Dall’8 maggio in esclusiva su HBO Max arriva uno show decisamente originale e interessante, In utero, che porta la firma di Margaret Mazzantini (creatrice della serie) e di Maria Sole Tognazzi (alla direzione artistica e alla regia dei primi quattro episodi). Insieme a loro, spuntano i nomi di Nicola Sorcinelli, che cura i restanti quattro episodi, e di Enrico Audenino (head writer) e Teresa Gelli, co-autori del soggetto insieme alla Mazzantini, oltre che delle sceneggiature con Vanessa Picciarelli. Protagonisti del nuovo e attesissimo titolo HBO, Sergio Castellitto, Maria Pia Calzone, Thony e l’esordiente Alessio Fiorenza, a cui si aggiungono tantissimi nomi del cinema e della serialità nostrani in veste di guest star, da Valentina Romani a Enrico Borello, da Maya Sansa a Francesco Colella.
In utero è una produzione CATTLEYA – parte di ITV Studios – in associazione con Paramount Television International Studios.
In utero | La trama
Ruggero (Castellitto) è un ginecologo di grandissimo talento e lungimiranza, fondatore e responsabile della clinica Creatividad, che si occupa di fecondazione assistita a Barcellona. Da tutto il mondo le persone si rivolgono al luminare della medicina e ai suoi collaboratori, al fine di coronare un sogno di genitorialità spesso ostacolato, dalla natura o da altri fattori. Al fianco di Ruggero, lavora la moglie Teresa (Calzone), co-fondatrice e direttrice della struttura, a cui spetta il difficile compito di trovare fondi per mandare avanti l’attività e non soccombere agli alti e bassi finanziari.
Senza le fondamenta, un edificio crolla.

Nel frattempo, il braccio destro di Ruggero, Angelo (Fiorenza), giovane biologo dalle indiscutibili competenze, deve affrontare un periodo di crisi, che riguarda il suo passato e i suoi bisogni e che sbilancia inevitabilmente l’equilibrio sino a lì raggiunto. Simile è il momento che sta vivendo Dora (Thony), appena assuna alla Creatividad come assistente ai pazienti, nonostante la poca esperienza e l’insicurezza iniziale. L’incontro tra i due e le giornate di lavoro fianco a fianco porteranno i due a scambiarsi confidenze e a imparare qualcosa in più anche su loro stessi.
L’attento lavoro di ricerca per rendere la verità delle storie
In utero parte da una base quale quella del medical drama per andare a raccontare uno spaccato poco esplorato ma estremamente attuale. Il desiderio di genitorailità viene esplorato attraverso una serie di storie, tutte diverse le une dalle altre, mettendo in campo una varietà di personaggi che rispecchiano la società intera, o quasi. Dalla coppia che fa fatica ad avere figli alla donna single, passando per chi opta per famiglie alternative, lo show tenta di adottare uno sguardo a 360 gradi, senza giudizi o dorature.

È più importante scegliere che essere scelti.
Il realismo di In utero si deve all’attento e brillante lavoro di ricerca, che ha impegnato gli autori e gli ha permesso di rendere la verità dentro le storie e le loro sfumature. Si parla di vita e di nascita, ma anche di apparenza e di fortuna, di cambiamenti e della necessità di adattarsi, di singoli e di nuclei. L’esistenza si compone in fondo di un’innumerevole quantità di questioni, che trovano il loro spazio – anche se a volte in misura minima – all’interno della narrazione.
*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.