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Figari international short film festival

‘Arborea’: il richiamo ineludibile della natura

Il cortometraggio di Letizia Zatti, presentato al Figari International Short Film Festival, immagina un futuro sterile in cui il corpo umano diventa il terreno di una nuova rinascita

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Letizia Zatti presenta 'Arborea' al Figari Film Fest: un cortometraggio tra fantascienza, ecologia e trasformazione del corpo umano

Presentato al Figari International Short Film Festival, Arborea è il nuovo cortometraggio di Letizia Zatti, regista che nel corso degli anni ha attraversato generi diversi mantenendo uno sguardo intimista su diversi temi contemporanei. In questo racconto sospeso tra fantascienza, body horror e riflessione ecologista, la regista mette in scena un futuro prossimo in cui la vegetazione ha smesso di riprodursi. In un laboratorio dedicato allo studio del fenomeno, la ricercatrice Gaia (Roberta Da Soller) monitora le frequenze emesse da una gigantesca quercia quando inizia a percepire un segnale diverso, una frequenza distorta che sembra parlare direttamente a lei.

Quel suono si trasforma presto in un richiamo impossibile da ignorare. Mentre le altre scienziate continuano ad analizzare il fenomeno attraverso dati e strumenti, Gaia sviluppa con l’albero una connessione sempre più profonda, tanto mentale quanto fisica. Una notte decide così di abbandonare la sicurezza del laboratorio e seguire quel richiamo.

Arborea | Tra scienza e natura

L’universo di Arborea è dominato da ambienti asettici, superfici bianche e spazi che richiamano i laboratori della fantascienza classica. Luoghi in cui l’osservazione scientifica si intreccia progressivamente con qualcosa di misterioso e incontrollabile. 

La scelta cromatica del bianco e nero svuota il mondo di vitalità, trasformandolo in uno spazio sospeso e sterile. Proprio per questo l’unico elemento di colore presente nel film assume una forza straordinaria: interrompe il monocromo per pochi secondi ed è la vita che ritorna a manifestarsi in un mondo che sembra aver perso la capacità di generarla. 

Il desiderio oltre la riflessione ecologista 

Sotto la superficie fantascientifica emerge una riflessione profondamente ecologista, così come un’ulteriore dimensione. Il rapporto tra Gaia e la quercia assume i contorni del desiderio. Il richiamo dell’albero ricorda il canto di una sirena: qualcosa che si insinua lentamente in lei fino a condurla verso una forma di unione che sfugge alle categorie tradizionali.

Lo stesso nome della protagonista assume un significato simbolico: Gaia, come la personificazione della Terra nella mitologia greca, diventa il punto d’incontro tra umanità e natura. Non è l’essere umano a salvare l’ambiente dall’esterno, ma piuttosto la natura a cercare nuovamente un contatto con l’essere umano, abbattendo il confine che li separa.

Il corpo come luogo di trasformazione

La regista immagina una natura che non si arrende alla propria estinzione e che continua ostinatamente a cercare nuove forme di esistenza. La rinascita che il film mette in scena non è però rassicurante o romantica: passa attraverso la trasformazione, anche violenta, e la perdita. In alcuni momenti, questa centralità del corpo come spazio di mutazione richiama suggestioni del body horror contemporaneo, come Titane di Julia Ducournau, pur mantenendo uno sguardo più contemplativo e simbolico.

Secondo quest’ottica, assume particolare rilievo anche la presenza esclusiva di personaggi femminili. In una storia che ruota attorno alla riproduzione e alla ciclicità della vita, il femminile diventa il luogo simbolico attraverso cui la natura tenta di ristabilire il proprio equilibrio. Non come semplice allegoria materna, ma come spazio di connessione, ascolto e trasformazione.

Con il suo immaginario essenziale e suggestivo, Arborea costruisce così un racconto che parla di crisi ambientale e connessione. Un corto che immagina la natura non come qualcosa da osservare a distanza, ma come una presenza che continua a chiamarci, anche quando abbiamo smesso di ascoltarla.

Arborea

  • Anno: 2025
  • Durata: 17'
  • Genere: fantascienza
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Letizia Zatti