Il Sundance Film Festival 2026 si conferma ancora una volta come il principale osservatorio del cinema indipendente mondiale. Un luogo in cui nascono nuove voci, si sperimentano linguaggi e si anticipano le tendenze che segneranno il cinema dei prossimi anni. Tra drammi intensi, documentari potenti e opere audaci, l’edizione di quest’anno ha messo al centro temi come identità, memoria, ambiente e trasformazioni sociali, conquistando pubblico e critica. In questo articolo ecco a voi una selezione dei migliori film presentati al Sundance 2026.
Ha-chan, Shake Your Booty!
Ha-chan è una giovane ballerina alle prese con un momento di crisi personale e creativa. Quando torna nella sua città d’origine, la danza diventa per lei un modo per riconnettersi con il proprio corpo, le proprie radici e la comunità che la circonda. Tra ironia, musica ed energia fisica, il film racconta un percorso di autoaffermazione e libertà, usando il movimento come linguaggio emotivo e identitario. Questa commedia dolceamara vede protagonista una intensa Rinko Kikuchi, con un’interpretazione incredibile, sempre in bilico tra leggerezza e dolore. L’attrice, già candidata all’Oscar per Babel, è uno dei motivi per cui Ha-chan, Shake Your Booty! merita di essere notato. Un film che si fa guardare con piacere e con la giusta dose di malinconia, supportato da una protagonista davvero convincente.
Josephine
Vincitore della sezione U.S. Dramatic Competition, Josephine di Beth de Araújo è uno dei miglior lungometraggio visto durante questa edizione del Sundance. La storia gira intorno alla giovane protagonista che regala il titolo al film, la quale, dopo essere stata testimone di una violenza sessuale, vede il proprio mondo sconvolto dalla paura e da sentimenti che non riesce a controllare. Come genitori della intensa Mason Reeves, Channing Tatum e Gemma Chan tratteggiano due figure a tutto tondo, lontane dall’essere stereotipate. Josephine è costruito su un’impalcatura narrativa che propone moltissimi e fondamentali spunti di riflessione, oltre che una messa in scena davvero matura. Un film con qualità che restano impresse, e speriamo trovi il successo che merita anche presso il pubblico.
The Invite
Olivia Wilde torna con un nuovo film presentato al Sundance Film Festival 2026, The Invite. La storia si incentra su una donna invitata a una cena esclusiva organizzata da un gruppo di amici apparentemente affascinanti e progressisti. Con il passare della serata, l’atmosfera si fa sempre più ambigua. Le conversazioni brillanti nascondono tensioni, dinamiche di potere e desideri inespressi. Quella che sembra un’occasione mondana si trasforma lentamente in un confronto scomodo su consenso, controllo e identità, mettendo la protagonista di fronte a una scelta decisiva. Tra i punti di forza del film (ispirato al film spagnolo Sentimental di Cesc Gay, adattato dall’attrice Rashida Jones e Will McCormack) sicuramente il cast coinvolto, con Seth Rogen, Penélope Cruz, Edward Norton e la stessa Wilde nei ruoli chiave della storia. Un film che non vi annoierà e che sicuramente avrà successo.
The Moment
Scritto e diretto da Aidan Zamiri su un’idea di Charli XCX, The Moment si presenta come un’opera ibrida a metà tra finzione e realtà per seguire da vicino una popstar all’apice della carriera, la stessa Charli, nel periodo immediatamente successivo al successo globale del suo album brat. Mette in scena il dietro le quinte della preparazione al suo primo tour nelle arene, restituendo il clima di una fase in cui il successo professionale si intreccia con un’esplorazione personale e creativa. La protagonista assume il ruolo di una versione fittizia di sé stessa. Il film solleva anche questioni legate all’immagine pubblica: dove finisce la persona e dove inizia il personaggio? In che misura il successo cambia le priorità di chi lo raggiunge, e cosa resta intatto? Questi interrogativi restano aperti, senza essere risolti.
