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FILM DA VEDERE

La cagna di Marco Ferreri con Mastroianni e Deneuve

Ferreri riflette sul rapporto uomo/donna, sul ruolo dell'artista/intellettuale e sulla sua impotenza, sull'irrompere della contemporaneità nel velleitario tentativo di isolamento dalla società, sull'irresponsabilità del capo-famiglia borghese, sull'abbandono egoistico agli istinti bestiali

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La cagna (Liza), un film del 1972 diretto da Marco Ferreri, tratto dalla novella Melampus di Ennio Flaiano, interpretato da Marcello Mastroianni e Catherine Deneuve. È il primo dei “film francesi” di Ferreri, il quale dirigerà nuovamente la coppia Mastroianni-Deneuve due anni dopo in Non toccare la donna bianca.

Giorgio ha cinquant’anni e disegna fumetti. Sentendosi a disagio a Parigi, dove vive, si trasferisce su un’isola poco abitata con il suo cane di nome Melampo. Un giorno sbarca Lisa, che si mostra subito insofferente del cane e lo uccide per sostituirsi a lui nell’ascoltare i monologhi di Giorgio. Cercheranno di tornare insieme a Parigi.

Questo è il Ferreri dei tempi migliori. Quello capace di costruire, attorno ad uno spunto esile esile, una profonda riflessione su temi alti e complessi, per mezzo di una sequela di invenzioni registiche e figurative difficilmente replicabili da molti autori dei nostri giorni. Servito da due interpreti a dir poco affiatati (a cui aggiungerei l’eccellente cameo di Piccoli), Ferreri riflette sul rapporto uomo/donna, sul ruolo dell’artista/intellettuale e sulla sua impotenza, sull’irrompere della contemporaneità (immagini e allegorie della Contestazione fanno capolino in diversi momenti) nel velleitario tentativo di isolamento dalla società, sull’irresponsabilità del capo-famiglia borghese, sull’abbandono egoistico agli istinti bestiali. Ci sono tutti o quasi i topos ricorrenti della filmografia ferreriana: il mare, le immagini riprodotte, il Sud del Mondo (gli hare krishna in giro per la città), il cibo, la necessità di evadere (con un aereoplano residuato della Seconda Guerra Mondiale). E’ il film più poetico di Ferreri, uno dei più generosi per la fervida vena immaginifica e uno dei più liberi. Per l’ambientazione, potrebbe essere ricollegato a Il seme Dell’Uomo, ma le tematiche sono completamente diverse. La Cagna inoltre è molto più parlato e c’è anche una riuscita parentesi cittadina, con una scena bellissima: un interno borghese radunato davanti alla TV che trasmette immagini di violenza a ritmo tribale. Sono trovate che danno la misura di come Ferreri, al di là del grottesco, del surreale, del metaforico, abbia comunque sempre fatto un cinema ancorato alla realtà (trasfigurandola, ovviamente). Anarchico eppure rigososo, ellittico eppure trasparente, anche La Cagna va annoverato fra i titoli imprescindibili per capire qualcosa della poetica di Ferreri, sicuramente un film da vedere ad ogni costo!

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  • Anno: 1972
  • Durata: 90'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia, Francia
  • Regia: Marco Ferreri