presenti, di fronte a un numero inspiegabilmente non in sintonia coi precedenti? Come si può già intuire dalle premesse, dietro l’apparente visionarietà del plot si cela comunque una riflessione intelligentemente critica sulla società attuale. Le immagini mostrate o semplicemente evocate di pinguini e fenicotteri, psichedelico depistaggio, conducono invece verso un beffardo apologo sulla tendenza a indirizzare le nostre azioni verso qualsiasi credo, che la massa tenda a legittimare. Per quanto assurdo esso possa risultare.

Subito dopo la proiezione Matt Willis-Jones è stato chiamato in causa per raccogliere i meritati applausi, assieme al suo accompagnatore: lo statuario attore norvegese Peter Tjølsen, uno dei tanti volti ricorrenti nella filmografia di Matt. A parte intrattenere il pubblico con un ulteriore e divertente siparietto, che richiamava le ossessioni numeriche del corto appena visto, i due sono stati invitati dal complice Daniele Lucca a introdurre le successive immagini, quelle del trailer di Atopia (Everybody’s different and nobody cares about you), proposto anch’esso in anteprima. Atopia sarà l’esordio nel lungometraggio del vulcanico cineasta inglese e della sua piratesca crew scandinava. Quasi inutile aggiungere che se ne vedranno delle belle. Tra ironiche citazioni del gatto di Schrödinger e visioni apocalittiche, tra continui richiami alla teoria dei “possible worlds” (o universi paralleli) e dialoghi sempre più paradossali, si può facilmente supporre che Atopia non deluderà le aspettative. Quantomeno quelle di chi sta cominciando ad amare lo humor surreale di Matt Willis-Jones, che da un lato sembra occhieggiare ai Monty Python e dall’altro alla spassosa science fiction di Douglas Adams o dei racconti più picareschi di Fredric Brown.

Stefano Coccia



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