Connect with us

ShorTS International Film Festival Maremetraggio

‘Ce qu’on laisse derrière’: tornare indietro per guardare avanti

Un viaggio doloroso nel passato per vivere un presente più sano e sereno. Una ricerca esistenziale a partire da una ferita sul collo. Il cortometraggio di Jean-Sébastien Hamel e Alexandra Myotte presentato allo ShorTS International Film Festival Maremetraggio

Pubblicato

il

A Maremetraggio, il secondo lavoro di Alexandra Myotte e Jean-Sébastien Hamel racconta la giornata di un uomo alla ricerca dei traumi passati

Nell’ambito dello ShorTS International Film Festival Maremetraggio, a Trieste, lunedì 29 giugno è stato proiettato nel Giardino pubblico Ce qu’on laisse derrière (What We Leave Behind), la seconda opera scritta e diretta da Alexandra Myotte e Jean-Sébastien Hamel. Dopo A Crab in the Pool, la coppia franco-canadese firma così il suo secondo cortometraggio: la vicenda di un uomo alla ricerca di sé stesso a partire dalle proprie ferite, una in particolare che gli impedisce di tenere la testa dritta sulle spalle.

Il film ha già partecipato alla 78esima edizione del Festival di Locarno nella sezione “Pardi di Domani”, dedicata al cinema breve, e al Toronto International Film Festival nella sezione Short Cuts

Leggi tutti gli articoli, le recensioni e le interviste dello ShorTS International Film Festival Maremetraggio su Taxi Drivers.

Ce qu’on laisse derrière: i segni di un passato difficile

Ce qu’on laisse derrière racconta una storia così dolorosa che nemmeno il suo protagonista, Dan, riesce a parlarne. Ma quando un evento scatenante lo costringe ad affrontare le sue paure, egli scava nel profondo di sé nella speranza di guarire.”

(Alexandra Myotte e Jean-Sébastien Hamel)

Dan ha una ferita aperta sul collo che non si rimargina. Perché? Non lo ricorda più e non riesce a parlarne. Tornato nella sinistra arena della sua infanzia, dovrà ritrovare quella parte di sé che si è lasciato alle spalle un tempo e che, ora che è adulto, gli impedisce di sentirsi completo.

(Testo e citazioni dal sito della casa di distribuzione Travelling Distribution)

Il viaggio di Dan: disegni semplici ma sentimenti profondi

Ce qu’on laisse derrière è un cortometraggio in 2D. I tratti sono essenziali, così come la messa in scena. L’estetica rinuncia ai dettagli superflui affinché tutta l’attenzione sia catturata dalla figura del protagonista, che spesso domina lo schermo con primi piani chiari e definiti. A parte la grande piaga sul collo, il suo viso non presenta particolari: linee pulite e tratti veloci, capaci però di restituire un’espressività profonda. Chi guarda viene catturato dagli occhi del personaggio, immedesimandosi nelle sue mancanze e lasciandosi incuriosire dal suo passato. Il montaggio lento accompagna lo spettatore in questa ricerca interiore; complice una colonna sonora intimista, una melodia lineare che guida Dan a ritroso nel tempo, aiutandolo a rintracciare l’origine del trauma rimosso.

Cosa ha lasciato Dan

“Fin dall’inizio, si nota che al nostro protagonista manca letteralmente un pezzo di sé, una vasta ferita che gli divora metà del collo. Quel pezzo mancante simboleggia ciò che ha perso durante un evento traumatico. […]. Più Dan si addentra nei meandri dell’edificio deserto e in disuso, più deve affrontare i fantasmi del suo passato.”

(i registi)

Alexandra Myotte e Jean-Sébastien Hamel avevano già lavorato sul concetto di mancanza fisica. Il loro cortometraggio d’esordio presentava una lacuna già nel titolo originale, Un trou dans la poitrine (titolo internazionale: A Crab in the Pool, disponibile su YouTube). Di taglio leggermente diverso, raccontava le vicende di due fratelli — un’adolescente e un bambino — alle prese con la quotidianità dopo una dolorosa perdita. Anche in quel caso, si assisteva a un vuoto tanto concreto quanto emotivo: un’amputazione che diventava l’assenza centrale nella vita familiare. Con delicatezza e profondità, i registi hanno sviluppato la narrazione attraverso una metamorfosi continua delle immagini. I personaggi sembrano far parte di un unico blocco, una grande tela in cui si danno fisicamente il cambio, trasformandosi fluidamente tra una sequenza e l’altra. L’opera è valsa loro il premio Iris come Best Animated Short Film in Quebec nel 2024.

Alla ricerca di un trauma dimenticato

“Il tema principale del progetto è l’esplorazione del trauma e delle ramificazioni nel tempo, il suo impatto sul fisico e il fisicismo di una persona, la necessità di affrontarlo per guarire.”

In entrambi i lavori i registi indagano l’interiorità dei loro personaggi, lasciando al pubblico il compito e il piacere di scoprirla gradualmente lungo la durata dei rispettivi corti.

Se Un trou dans la poitrine poteva un po’ scuotere lo spettatore nel finale, una delicata sorpresa accoglie il pubblico anche al termine di Ce qu’on laisse derrière, sebbene di natura diversa. Le due opere condividono una matrice comune, ma questo secondo lavoro si concentra su un’unica figura. Attraverso i disegni e l’alternarsi di scene che si trasformano l’una nell’altra, Dan riesce a ritrovare sé stesso, scendendo letteralmente nei meandri della propria interiorità, una caduta che si conclusa  con l’atterraggio dentro l’armadietto di una palestra di hockey. Questo viaggio intimista e introspettivo gli consentirà di rinascere.

Una vita nuova ripartendo dal passato

Il messaggio che Myotte e Hamel sembrano voler trasmettere è un invito a guardarsi dentro durante i periodi di crisi, che inevitabilmente si manifesteranno. Il passato lascia le sue impronte sul presente, a volte con ripercussioni evidenti: Dan, ad esempio, non riesce a tenere la testa dritta.

Tuttavia, Ce qu’on laisse derrière si chiude con un messaggio di speranza, una luce per chi si trova in un momento di buia difficoltà. Una volta compresa l’origine del proprio blocco, per Dan sembra profilarsi una vita serena, o comunque migliore rispetto a quella passata. Nulla è definitivo: le fasi complicate passano e dalle ferite di ieri si può trarre la forza per vivere un presente — e un futuro — più consapevoli. Bisogna solo trovare il coraggio di tornare in quel preciso momento in cui tutto si è spezzato, anche se fa male.

Ce qu'on a laisse derrière

  • Anno: 2025
  • Durata: 10'
  • Distribuzione: Travelling Distribution
  • Genere: cortometraggio
  • Nazionalita: Francia, Canada
  • Regia: Jean-Sébastien Hamel e Alexandra Myotte
  • Data di uscita: 15-August-2025