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Pop Corn Festival del Corto 2026: intervista con la direttrice Francesca Castriconi

Una tre giorni di cortometraggi nella suggestiva cornice di Porto Santo Stefano

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francesca castriconi

Il Pop Corn Festival del Corto è un concorso internazionale di cortometraggi, capitanato da Francesca Castriconi, giunto alla sua nona edizione e, come ogni anno, si terrà a Porto Santo Stefano dal 24 al 26 luglio.

È un festival giovane e indipendente che propone una ricca programmazione in tre serate di cinema all’aperto, a ingresso libero, di fronte al mare di Porto Santo Stefano ed è presentato fin dall’esordio dall’attore Andrea Dianetti. Un cinema inedito fatto di piccoli capolavori che sanno emozionare, perfetti per le calde serate d’estate.

In occasione del Pop Corn Festival del Corto abbiamo fatto alcune domande alla direttrice Francesca Castriconi.

Francesca Castriconi e il Pop Corn Festival del Corto

Cos’è il Pop Corn Festival del Corto? Se dovessi descriverlo cosa diresti, come lo presenteresti?

Probabilmente lo presenterei così: è un evento fresco e frizzante, ma comunque legato alla cultura cinematografica, al cinema emergente al quale partecipano personaggi che sono nel cinema e che lo vedono come una grande opportunità nella varietà dei festival di cinema italiani, di cortometraggi.

A proposito di territorio, qual è il rapporto del festival con il luogo e con il pubblico?

È un festival tagliato proprio per il territorio e per il posto, quindi innanzitutto all’aperto. Poi è un evento gratuito che si svolge nella piazza principale del paese, di fronte al mare, e la partecipazione del pubblico è molto eterogenea, perché ci sono sia turisti che persone che abitano il territorio, e che, piano piano, negli anni, si sono fidelizzati all’evento. Negli anni è sempre più cresciuta la presenza delle persone del territorio e per noi è molto importante, anche perché il festival si realizza sia con un bel contributo da parte del Comune, ma anche con attività, aziende sul territorio che credono nel progetto. È grazie anche a loro che abbiamo creato un prodotto, un evento attesissimo per l’estate, un evento di punta.

Poi, non essendo un festival così grande, si riesce comunque a mantenere un rapporto umano e di comunicazione abbastanza diretta fra i registi. C’è, infatti, l’opportunità di fare incontri fra i registi e il pubblico e c’è una vera comunicazione fra quello che può essere il cortometraggio e il grande pubblico, che di solito non ha la possibilità di arrivare ai corti se non attraverso il circuito dei festival.

I cortometraggi

E infatti volevo chiederti com’è nata l’idea di concentrarsi solo ed esclusivamente sui cortometraggi.

Perché in realtà a me piace molto la sintesi, quindi amo e amiamo (parlo di tutti noi che seguiamo questo festival) i messaggi che arrivano in maniera molto diretta e immediata. E poi al mondo d’oggi, dove il tempo è sempre prezioso, ma contemporaneamente c’è sempre molta meno attenzione, quando le cose vanno per le lunghe l’attenzione si perde. C’è tanta distrazione in generale. Mi sono accorta che l’attenzione è molto più accentuata quando il messaggio è breve, ma arriva direttamente al punto.

francesca castriconi

Infatti credo sia un’ottima scelta anche perché, come hai detto, i festival diventano uno dei pochi modi per veicolare i cortometraggi.

Esatto. Solitamente il cortometraggio è relegato a un livello secondario. Qui, invece, è il protagonista, in una piazza con una platea libera. Il tutto accompagnato da Andrea Dianetti che aiuta a rendere le serate anche un po’ più spettacolo, grazie anche alla presenza degli ospiti.

Presentatore, giuria e tanti ospiti

A proposito di Andrea Dianetti, lui è sicuramente una delle costanti del festival che vi accompagna fin dall’inizio.

Sì, lui c’è dal primo anno. È un amico e presenta il festival con grande passione, energia, mettendoci il giusto spirito, con la battuta, ma senza cadere nella superficialità. Piace al pubblico e piace a noi. Poi Andrea è comunque innamorato del territorio e del festival, quindi per noi è molto prezioso.

Allo stesso modo anche la giuria che, negli anni, è rimasta sempre la stessa perché anche fra di loro c’è un bel rapporto e un bel feeling.

Squadra che vince non si cambia.

Brava. Ma è perché c’è quell’energia giusta. Sono tutte persone molto disponibili e che sono perfettamente in linea e in sintonia con noi. In questo modo lavori anche più tranquillamente e sei più serena.

