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Bifest

‘Caprilegio’: l’isola della memoria

Un'indagine famigliare tra storia, identità e sguardi femminili, vincitrice del Premio per la Miglior Regia al Bifest 2026

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Margherita Laterza e Rosa Maietta in 'Caprilegio' intrecciano memoria, identità e storia in un intenso viaggio tra le tracce del Novecento

Presentato al Bif&st 2026, Caprilegio di Margherita Laterza e Rosa Maietta si è aggiudicato il Premio per la Miglior Regia, riconoscimento che ne conferma il valore artistico e la forza narrativa. La motivazione della giuria ha sottolineato la capacità delle due autrici di trasformare lo spazio domestico in un “caleidoscopio di narrazioni intime”, intrecciando memoria familiare e grande Storia attraverso una prospettiva profondamente femminile.

Caprilegio, sulle tracce di un’assenza

Il documentario prende avvio da un viaggio nell’isola di Capri alla ricerca delle tracce lasciate da Marguerete Bielschovsky, ebrea tedesca fuggita dalla Germania nazista negli anni Trenta. Da questa premessa apparentemente lineare si sviluppa un percorso di scoperta che attraversa luoghi, testimonianze e ricordi, ricomponendo frammenti di esistenze sospese tra vicende personali e grandi eventi storici.

Più che una semplice ricostruzione biografica, Caprilegio si configura come una ricerca identitaria che utilizza il passato per interrogare il presente, lasciando emergere il legame profondo tra memoria individuale e memoria collettiva.

Un archivio emotivo

Uno degli aspetti più affascinanti dell’opera è la capacità di fare dello spazio domestico un vero e proprio dispositivo narrativo. Le abitazioni, gli oggetti, le fotografie e gli ambienti diventano testimoni silenziosi di storie dimenticate, trasformandosi in archivi viventi della memoria.

Laterza e Maietta evitano la freddezza della ricostruzione storica tradizionale e privilegiano invece una dimensione intima, quasi confidenziale, che permette allo spettatore di entrare progressivamente in relazione con le persone e i luoghi raccontati.

La casa non è soltanto uno scenario: è il punto d’incontro tra passato e presente, tra ciò che è stato e ciò che continua a sopravvivere nei ricordi.

Margherita Laterza e Rosa Maietta in 'Caprilegio' intrecciano memoria, identità e storia in un intenso viaggio tra le tracce del Novecento

Un racconto femminile della Storia

La forza di Caprilegio risiede anche nella scelta di osservare il Novecento attraverso uno sguardo femminile. Le registe costruiscono una narrazione che mette al centro esperienze spesso marginalizzate dalle grandi ricostruzioni storiche, restituendo valore alle vicende private e alle memorie tramandate.

La dimensione personale non riduce la portata del racconto; al contrario, la amplifica. Attraverso le storie delle donne, delle famiglie e delle migrazioni forzate, il documentario riesce a evocare temi universali come l’esilio, l’appartenenza, la perdita e la ricerca delle proprie radici.

Tra documentario e cinema della memoria

Dal punto di vista formale, Caprilegio si colloca in quella tradizione del documentario contemporaneo che supera i confini del genere per avvicinarsi al cinema della memoria. Il film non cerca tanto di fornire risposte definitive quanto di suggerire connessioni, evocare atmosfere e stimolare domande.

La regia accompagna il percorso con sensibilità e misura, evitando ogni enfasi superflua. Il ritmo contemplativo favorisce l’immersione dello spettatore in un tempo sospeso, nel quale le vicende individuali si intrecciano con le trasformazioni della storia europea del secolo scorso.

L’isola come personaggio

Capri emerge nel documentario non soltanto come luogo geografico, ma come autentico personaggio cinematografico. L’isola diventa spazio simbolico di approdi, fughe, incontri e permanenze. Le sue architetture, i suoi paesaggi e le sue stratificazioni culturali contribuiscono a costruire un racconto che oscilla continuamente tra dimensione reale e suggestione memoriale.

In questo senso, Caprilegio riesce a trasformare il territorio in una mappa emotiva, dove ogni luogo custodisce tracce di vite e destini che il tempo non è riuscito a cancellare del tutto.

Custodire ciò che resta

Caprilegio è un documentario raffinato e profondamente umano, capace di intrecciare ricerca storica e racconto autobiografico senza mai perdere equilibrio. Margherita Laterza e Rosa Maietta firmano un’opera che riflette sul significato della memoria e sulla necessità di preservarla, mostrando come le storie private possano diventare chiavi di accesso alla comprensione del passato collettivo.

Caprilegio non si limita a raccontare una vicenda, ma costruisce un dialogo continuo tra generazioni, luoghi e identità, dimostrando come il cinema documentario possa ancora essere uno strumento prezioso di conoscenza e di consapevolezza.

Caprilegio

  • Anno: 2025
  • Durata: 98'
  • Distribuzione: Draka
  • Genere: documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Margherita Laterza, Rosa Maietta