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‘Everyday in Gaza’, (r)esistere tra le macerie

Il corto di Omar Rammal è un piccolo mosaico di storie provenienti dalla Striscia. Cronaca documentaria dei quotidiani atti di resistenza di chi si ostina a rimanere umano di fronte alla barbarie

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Candidato al David di Donatello per il miglior cortometraggio e fresco vincitore del Premio Internazionale ai Nastri d’Argento, Everyday in Gaza è un documentario che racconta piccole storie di ordinaria quotidianità e resistenza in una Striscia di Gaza devastata dagli attacchi genocidi israeliani. Diretto da Omar Rammal e prodotto da WeWorld in collaborazione con Save The Children, questo cortometraggio guarda infatti la tragedia da un punto di vista differente, quello di un’umanità che lotta non solo per la propria sopravvivenza ma per mantenere la sua stessa dignità.

‘Everyday in Gaza’: squarci di vita quotidiana

Gaza, Primavera 2025. Un barbiere continua ad accogliere i suoi clienti tra le macerie, nonostante i bombardamenti e la fame; una donna si occupa della cura della famiglia, a dispetto dello scarseggiare di beni e risorse; un’insegnante dedica la propria vita a bambine e bambini orfani o con disabilità, offrendo cure, istruzione e gioco. Squarci di vita quotidiana e normalità in un territorio che di normale non ha più niente, devastato dalle bombe israeliane e privato di tutto (acqua, cibo, medicine, scuole, ospedali) tranne che della dignità dei suoi abitanti.

Piccoli atti di resistenza

Non poteva esserci titolo più esplicativo di Everyday in Gaza per un documentario deciso a mostrare quello che i media tradizionali lasciano spesso relegato al fuori campo: la vita di tutti i giorni, tra bombe, fame e macerie, nel luogo con il più alto tasso di mortalità del mondo. È la quotidianità della Striscia e dell’umanità che la abita, un’umanità capace di resistere senza perdere mai un briciolo di se stessa, a essere infatti al centro del film di Omar Rammal. Un film che fotografa – grazie alle riprese effettuate da Sulaiman Hejji tra aprile e maggio 2025 – un giorno nella vita di una famiglia e di chi le sta attorno, riassumendo, nei suoi pochi minuti, migliaia di altri giorni e storie simili, dove persino i gesti più semplici (studiare, lavorare, occuparsi dei propri cari) diventano atti di resistenza.

“Gaza merita dignità”

Resistere, per Mohammed Farra e sua moglie Yusra, ma anche per l’insegnante Wafa, significa infatti questo: poter continuare, in un modo o nell’altro, la propria vita, portare avanti la propria attività, preoccuparsi dell’istruzione dei bambini, prendersi carico di dilemmi quotidiani che non dovrebbero nemmeno aver ragione d’essere (decidere, ad esempio, se lavarsi o fare il bucato perché l’acqua non basta per entrambe le cose). Tutte azioni, queste, che si fanno emblema della lotta di un popolo per mantenere la propria dignità.

È proprio questa dignità che il film, addentrandosi tra rifugi di fortuna e strade ingombre di macerie, cerca di restituire. La dignità di un popolo che, prima di tutto, con i suoi gesti minimi di resistenza quotidiana, sbatte in faccia la propria umanità a chi l’ha ormai persa da tempo. A chi da 18 anni costringe quella striscia di terra a sottostare a un blocco illegale, devastandola attacco dopo attacco (sette, ci ricordano le didascalie al termine del film, le operazioni militari prima del 7 ottobre 2023 e del conseguente genocidio), fino a irriderla con una tregua sistematicamente violata, indifferente a chi, come Mohammed, Yusra o Wafa, lotta strenuamente per il suo diritto a esistere.

Everyday in Gaza

  • Anno: 2024
  • Durata: 17 minuti
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Omar Rammal