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FILM DA VEDERE

Il resto di niente, il film di Antonietta De Lillo sul breve, grande sogno della Repubblica Napoletana

Il resto di niente di Antonietta De Lillo convince su tutta la linea, laddove lo spirito del periodo messo in scena è magnificamente evocato, grazie a un'efficace ricostruzione, in riferimento all’ambientazione, alla meticolosa scelta dei costumi, nonché all’abile lavoro di scrittura

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Film inspiegabilmente invisibile all’epoca della sua uscita, sebbene, per fortuna, alcuni anni dopo venne, anche se forse un po’ troppo velocemente, ridistribuito nelle sale (in quell’occasione chi scrive ebbe la fortuna di vederlo sul grande schermo), Il resto di niente di Antonietta De Lillo approda in home video, disponendo finalmente dell’attenzione che merita. Il film dell’abile regista napoletana, presentato fuori concorso alla 61esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ricevette nel 2004 numerosi riconoscimenti, a dimostrazione di quanto la ricostruzione di un periodo storico incandescente, quello della cosiddetta Repubblica Napoletana (siamo nel 1799), pagina di storia mai rappresentata prima al cinema, abbia suscitato il più vivo entusiasmo. De Lillo si concentra in particolare sulla figura della nobile Eleonora Pimentel Fonseca, unica donna che ottenne un ruolo di rilievo all’interno di quel comitato che, successivamente alla fuga di Ferdinando IV, ritiratosi in seguito all’occupazione francese della città, decretò la nascita della Repubblica, mosso dall’intento di emulare gli effetti illuministici della Rivoluzione Francese.

Per interpretare la protagonista De Lillo scelse l’ottima Maria de Medeiros, la quale, sebbene sia innanzitutto e per lo più nota al grande pubblico per il ruolo della fidanzata svampita di Bruce Willis in Pulp Fiction di Quentin Tarantino, ha dimostrato nel corso della sua ricca carriera di essere un’attrice valentissima, collaborando con alcuni tra i più significativi registi (Manoel de Oliveira, Abel Ferrara e Tonino De Bernardi, solo per citarne alcuni). Tutto funziona ne Il resto del niente, laddove lo spirito del periodo messo in scena è magnificamente evocato, grazie a un’efficace ricostruzione, sia per quanto riguarda l’ambientazione, sia per la scelta dei costumi, nonché, ovviamente, per l’abile lavoro di scrittura (il soggetto è di Enzo Striano, autore del romanzo omonimo da cui è tratto il film, mentre la sceneggiatura è di Giuseppe Rocca, con la collaborazione di Laura Sabatino e Antonietta De Lillo).

Anticipando in qualche modo le atmosfere che poi avremmo ritrovato anni dopo nel bel Noi credevamo (2010) di Mario Martone, Il resto di niente colpisce per la capacità di rapportarsi con precisione alla dimensione storica dei fatti narrati, pur spingendosi in una profonda analisi dell’anima della sua protagonista, descrivendone le angosce, i turbamenti, il coraggio, la forza, e, infine, lo spirito di sacrificio che la condusse alla pena di morte. Non c’è, dunque, nel film di De Lillo, un approccio ‘monumentalizzante’, piuttosto la Storia diviene materia viva che viene colta nel suo farsi, nel divenire, e lo spettatore, per tale ragione, riesce a penetrare maggiormente all’interno delle vicende raccontate, comprendendo meglio le ragioni che mossero i protagonisti. Da una parte il vento della rivoluzione, che spirava dalla Francia, dall’altro quello della restaurazione, con l’Esercito della Santa Fede che si batteva per il ritorno di Ferdinando IV. E poi un manipolo di uomini (e una donna: Eleonora Pimentel Fonseca diresse il Monitore Napoletano, giornale ufficiale del governo provvisorio) che tentò di concretizzare un sogno, quello di una repubblica di cittadini emancipati, capaci di scegliere autonomamente la propria sorte. Ma i tempi non erano maturi, e la repressione, successiva alla restaurazione borbonica, fu durissima. De Lillo, inoltre, si concede un’ulteriore, felice ‘licenza’, contrappuntando la messa in scena con alcuni inserti animati che sottolineano i passaggi salienti. Una parentesi ‘fantastica’ che desacralizza ancor di più la narrazione, rivelando quanto fosse e sia possibile assumere un nuovo sguardo sul passato, capace di rivitalizzarlo, illuminando ciò che ancora di irrisolto e non compreso vi è in esso.

Il resto di niente è un’opera classica e originalissima al tempo stesso, che si ritaglia un posto tutto suo all’interno della cinematografia del nostro paese. Per tale motivo, non ci si può non porre una domanda: perché in un panorama asfittico come quello italiano una regista talentuosa qual’è Antonietta De Lillo non ha fatto (non fa) più film? (Immaginiamo già la risposta, ma non abbiamo potuto fare a meno di sollevare questo doveroso interrogativo).

Pubblicato da Marechiaro Film e distribuito da CG Entertainment, Il resto di niente è disponibile in dvd in formato 1.85:1, con audio Dolby Digital 5.1 e sottotitoli per non udenti opzionabili. Nella sezione extra il trailer e il backstage.

Trova Il resto di niente su CG Entertainment

  • Anno: 2004
  • Durata: 98'
  • Distribuzione: CG Entertainmnent
  • Genere: Storico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Antonietta De Lillo