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‘Widow’s Bay’, la sorprendente serie lynchiana di Apple

Matthew Rhys è al centro di un mystery soprannaturale completamente a suo agio con il grottesco e il drammatico. Una delle tante cose che lo accomuna al cult ‘Twin Peaks’

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Widow's Bay

Su Apple TV la mystery series creata da Katie Dippold: Widow’s Bay. La serie vede alla regia Hiro Murai, già al timone di prodotti televisivi del calibro di Atlanta, Barry e The Bear. Frutto di una collaborazione tra Apple Studios e Spooky Tree Productions, la dramedy horror vede Matthew Rhys come protagonista assoluto, affiancato da un cast di rilievo: Kate O’Flynn, Kevin Carroll, Dale Dickey e Stephen Root.

Il TRAILER – Widow’s Bay

Widow’s Bay, provaci ancora Tom

In una cittadina remota del New England, senza campo per il cellulare e con una carente elettricità, il sindaco Tom Loftis (Matthew Rhys) le prova tutte per rianimare il luogo e i suoi cittadini, cercando di architettare vari stratagemmi con l’obiettivo di alimentare il turismo e riportare la cittadina alla normalità. Molto presto, però, il suo progetto verrà messo a dura prova da imprevedibili eventi (al cui carattere sovrannaturale egli non crede) e tuttavia finirà per scoprire che le antiche leggende sulla maledizione del luogo alla fine sono reali.

Lo sguardo su David Lynch e la serialità britannica

Widow’s Bay si inserisce pienamente nel concetto di verità, inscrivendosi in quella che lo studioso Jason Mittell chiama complex TV per la capacità del prodotto seriale di essere nel contempo ambiguo e interpretativamente stratificato. La cittadina isolata al centro della serie, luogo in cui nulla e improvvisamente tutto succede, diventa fin dal primo episodio lo spazio che mette in scena una tensione costante tra suggestione collettiva e manifestazione del sovrannaturale.

La serie Apple, in tutta la sua evidenza, gioca continuamente a voler essere qualcosa che si avvicini, seppur con le dovute distanze, al cult di David LynchTwin Peaks. Del resto, come avviene nella cittadina di Laura Palmer, anche Widow’s Bay costruisce un ecosistema comunitario apparentemente ordinario, ma attraversato dall’investigativo che diventa sovrannaturale. La showrunner Dippold condivide con il maestro Lynch il cosiddetto “fantastico dell’esitazione”, la contraddizione nel non riuscire a far combaciare il razionale con ciò che non si può spiegare. Un’ambiguità dell’onirico che richiama le proiezioni psichiche di Twin Peaks.

Widow’s Bay

Tra folklore e grottesco

Widow’s Bay ha anche in comune con Twin Peaks la tendenza a ibridare i generi. Infatti, la serie mette a dura prova la percezione della natura del genere da parte dello spettatore. Ci troviamo a visionare al contempo una commedia, un mystery e un giallo surreale, in una serie che sfrutta atmosfere tratte da Stephen King e tratti stilistici lynchiani. La figura del sindaco Tom, magistralmente interpretato da un navigato Rhys, è un tipico archetipo già visto in Twin Peaks. In questo caso, un’istituzione locale si muove come un investigatore, senza la drammaturgia dell’iconico Dale Cooper, ma esprimendo similari incredulità e presa d’atto della verità di ciò che riteneva impossibile.

Più Tom si addentra all’interno della cittadina che governa e più la sua mente proietta paure immaginarie e reali, confondendo il piano del reale e dell’immagine-incubo, come Twin Peaks. Widow’s Bay si denota anche per un linguaggio nonsense e grottesco tra i personaggi, in primis nei surreali dialoghi tra il sindaco e il personaggio di Patricia (Kate O’Flynn), uno dei lati più lynchiani del mystery.

I due mondi di Widow’s Bay: l’onirico investigativo e il british mystery 

Se, come si è visto, la serie Apple condivide un tracciato simile a quello di Lynch, è anche vero che la sua struttura si addentra molto di più di questo in logiche strutturali proprie della serialità britannica. Il riferimento alle leggende e alle superstizioni della comunità, che emerge attorno agli eventi sovrannaturali – elemento ben identificato dal personaggio di Wyck (Stephen Root), il matto del villaggio – apre le porte a un tipico meccanismo televisivo tutto inglese, che mette al centro il folklore, la comunità chiusa e spaventata: tutti spazi emotivi e di tensione identitaria.

Infatti, Widow’s Bay condivide con serie cult britanniche, come Broadchurch, la rappresentazione di comunità provinciali caratterizzate dal pettegolezzo, dalla diffidenza, e dalla ritualità prettamente cittadini. È come se lo strano mystery di Katie Dippold guardasse a due mondi diversi ma ben amalgamabili, il procedurale mystery inglese e l’onirico investigativo di derivazione lynchiana.

Widow’s Bay

Un perfetto compromesso tra più generi

Dippold non è di certo nuova a fondere commedia e horror sovrannaturale. Ne aveva dato già prova con un’altra opera, il reboot di Ghostbusters (2016), curandone la sceneggiatura e sfruttando la sua esperienza comica grazie alla sit-com Parks and Recreation (2009-2013). Il merito, indubbio, di Widow’s Bay appare subito il suo dosare l’irriverente con il drammatico, mediante una scrittura molto efficace, in termini sceneggiaturali, del personaggio del sindaco.

È la fruibilità di Tom nell’essere spalla a disagio per le battute surreali degli altri personaggi, e al contempo vittima di sequenze venute fuori dal miglior Kubrick o Friedkin, a permettere alla serie di vivere tra due tempi: quello del drammatico e del comico. Seppur fin troppo retorico e paternalistico col rapporto col figlio, il sindaco è il giusto compromesso tra toni di pura follia e approcci più in linea con una sorta di slapstick dark comedy. Un risultato non scontato in un panorama seriale del genere horror che cerca in ogni modo di ricopiare essenzialmente qualcosa di già visto.

Widow’s Bay

Già dai suoi primi episodi, Widow’s Bay si caratterizza per un mondo che lo spettatore del cinema d’autore conosce molto bene, quello di David Lynch, ma ha altresì dalla sua una netta personalità e un’identità in grado di immedesimarsi nel plot alla sua base con una propria autonomia non derivativa. Non sarà sicuramente il nuovo Twin Peaks, ma ha davvero tutto per inquadrarsi come una delle migliori horror dramedy di quest’anno.

Widow's Bay

  • Anno: 2026
  • Durata: 40'
  • Distribuzione: Apple TV
  • Genere: mistery
  • Nazionalita: Usa
  • Regia: Hiro Murai
  • Data di uscita: 29-April-2026