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IN SALA

Suburra

Film consigliatissimo, anche per quelli che non amano il genere. Non c’è un genere in realtà, ormai quella di Roma che affonda e affoga nella sua sporcizia è una realtà. Il cast è superlativo , interpretazioni magistrali, anche in questo Sollima riesce a trarre la perfezione dai suoi attori.

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Quando la pioggia distendendo le sue immense strisce imita le sbarre di un grande carcere ed un popolo muto di infami ragni tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli (Spleen, Charles Baudealaire)

È una Roma annegata dalla pioggia, quella che si vede in Suburra, una pioggia che ritorna a galla dai tombini e che si stende per tutta la città, che porta con sé il puzzo della fogna, come fosse la coperta fino a diventarne una prigione. L’acqua che fa da testimone ,che viene calpestata dai personaggi, che inghiotte e scarica il sangue dei protagonisti. È la pioggia che fa da sfondo perenne al nuovo film di Stefano Sollima, tratto dal romanzo omonimo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini , nelle sale dal 14 Ottobre .

Suburra è il racconto di una città che annega tra gli intrecci politici, religiosi e la criminalità. Un ritratto spietato e cupo per quanto realistico, viste le vicissitudini che hanno attraversato la Capitale nell’ultimo periodo. Tutto gira intorno al Water Front un progetto che riguarda il litorale di Ostia. Trasformare Ostia in una nuova Las Vegas, questo il sogno di uno di loro, per l’appunto di Numero 8, figlio di un defunto capo del litorale romano che cerca di affermare la propria presenza criminale attraverso la violenza e i metodi duri. Ma andiamo con ordine.

Il Re di Roma è Samurai, interpretato magistralmente da Claudio Amendola. È l’ultimo componente della banda della Magliana, uno che sul viso non ha nessuno forma di espressione, che non si lascia scappare nessun sentimento, tranne quando fa visita alla mamma. Cammina da solo, non ha paura di nessuno e tutti hanno paura di lui. Veste in maniera anonima, decide quello che è bene e male. Tesse le fila tra potere religioso e politico. È un personaggio inquietante per quanta normalità dimostra nel suo essere spietato e freddo. C’è solo una regola da seguire, ovvero lui comanda, gli altri eseguono.

L’onorevole Filippo Malgradi, (Pierfrancesco Favino) corrotto, mediocre, disposto a tutto pur di stare seduto sui banchi del Parlamento. Pieno di vizi, droghe, escort e una famiglia dove fare ritorno alla sera senza nessuno scrupolo. Vigliacco nel momento in cui si troverà a dover risolvere la morte di una ragazza. Si fida solo di Samurai, vecchio amico. A lui deve tutto.

Seba il Pr, che organizza feste e festini per la Roma bene, interpretato da Elio Germano, che sa tutto di tutti. Piccolo, mediocre, che pur di salvare la sua pelle e la sua discoteca è disposto a qualsiasi cosa. Anche tradire la fiducia della sua amica escort.

Numero 8, interpretato da Alessandro Borghi, che sogna questa grande Las Vegas ai suoi piedi, violento che pensa di diventare il capo assoluto scatenando una guerriglia con una delle potenti famiglie di zingari, gli Anacleti.

Manfredi (Adamo Dionisi), capo della famiglia Anacleti, viene dapprima tagliato fuori dal progetto, ma poi sulla scia di sangue creata da Numero 8 cercherà in ogni modo e colpo su colpo di farsi ripagare a suon di soldi la perdita del fratello Spadino (Giacomo Ferrara) e persone a lui care.

Intanto le figure maschili hanno in comune una caratteristica e una parola che più volte ho ripetuto, ovvero la mediocrità. Sono persone meschine, disposte a qualsiasi cosa, onorevoli che nella vita non avrebbero fatto nulla se qualcuno non li avesse piazzati lì, pr che solo attraverso ricatti e procurando mignotte e droghe riescono a stare a galla.

In maniera diversa invece in Suburra vengono raccontate le donne. La escort Sabrina (Giulia Elettra Goretti) dimostra il coraggio che l’onorevole non ha, dimostra per assurdo nei suoi confronti una forma di gratitudine per il tenore di vita che lui le permette di avere. A tratti quasi “affettuosa” nei confronti di un uomo viscido. E poi c’è Viola (Greta Scarano), la fidanzata tossica di Numero 8. Una debolezza estetica e di animo inquietante, innamorata ad ogni costo del proprio uomo, sempre al suo fianco. Forse sarà lei l’unica che Roma risparmierà. Perché in Suburra, questa è la cosa bella, Roma annega e insieme a lei chi l’ha trascinata in fondo.

Stefano Sollima raggiunge in Suburra vette altissime di regia, una perfezione stilistica che in Italia in pochi riescono o hanno raggiunto. La città o i pezzi della città non si staccano mai dai protagonisti creando una sensazione unica di avere “tutto lì”. Poi un’altra particolarità, non indifferente, è la scelta e la presenza della musica. Uno dei brani della colonna sonora è “Outro” degli M83, gruppo di dream pop showgazing francese, musiche sospese, musiche che si “attaccano” (permettetemi l’uso di questo verbo) ai personaggi e a Roma.

Film consigliatissimo, anche per quelli che non amano il genere. Non c’è un genere in realtà, ormai quella di Roma che affonda e affoga nella sua sporcizia è una realtà. Il cast è superlativo  interpretazioni magistrali, anche in questo Sollima riesce a trarre la perfezione dai suoi attori. E poi onestamente Stefano Sollima è uno dei migliori registi che si possano avere e vedere in circolo.

Graziella Balestrieri  

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  • Anno: 2015
  • Durata: 130'
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Stefano Sollima
  • Data di uscita: 14-October-2015