Connect with us

Magazine

I film in arrivo al cinema: tra ritorni iconici, anime epici e anime… umane

Cosa vedere in sala e in streaming dal 30 aprile

Pubblicato

il

Tra fine aprile e i primi giorni di maggio, il calendario delle uscite si muove con un’energia quasi capricciosa: grandi ritorni, cinema d’autore, anime, documentari e qualche incursione in streaming che merita attenzione quanto la sala.

È una settimana che non si lascia riassumere in un unico tono—ed è proprio questo il suo fascino.

Il ritorno più atteso — Il diavolo veste Prada 2

A quasi vent’anni dal fenomeno che ha definito un’estetica e un’epoca, Il diavolo veste Prada 2 riporta il pubblico tra le luci affilate di New York e gli uffici impeccabili di Runway.

Alla regia torna David Frankel, mentre Meryl Streep, Anne Hathaway e Stanley Tucci riprendono ruoli ormai iconici. Più che un sequel, è un test: capire se il mito può evolversi senza perdere il suo taglio. In sala dal 29 aprile.

Radici e territori — Ritorno al tratturo

Ritorno al tratturo

Con Ritorno al tratturo, Francesco Cordio firma un documentario che è insieme viaggio geografico e riflessione culturale. Girato tra Isernia e Campobasso, il film riporta al centro il tratturo—arteria antica che collegava mondi e comunità.

Le voci, tra cui Elio Germano, restituiscono un’Italia interna, spesso invisibile, ma profondamente viva. In sala dal 29 aprile.

Fuga dalla normalità — Il caffè della pazza gioia

il caffè della pazza gioia

La commedia sentimentale svedese Il caffè della pazza gioia di Johanna Runevad parte da una crisi esistenziale per approdare a qualcosa di più imprevedibile.

Agneta, donna “invisibile” alla soglia dei cinquant’anni, cambia vita e si ritrova in Francia accanto a un anziano eccentrico. Il risultato è un racconto sull’identità e sulle seconde possibilità, sospeso tra malinconia e ironia. Su Netflix dal 29 aprile.

Cadute e redenzioni — Nel tepore del ballo

nel tepore del ballo

Pupi Avati torna con Nel tepore del ballo, un dramma che intreccia scandalo pubblico e resa dei conti privata. Massimo Ghini interpreta un conduttore televisivo travolto da una crisi che lo costringe a guardare indietro—tra ambizioni, amori sacrificati e identità perdute.

È il classico Avati: eleganza narrativa e nostalgia che punge. In sala dal 30 aprile.

Tre giorni per cambiare tutto — Nino

NINO di Pauline Loquès

In Nino, Pauline Loquès costruisce un racconto sospeso nel tempo: tre giorni a Parigi dopo una diagnosi che cambia ogni prospettiva.

Théodore Pellerin guida un viaggio fatto di incontri, tentativi e silenzi. Più che una storia sulla malattia, è un film sul tempo e su quanto improvvisamente diventi prezioso. In sala dal 30 aprile.

Arte e repressione — Yellow Letters

yellow letters

Con Yellow Letters, Ilker Çatak racconta la frattura tra arte e potere. Una coppia di artisti, improvvisamente colpita dalla repressione statale, è costretta a reinventarsi tra Ankara e Istanbul.

Il film promette uno sguardo politico ma profondamente umano, dove la sopravvivenza diventa compromesso quotidiano. In sala dal 30 aprile.

Destino e disciplina — KokuhoIl maestro di Kabuki

Kokuho

Kokuho – Il maestro di Kabuki di Sang-il Lee è un racconto epico di formazione ambientato nel mondo del teatro kabuki. Dalla yakuza al palcoscenico, la storia di Kikuo è quella di un talento che sfida origine e destino.

Con una durata imponente, il film si preannuncia come un’immersione totale nella tradizione e nel sacrificio artistico. In sala dal 30 aprile.

La voce che nasce dal nulla — L’oratore

l'oratore

L’oratore di Marco Pollini parte da un gesto quasi surreale: un ragazzo che improvvisa un discorso funebre per uno sconosciuto. Da lì nasce una nuova identità.

È un film che parla di dignità e riscatto, con un protagonista che trasforma la fragilità in vocazione. In sala dal 30 aprile.

Fantasy e politica — That Time I Got Reincarnated as a Slime

that time i got reincarnated into a slime

Il titolo è lungo, ma l’ambizione lo è ancora di più. That Time I Got Reincarnated as a Slime – Le lacrime del mare azzurro porta sul grande schermo l’universo fantasy di Rimuru Tempest, tra alleanze, battaglie e costruzione di un mondo ideale.

Diretto da Yasuhito Kikuchi, è un anime che unisce avventura e riflessione politica. In sala dal 30 aprile.

Identità e scoperta — My Dearest Señorita

mi querida señorita

Con My Dearest Señorita, Fernando González Molina affronta il tema dell’identità attraverso il viaggio di Adela, giovane donna cresciuta nel silenzio e nelle convenzioni.

Tra Pamplona e Madrid, il film costruisce un percorso di consapevolezza delicato ma necessario. Su Netflix dal 1° maggio.

Musica e verità — Willie Peyote – Elegia Sabauda

elegia Sabauda

Willie Peyote – Elegia Sabauda di Enrico Bisi segue oltre un decennio di carriera del rapper torinese Willie Peyote.

Leggi anche: ‘Willie Peyote: Elegia Sabauda’: Ritratto di un ribelle in cerca di misura 

Tra politica, ironia e identità, il documentario promette un ritratto senza filtri, radicato in Torino e nella contemporaneità. Evento in sala dal 4 al 6 maggio.

Il ritorno di un classico — Eyes Wide Shut

Chiude la settimana una riedizione che non ha bisogno di presentazioni: Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick.

Con Tom Cruise e Nicole Kidman, il film resta un viaggio enigmatico tra desiderio, ossessione e identità. Tornare a vederlo in sala è meno nostalgia e più esperienza. Dal 4 al 6 maggio.

Una settimana, mille direzioni

Dai sequel che inseguono il mito ai racconti intimi che cercano nuove strade, questa settimana cinematografica dimostra una cosa semplice: il cinema non è mai una sola cosa.

È industria, memoria, scoperta. E, soprattutto, è ancora capace di sorprendere.