Visto che hai parlato di giuria, ne approfitto per chiederti anche dei premi. Ce ne sono diversi perché ci sono più sezioni all’interno del festival, ma come si sono evoluti nel corso degli anni?

Le categorie sono tre: corti italiani, corti internazionali e corti di animazione. Questi ultimi li abbiamo aggiunti negli ultimi anni perché ci sono veramente degli ottimi lavori a livello di animazione che ci preme far vedere. I premi sono tanti perché, oltre ai premi che mettiamo in palio ai primi classificati delle tre categorie (decisi dalla giuria), c’è il prestigioso premio Carrà, che è l’unico premio del genere e quest’anno è stata introdotta anche la Fondazione Raffaella Carrà, quindi è ancora più importante. Abbiamo il premio Panalight, che costituisce un aiuto concreto ai giovani registi che poi possono realizzare dei nuovi lavori, il premio Inlusion anche per il montaggio. Poi quest’anno abbiamo aggiunto una collaborazione con Anna Collabolletta Music Supervisor, per la migliore colonna sonora.

Insomma abbiamo tantissimi premi tecnici, senza dimenticare poi il premio del pubblico che tutti gli anni partecipa con grande entusiasmo.

La selezione secondo Francesca Castriconi

Entrando, invece, nel merito del festival e dei titoli in programma, com’è stata la selezione? C’è un filo conduttore?

Il filo conduttore è il tema di quest’anno: luci e ombra, proiezioni dell’anima. Quindi si parla di questo rapporto che c’è dentro di noi fra luce e ombra. Abbiamo scelto 18 cortometraggi in base a una visione del tema. Nonostante parlino tutti di questo, sono molto diversi l’uno dall’altro, anche perché cerchiamo di creare una sinfonia in tutte le proiezioni, in modo da proporre anche dei generi diversi, delle visioni diverse del tema e poi alla fine incontrare un po’ tutti i gusti. Si parla comunque di corti già premiati, per esempio c’è il vincitore del Nastro D’Argento, del Festival di Cannes dello scorso anno…

E non è stata una selezione semplice perché avevamo più di 800 cortometraggi da visionare, quindi è stato un lavorone, perché abbiamo dovuto escludere anche cose bellissime, però poi nel complesso della selezione bisogna incastrare tutto come un puzzle. Dovevamo anche cercare di variare l’argomento trattato (quest’anno moltissimi titoli erano incentrati sulla guerra, ma bisogna pensare anche a una serata che non sia troppo pesante, ma piacevole).

La selezione è stata fatta anche in base a questo, per creare uno spettacolo, una visione serena e scorrevole.

E poi per accontentare il pubblico che, come dicevi, è molto eterogeneo.

Sì, certo. E anche questo ci ha aiutato a fare la selezione che abbiamo fatto.

Hai parlato della possibilità di incontrarsi tra registi, ma anche il pubblico potrà avere modo di commentare i corti con gli ospiti?

Sì, dopo le proiezioni ci saranno alcuni registi nostri ospiti che parteciperanno e saliranno sul palco, scambiando prima due parole con Andrea per spiegare il progetto e dare un volto al cortometraggio. Poi potranno anche rispondere alle domande del pubblico.

Ci saranno diversi ospiti e nomi importanti…

Gli ospiti di quest’anno sono tanti, tra i registi e gli interpreti di alcuni dei corti selezionati e altri volti del mondo dello spettacolo. Posso citare Riccardo Rossi, Maurizio Di Rienzo, Maurizio Amadio, Simone Aleandri e Volfango De Biasi.

Tutte queste belle presenze arricchiranno la programmazione di un festival che è realizzato con il contributo e il sostegno del Comune di Monte Argentario e nel fare questo riferimento approfitto anche per ringraziare il Sindaco Arturo Cerulli e l’Assessore al Turismo, Sport e Cultura Chiara Orsini che ci aiuta costantemente. Il Festival si realizza, inoltre, grazie al patrocinio e al contributo della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze e Fondazione Raffaella Carrà.

E poi abbiamo delle collaborazioni con altri festival perché a noi piace anche stringere amicizie per crescere e quindi c’è il Sudestival della città di Monopoli (dove poi verrà proiettato il premio Carrà); il Moscerine Film Festival di Roma, che è il festival dei cortometraggi per gli under-12, un festival molto giovane e simpatico e il Vision 2030 della città di Noto, che si occupa del cinema sostenibile.

Tra gli altri nomi che posso citare c’è Claudia Catalli, giornalista che si occuperà sia dell’inaugurazione del festival presso l’Hotel Cala Piccola sia delle interviste sul palco per gli ospiti, queste ultime insieme ad Andrea Dianetti.

Qui per il programma del festival

Sono Veronica e qui puoi trovare altri miei articoli