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IN SALA

Woman in gold

Chi non ha visto almeno una volta nella vita il Ritratto di Adele Bloch-Bauer? Sulla storia di quel quadro o, forse, sarebbe meglio dire sulla storia dei proprietari di quel quadro, Simon Curtis (lo stesso regista di Marilyn, 2011) ha girato un film. Che esce oggi nelle sale italiane

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Sinossi: Woman in gold è la storia vera di una donna che cerca di ottenere giustizia per riparare al danno subito dalla sua famiglia. Sessant’anni dopo aver lasciato Vienna, durante la Seconda Guerra Mondiale, Maria Altman (Helen Mirren), intraprende un viaggio per rientrare in possesso dei beni indebitamente sottratti alla sua famiglia dai nazisti, tra cui il famoso dipinto Ritratto di Adele Bloch-Bauer. Assieme al giovane, ma abile avvocato Randy Schoenberg (Ryan Reynolds), Maria decide di imbarcarsi in una battaglia legale che la porterà dal cuore dell’establishment austriaco fino alla Corte Suprema Americana, costringendola ad affrontare il passato e le sue scomode verità.

Recensione: Chi non ha visto almeno una volta nella vita il Ritratto di Adele Bloch-Bauer? Sì, d’accordo, non tutti avranno potuto apprezzare dal vivo quella tela, ma chi non ha mai visto appeso a una parete, in formato cartolina, stampato sulla stoffa di un vestito, il volto di quella donna incorniciato da lamine d’oro e divenuto nel tempo un’icona pop?

Sulla storia di quel quadro o, forse, sarebbe meglio dire sulla storia dei proprietari di quel quadro, Simon Curtis (lo stesso regista di Marilyn, 2011) ha girato un film. Che esce oggi nelle sale italiane. Sì, avete letto bene. Proprio così.

Sulla soglia degli ottant’anni Maria Altmann (interpretata nel film da Helen Mirren) avvia una causa contro il governo austriaco: intende avere indietro il bellissimo ritratto della zia, per mantenere vivi i ricordi e per ottenere giustizia. Per farlo chiede aiuto Randy Schoenberg (Ryan Reynolds), avvocato ebreo fino a quel giorno senza arte né parte.  La comunanza di Storia tra i due sigilla il sodalizio. Il rivivificarsi dei ricordi grazie ai viaggi fatti in Austria e l’ascolto dei racconti raccolti per la causa permettono all’uomo di riconnettersi con radici sbiadite e di ricollegarsi alla cultura di origine. Assumendo la causa per la restituzione del quadro a Maria Altmann, Randy Schoenberg intraprende al contempo una causa personale: ricollegarsi alla propria storia. Il gioco è fatto e dimostra l’inscindibilità della storia collettiva dalle storie individuali. Il quadro di Klimt diventa un soggetto che sprigiona memorie e affetti e al regista va riconosciuto il merito di raccontarci tutto questo. E la riparazione “politica” di una violenza collettiva.

Non meraviglierebbe perciò se, di fronte alla potenza di un’immagine che ha fatto il giro del mondo (occidentale) e alla altrettanto straordinaria forza di questa storia, alcuni personaggi risultassero modestucci, quantomeno di secondo piano. Niente di strano, certo, se non fosse che si ha l’impressione che essi siano, a volte, appiattiti su cliché, altre volte rappresentati nella loro quotidianità in maniera un po’ troppo sbrigativa tanto da far scappare un sorriso di imbarazzo.

Manuela Materdomini

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  • Anno: 2015
  • Durata: 110'
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA, Gran Bretagna
  • Regia: Simon Curtis
  • Data di uscita: 15-October-2015