Borom Baax di Georges Diodji Ndour è una lenta discesa nell’incubo, dove la fragilità del singolo viene spezzata dalla sua stessa volontà di cambiamento. Il sentimento del fallimento incontra così l’idea del compromesso, tracciando una strada fatta di dolore e perdizione.
Il film è presentato in anteprima internazionale alla 27ª edizione del Short International Film Festival Maremetraggio di Trieste, nella categoria ShorTS Horror Picture Show.
Borom Baax | Una spirale tragica
Borom Baax narra la storia di Papis (El Hadji Abdoul Aziz Cissé), un umile benzinaio segnato da un’esistenza solitaria e priva di sbocchi. Durante un fine settimana, Papis viene a conoscenza dell’esistenza di Borom Baax (Fatoumata Fabiyaratou Kébé), un’entità soprannaturale che si dice possa esaudire ogni desiderio. Sopraffatto dallo sconforto, l’uomo decide di evocare lo spirito nella speranza di trovare una risposta ai suoi problemi, evadendo finalmente dalla sua monotonia alienante. Ben presto però i desideri di Papis evolvono in qualcosa di tragico, consegnandolo in balia di forze oscure oltre la sua comprensione.
Un buon potenziale
Borom Baax di Georges Diodji Ndour è un film estremamente semplice nella sua struttura e per questo discretamente efficace. Si tratta a tutti gli effetti di una pellicola fortemente debitrice di un linguaggio convenzionale legato al filone paranormale. Tuttavia, l’ispirazione ad un cinema horror di massa non ha impedito il ricorso ad ulteriori influenze più sottili e ricercate. Ne è un esempio in tal senso l’uso di una chiave cromatica al neon, uno dei tratti più riconoscibili di un certo cinema postmoderno facente riferimento nello specifico ad autori come Nicolas Winding Refn.
Se il soggetto di Borom Baax risulta essere intrigante, esso si vede però limitato da una sceneggiatura forse eccessivamente ridotta ai suoi elementi primi. La buona performance di El Hadji Abdoul Aziz Cissé riesce a donare spessore ad un protagonista altrimenti poco sfaccettato. Ma a essere esiguamente approfondita è soprattutto la figura del demone antagonista, elemento affascinante capace di legare tradizione e folklore che vede però il suo tempo a schermo ridotto al minimo. A tal proposito, un’altra nota di merito va a Fatoumata Fabiyaratou Kébé, la quale fornisce una prova convincente in grado valorizzare per quanto possibile il suo personaggio.
Cadere e rialzarsi
Borom Baax di Georges Diodji Ndour è un cortometraggio carico di impegno e passione per il cinema di genere. Il film porta a termine con pochi mezzi un risultato nel complesso positivo, ma non esente da difetti legati principalmente alla durata. Il film corre su binari rodati e già visti, volendo arrivare il prima possibile al suo climax nonostante abbia il potenziale per una narrazione di più ampio respiro.
La valida regia di Georges Diodji Ndour dà però forma ad una buona costruzione della tensione, mostrandosi abile anche nella gestione delle sequenze d’azione. In definitiva, Borom Baax è un esperimento parzialmente riuscito che può vantare molti solidi spunti a suo favore, lasciando ben sperare sui futuri progetti che vedranno coinvolti il suo regista e il suo cast.