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‘La donna più ricca del mondo’: la coppia Huppert e Laurent Lafitte

Premiati come migliori attori (César 2026), Huppert e Lafitte regalano alla commedia un tocco originale, pur non essendo personaggi gradevoli. Il regista, da parte sua, sa costruire una storia senza giudizi, partendo dalla giusta distanza

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La donna più ricca del mondo

La donna più ricca del mondo -La femme la plus riche du monde di Thierry Klifa,  presentato alla settantottesima edizione del Festival di Cannes, è in sala dal 16 aprile.

Distribuzione Europictures.

Interpreti principali: Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Marina Foïs.

La donna più ricca del mondo ricostruisce liberamente lo scandalo che ha segnato la cronaca francese tra il 2009 e il 2010 intorno a Lilian Bettercourt (Marianne Farrére, nel film), ereditiera del marchio L’Oréal, non più in grado, secondo la figlia, di gestire il suo capitale, intaccato dal giovane fotografo senza scrupoli,  François-Marie Banier (nel film, Pierre-Alain Fantin).

Il regista  precisa di non voleva raccontare un fatto sensazionalistico, bensì «dare vita a una narrazione finzionale e universale».

Trailer de ‘La donna più riccaa del mondo’

La donna più ricca del mondo: dalla cronaca al racconto

La donna più ricca del mondo: la sua bellezza, la sua intelligenza, il suo potere. Un fotografo: la sua ambizione, la sua insolenza, la sua follia. Il colpo di fulmine che li travolge. Un’ereditiera diffidente che lotta per essere amata. Un maggiordomo vigile che sa più di quanto lasci trasparire. Segreti di famiglia. Donazioni astronomiche. Una guerra in cui tutto è permesso (trama ufficiale del film).

Pierre-Alain (Laurent Lafitte) arriva nella villa Farrére come un uragano. Scompiglia abitudini e relazioni, diventando via via sempre più invasivo, sfrontato, irriverente; ma regalando a Marianne (Isabelle Huppert) un’allegria e una spensieratezza nuove, fino a farle sovvertire ogni consuetudine famigliare e azzerando ogni rigidità, con divertita nonchalance da parte di entrambi.

Thierry Klifa ha dato a tutti, ma soprattutto alla coppia Marianne/Pierre-Alain (Huppert e Lafitte,  premio César 2026 come migliori attori), un’interessante immediatezza nel modo di essere e di agire, utilizzando i toni della commedia che si fa thriller, per allontanarci dai fatti realmente accaduti inserendoli in un’avvincente dimensione narrativa.

Marianne, fragile e spavalda

Nessun espediente per renderci i personaggi simpatici, ma neppure respingenti. A parte quello del fotografo strampalato, che verso la fine, quando avanza troppe pretese, vorremmo fosse punito. Per il resto, li scruta, li osserva in tantissimi primi piani e ce li restituisce senza giudizio, nella giusta distanza di un genere che non vuole farsi dramma.

Però, Isabelle Huppert nel suo ruolo non può non essere amabile!  Sa calibrare le giuste dosi d’ingenuità e malizia con la disinvoltura che le appartiene. Da una parte la donna ricchissima, altera quanto basta, dall’altra colei che riscopre l’immediatezza dell’infanzia, anche puntando i piedi per qualche capriccio.

I soldi sono miei e ne faccio quello che voglio: è il mantra di Marianne, che elargisce denaro, assicurazioni, appoggi al suo amato Peter Pan, in questa favola inaspettata da vivere intensamente.

Non esita a chiamare l’amico amore, pur consapevole della sua omosessualità. Il loro legame intimo, complice, esclusivo, confidenziale va oltre il desiderio fisico mai del tutto dichiarato. Lui la bacia spesso e si prende libertà di una sfrontatezza inaudita. Lei lascia fare e ne ride compiaciuta.

La donna più ricca del mondo

Isabelle Huppert e Laurent Lafitte. Foto ufficiale del film

Isabelle Huppert, Laurent Lafitte e gli altri interpreti

A dieci anni di distanza da Elle,  Isabelle Huppert e Laurent Lafitte si ritrovano a recitare insieme. Lei, in un ruolo ambivalente e volubile, reso meno drammatico dalla regia di Kifla e dalla sceneggiatura di Thierry Klifa, Cédric Anger e Jaques Fieschi e dello stesso Klifa; lui in una parte ancora scomoda e sgradevole.  Ma, anche se il personaggio non ci conquista perché siamo meno ingenue di Marianne, in alcuni momenti sembra quasi sincero. “Quello che mi ha dato è niente rispetto a quello che mi ha insegnato”.

La loro intesa regge e sostiene tutto il film, che li vede in scena quasi sempre insieme, mentre la svagatezza di lei e la scaltrezza di lui s’incastrano in un meccanismo perfetto, a tratti persino divertente e sullo sfondo si delineano gli altri personaggi con i loro segreti e le loro ansie. Tra tutti, la figlia Frédérique, e la sua avversione per Pierre-Alain, proporzionale alla paura di veder svanire gli averi di famiglia.

E Jérôme, il maggiordomo (Raphaël Personnaz), fedele nella sua discrezione, che avrà un ruolo fondamentale quando gli eventi precipitano e la commedia satirica lascia il posto al thriller.

La donna più ricca del mondo

Isabelle Huppert e Raphaël Personnaz. Foto ufficiale del film

Il lusso della messa in scena

La donna più bella del mondo è una narrazione che non si risparmia gli aspetti più vistosi dell’opulenza (alla morte di Lilian Bettercourt il patrimonio è stato stimato in quarantacinque miliardi di dollari!). Marianne cambia mise settanta volte, regala al nipote giovanissimo  il suo primo milione, butta l’arredamento della sala quando l’estraneo che irrompe platealmente a casa sua lo critica, salvo poi  inserirvi un fallo dorato spacciato per opera d’arte.

Eppure, a parte questo oggetto grottesco, la narrazione non scade mai nel cattivo gusto. Umorismo e ironia creano il distacco necessario per una storia “non da giudicare, ma da guardare mentre si dispiega. Che pone domande, che a tratti può essere inquietante — ma è esattamente ciò che la rende avvincente”. (Thierry Klifa).

Le responsabilità della famiglia

Anche l’antisemitismo e il collaborazionismo, su cui si è costruito nella realtà l’impero economico dei Bettercourt, non viene ignorato dal regista. Anzi! Compare prima come una provocazione da parte del fotografo disinibito, poi come notizia del telegiornale.

Il tema è stato affrontato da Klifa, “come una corrente sotterranea che attraversa la narrazione, conferendole tensione e profondità. Se il film ha una dimensione politica, è quasi suo malgrado: emerge naturalmente dal peso della verità storica”.

Storia e  finzione s’incontrano però sul piano superficiale di una vita da ricchi che non ci appartiene: solo attraverso lo sguardo scanzonato del regista e dello spettatore si possono per un po’ accantonare le responsabilità (non ultima la frode fiscale!). Come ci fosse stato offerto un filtro per non giudicare e men che meno assolvere. Sicuramente per non prendere moralmente sul serio queste figurine infantili che si muovono sul palcoscenico del film. E farci dimenticare, almeno per la sua durata, quanto le stesse, con nomi diversi, agiscono ancora su quello della realtà.

Il film è distribuito da Europictures.

La donna più ricca del mondo

  • Anno: 2025
  • Durata: 121 minuti
  • Distribuzione: Europictures
  • Genere: Commedia drammatica
  • Nazionalita: Francia, Belgio
  • Regia: Thierry Kifla
  • Data di uscita: 16-April-2026