The Huntress
Presentato nella sezione World Cinema Dramatic Competition, The Huntress (La Cazadora) di Suzanne Andrews Correa ha catturato subito l’attenzione. Al centro della vicenda ambientata a Juarez, in Messico, una madre di famiglia che sceglie la vendetta e l’assassinio per fronteggiare la violenza subita dalle donne della regione. Già apprezzata in Emilia Perez di Jacques Audiard, Adriana Paz offre una prova di spessore sempre in bilico tra verità e follia del rancore. Soprattutto grazie a lei The Huntress si sviluppa come un melodramma criminale, dimostrandosi un film che affronta un problema spinoso con coraggio e discreta lucidità.
Night Nurse
L’esordio alla regia di Georgia Bernstein, inserito nella sezione Next, è senza dubbio uno dei più intriganti e ammirati a questa edizione del Sundance. Thriller psicologico che gioca magistralmente con l’ambiguità dei propri personaggi. Night Nurse è un gioco prima psicologico e poi anche fisico tra un anziano paziente dalla personalità complessa e la sua infermiera notturna. Un film assolutamente non facile da maneggiare, che propone momenti di complessità psicologica accompagnati da una messa in scena che sa come trattenere la tensione dello spettatore. Night Nurse disturba e affascina in egual misura, presentandosi come opera dalla maturità artistica più che sorprendente, e con Cemre Paksoy e Bruce McKenzie nei panni dei due sorprendenti protagonisti.
Union County
Altro titolo presente nella U.S. Dramatic Competition, Union County. Un film che dimostra di saper bene cosa vuole raccontare e soprattutto come farlo. La storia di Cody Parson, giovane tossicodipendente inserito in un programma obbligatorio di riabilitazione, viene messa in scena dallo sceneggiatore e regista Adam Meeks con una naturalezza che non sfocia mai nel melodramma gratuito. Will Poulter dimostra una maturità artistica notevole. Il film non possiede spunti di particolare originalità ma non ne aveva alcuna intenzione. Al contrario presenta con verismo e adesione emotiva una storia comune e tragica. Pensato con sincerità e realizzato con sensibilità.
The Incomer
Film scritto e diretto dall’esordiente Louis Paxton, che con l’eclettica favola folk The Incomer ha vinto il NEXT Innovator Award alSundance Film Festival 2026. Un originale e umoristico scontro culturale ambientato su una remota isola scozzese. Domhnall Gleeson deve scontrarsi con due strani fratelli, cresciuti isolati dal mondo e abituati a cacciare gabbiani e parlare con la natura, ma soprattutto educati a tenere alla larga ogni estraneo da casa loro. L’allegoria del conflitto tra libera autodeterminazione e regole della società, ci riporta a un concetto di confini e di superiorità che fa sì che ciascuno possa identificarsi con gli invasori o gli invasi di turno. Un motivo in più per non sottovalutare la ‘morale’ di fondo e la conclusione di questa buffa storia.
The weight
Oregon, 1933. Samuel Murphy viene strappato alla figlia e mandato in un brutale campo di lavoro. Il direttore Clancy lo tenta con il miraggio di una liberazione anticipata se accetterà di contrabbandare oro attraverso la mortale natura selvaggia che li circonda, ma il tradimento serpeggia tra i membri dell’equipaggio e Murphy si chiede fino a che punto è disposto a spingersi per rivedere la figlia. Protagonista un EthanHawke burbero e imperdibile che guida una deliziosa banda di outsider. Ambientato durante la Grande Depressione che oscilla tra momenti a lenta combustione e momenti ricchi di pathos e intensità.
In conclusione, il Sundance 2026 ribadisce il suo ruolo di laboratorio creativo imprescindibile, capace di intercettare storie intime e universali allo stesso tempo. I film presentati dimostrano come il cinema indipendente continui a essere uno spazio di libertà espressiva, sperimentazione e presa di posizione culturale, spesso più audace del grande circuito mainstream. Tra nuove voci da seguire e autori già affermati che si rimettono in gioco, questa edizione lascia intravedere un futuro del cinema curioso, politico e profondamente umano.