Cherkashins. Performance of Perestroika di Vladimir Sumashedov è una lezione sull’arte e sui suoi molteplici significati. Attraverso il vissuto di Valera e Natasha Cherkashin, l’arte performativa diventa una diramazione naturale dell’esistenza, in cui l’espressione diventa necessità.
Il film partecipa alla 42ª edizione dell’Asolo Art Film Festival, per la categoria Film sull’Arte.
Cherkashins. Performance of Perestroika
Cherkashins. Performance of Perestroika illustra l’eclettica carriera di Valera e Natasha Cherkashin, due dei volti più significativi del panorama artistico russo di fine Novecento. Seguendo un andamento lineare e didascalico, il documentario compie così un viaggio attraverso l’ideazione e la realizzazione di alcune delle opere del duo, commutando una narrazione biografico-celebrativa in un’indagine sullo statuto dell’arte concettuale. In Cherkashins. Performance of Perestroika, i coniugi Cherkashin rappresentano infatti una chiave di lettura con cui dissezionare la poliedricità sociale della Russia degli anni Novanta. Con l’avvento del riformismo di Gorbacëv, le strette maglie del controllo sovietico si allargarono promettendo nuove libertà e orizzonti espressivi. In tal modo, l’arte russa entrò in una nuova età dell’oro, in cui autori e performer poterono godere di un’autonomia pressoché totale e senza precedenti.
In questo contesto di trasformazione radicale, l’arte di Valera e Natasha Cherkashin si configura come una vera e propria capsula del tempo, capace di preservarne e restituirne le sfumature.
Arte e cambiamento
Con Cherkashins. Performance of Perestroika, la pratica performativa originariamente effimera del duo viene rielaborata attraverso la fotografia e il video, convertendosi in un’immagine potenzialmente eterna. In questo processo, il documentario riesce a rappresentare con efficacia l’unicità della coppia, evidenziandone l’immediatezza comunicativa frutto della convergenza fra performance, fotografia e computer editing. Tuttavia, nonostante la caduta del comunismo, la ricerca innovativa dei Cherkashin non ha mai rinnegato le proprie radici, rielaborando gli elementi del realismo socialista e trasfigurandoli in un immaginario vicino alla cultura pop. I Cherkashin si affermano così come una voce coerente della loro generazione e soprattutto di un intero contesto culturale, collocandosi nel solco di realtà seminali come il Living Theatre o figure di riferimento quali Marina Abramović e Ulay.
Una lezione di storia
Con Cherkashins. Performance of Perestroika, Vladimir Sumashedov confeziona un’opera matura e consapevole, in cui l’estro dell’autore ben si sposa con gli intenti illustrativi del film. A rendere il cortometraggio più accessibile sono specialmente gli interventi di numerosi esperti, tra i quali si annoverano Irina Gorlova, Alexey Loginov e Alexander Tyagny-Ryadno.
Sul piano tecnico, Cherkashins. Performance of Perestroika si configura come un documentario espositivo di impronta televisiva, contraddistinto dall’impiego di colori vibranti che richiamano l’estetica glam. Il tutto è incorniciato da una regia dinamica ricca di movimenti di macchina e da un montaggio serrato che mantiene costantemente alta l’attenzione.