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Minerva riscopre in dvd Ingrid sulla strada

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Alla maggior parte degli spettatori ordinari, magari, è noto soprattutto il fratello critico cinematografico Gian Luigi, ma coloro che, da sempre, prestano maggiore attenzione alla celluloide di genere conosceranno, di sicuro, l’opera (o almeno parte di essa) di Brunello Rondi, sceneggiatore, tra l’altro, di Era notte a Roma (1960) di Roberto Rossellini e dei felliniani La dolce vita (1960) e Giulietta degli spiriti (1965), nonché regista di diversi titoli appartenenti al bis nostrano.
Del resto, stiamo parlando di colui che, dopo l’esordio dietro la macchina da presa – al fianco di Paolo Heusch – con il drammatico Una vita violenta (1962), ha provveduto addirittura ad anticipare di dieci anni le tematiche alla base del mitico L’esorcista (1973) di William Friedkin tramite Il demonio (1963); prima di passare ad una tipologia di film che – da Le tue mani sul mio corpo (1970) a Velluto nero (1976) – hanno il più delle volte teso a fare di erotismo e perversioni i loro ingredienti principali.
È anche il caso di Ingrid sulla strada (1973), nel quale, recuperando la bella protagonista Janet Agren dal suo Tecnica di un amore (1973), la pone nei panni (pochi) della giovane finlandese del titolo, ferita nell’animo e partita dal proprio paese con il fine di raggiungere Roma, dove svolgere l’attività di prostituta.

Ingrid sulla strada1
Un semplice pretesto per dare il via alla oltre ora e mezza di vicenda continuamente sospesa tra la perdizione ed il melò; man mano che la ragazza stringe una forte amicizia con la collega Claudia, ovvero Francesca Romana Coluzzi, e che, ambedue, si trovano a dover fare i conti con il crudele protettore Renato, cui concede anima e corpo il pasoliniano Franco Citti.
Protettore che non manca neppure di sfoderare una compagnia di sadici neo-nazisti; mentre, tra crudi retroscena pronti ad essere mostrati dai fotogrammi e tragici risvolti che arrivano a coinvolgere lingue tagliate, escrementi e cadaveri, non solo facciamo conoscenza con un bizzarro nobile decadente incarnato da Enrico Maria Salerno e dedito a particolari riti erotico-funerei, ma troviamo in scena vecchie conoscenze dello stracult nostrano quali il Franco Garofalo di Virus (1980) e il Luciano Rossi di Rivelazioni di un maniaco sessuale al capo della squadra mobile (1972).
Tutti al servizio di una rara pellicola da riscoprire che, caratterizzata da un certo retrogusto femminista, è Minerva pictures a rendere finalmente disponibile su supporto dvd… con trailer nella sezione riservata ai contenuti speciali.

Francesco Lomuscio

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