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ShorTS International Film Festival Maremetraggio

‘Fiato’, una brevissima poetica della dissoluzione

Un cortometraggio subacqueo di Maria Luisa Usai

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Fiato

Maria Luisa Usai, performer e autrice sassarese nonché regista di spettacoli e progetti multidisciplinari, presenta alla 27ª edizione dello ShorTS International Film Festival – in anteprima internazionale nella sezione ShorTS Express – il cortometraggio Fiato.

A me manca spesso il fiato

Dall’archivio personale subacqueo dell’autrice emerge la brevissima poetica della dissoluzione di Fiato, “un dialogo impossibile tra il mare e l’umano, tra quesiti esistenziali e possibilità di altre vite”, che sembra articolarsi attorno a un’indagine sui processi di frammentazione e ristrutturazione dell’io. La bella voce di Maria Luisa Usai si rivolge a una controparte, il mare, in una conversazione dove la dimensione individuale, vagabondaggio mentale fatto di domande insolubili, incontra quella simbolica e collettiva, con un’oscillazione che ricalca il moto delle onde che si infrangono sulla riva: dopo essersi infrante, la risacca riporta l’acqua verso il largo, intermittente swash e backwash che si ripete all’arrivo di ogni onda.

Le immagini sono quelle di un paesaggio assorto, accompagnate dal voice-over che predilige l’apostrofe tra le altre figure retoriche. Quel “tu istituzionale” che confonde le parti nel dialogo – l’autrice parla davvero al mare, oppure allo spettatore, o ancora a se stessa? – conferisce quell’ambiguità e quella distanza che consentono al messaggio di arrivare con maggiore intensità: non diversamente da un componimento poetico, la cui forza comunicativa è tanto maggiore quanto più il testo agisce per sottrazione, rinunciando alla quantità di parole e prediligendo un’altra forma di verità, di espressività, a cui il linguaggio cinematografico si presta agevolmente. Il soundscape – a cura di Alessandro Olla – è il costante gorgoglio dell’acqua che incontra i vuoti e le cavità sottomarine, il garrire dei gabbiani e lo sciabordio delle onde.

La possibilità di un nuovo respiro

Certi giorni penso che sarei voluta nascere pesce, o mollusco, vegetazione marina, o pietra degli abissi, o plancton. Una bella esistenza da plancton. Mi piacerebbe essere qualunque altra creatura che non abbia una piccola fessura tra le gambe”, pronuncia la voce. Tra una frase e l’altra due corpi nudi attraversano l’inquadratura: la nudità è un concetto svuotato di fronte all’essenzialità del mare, che si riappropria del suo significato soltanto per contrapposizione, quando sullo sfondo fa capolino un pescatore che invece indossa il costume da bagno e un cappello di paglia.

In Fiato, le domande pronunciate dalla voce narrante, i punti cardinali nel dialogo con l’altro e con l’altrove – intesi come altro da sé e in un luogo diverso – convergono verso il desiderio di una rinascita, e dopo la dissoluzione, dietro la sospensione dell’anima in assenza di fiato, si lascia intravedere la possibilità di una luce diversa sulle cose del mondo e della vita, di un nuovo respiro: nelle ultime immagini del cortometraggio, la protagonista è immersa nell’acqua del mare come nel liquido amniotico, quasi un organismo planctonico che si lascia trasportare dalla corrente.

Sarei voluta nascere dentro di te. Sarei voluta nascere te. E tu? Tu vorresti mai rinascere?”

Fiato

  • Anno: 2025
  • Durata: 3'
  • Genere: Short film
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Maria Luisa Usai