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ShorTS International Film Festival Maremetraggio

‘Napoli 2500’: il racconto di una città che non smette di reinventarsi

Nel suo cortometraggio animato, Alessandro Rak condensa 2500 anni di memoria partenopea tra mito, storia e immaginario collettivo. Allo ShorTS International Film Festival Maremetraggio di Trieste

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Napoli 2500

Dal mito di Partenope ai giorni nostri: come si può raccontare la storia di una delle città più antiche d’Europa in soli 6 minuti? Lo ha fatto Alessandro Rak con il suo cortometraggio animato Napoli 2500, presentato allo ShorTS International Film Festival Maremetraggio di Trieste.

Un viaggio emozionante e visionario attraverso la memoria e lo spirito di una città che non smette di reinventarsi.

Napoli 2500 | Dalle origini del mito alla memoria della città

Più che ricostruire cronologicamente il passato, Napoli 2500 sceglie di partire dal mito. La figura di Partenope, la sirena che secondo la leggenda si lascia morire dopo non essere riuscita a incantare Ulisse, rappresenta il nucleo originario dell’immaginario napoletano. Nel corto questo racconto diventa una soglia simbolica attraverso cui leggere tutta la storia successiva. Partenope è il punto di partenza di una memoria che non si esaurisce mai, ma si trasforma continuamente, come se la città nascesse più volte nel corso dei secoli. 

Da qui prende forma il viaggio del corto: un Pulcinella che, prima in forma di gabbiano e poi in quella che tutti conosciamo, accompagna lo spettatore attraverso 2500 anni di storia. Non è una semplice successione di eventi, ma un flusso continuo di immagini e storie, in cui Napoli muta senza mai perdere la propria identità.

Dalla fondazione greca e dall’epoca romana fino alla distruzione di Pompei, dalle rivoluzioni alle bombe della Seconda guerra mondiale e infine ai giorni nostri, il film costruisce una narrazione fatta di stratificazioni visive e simboliche. Emergono riferimenti alla cultura popolare e sacra, come il teatro e la tradizione dei presepi, insieme a luoghi che appartengono alla memoria viva della città, dal sottosuolo urbano ai suoi spazi più iconici.

Napoli 2500

Un omaggio per i 2500 anni di Napoli

Il progetto di Alessandro Rak, tra le voci più riconoscibili dell’animazione italiana contemporanea, è stato realizzato come parte delle celebrazioni ufficiali per i 2500 anni della città di Napoli e si è inserito in un programma più ampio promosso dal Comune di Napoli che ha coinvolto cinema, arti e musica. L’animazione, poetica e visionaria, restituisce una storia che non procede del tutto in linea retta, ma soprattutto per accumulo di memorie, simboli e trasformazioni. Ad accompagnare questo percorso sono le musiche originali di Antonio Fresa e Pino Tafuto, fondamentali nel rafforzare la dimensione fiabesca del racconto e il legame profondo tra la storia della città e la sua tradizione musicale.

Più che una celebrazione istituzionale, Napoli 2500 riesce a configurarsi come un racconto dell’identità mutevole della città. Rak sceglie simboli immediatamente riconoscibili — Partenope, Pulcinella, il mare, il sottosuolo — ma evita di trasformarli in semplici cartoline o stereotipi. Al contrario, li utilizza per raccontare una storia complessa, fatta di distruzioni e rinascite, memoria e trasformazione. In pochi minuti il corto restituisce l’immagine di una città che continua a reinventarsi senza mai recidere il legame con il proprio passato. Una fiaba animata che non semplifica la storia di Napoli, ma ne abbraccia le contraddizioni e le stratificazioni, mostrando come il mito possa ancora essere uno strumento efficace per raccontare il presente.

Napoli 2500

  • Anno: 2026
  • Durata: 9'
  • Genere: animazione, cortometraggio
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Alessandro Rak