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Korea Film Festival

‘#1-1 Guard post’ al Florence Korea Film Festival 2026

La sezione Corto, corti! si apre, tra pregi e difetti, con una ventata di pura “coreanità” nel solco dei grandi maestri contemporanei

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#1-1 Guard Post

La ventiquattresima edizione del Florence Korea Film Festival ha ufficialmente inizio e mostra sin dalle prime battute le potenzialità di un programma destinato a procedere in costante crescita: autorialità, intrattenimento, animazione, stelle del cinema e della tv, nuove promesse. Un elenco a dir poco limitato per descrivere una seconda giornata di festival che vede tutte le sezioni competitive (K-cinema today e Korean horizons per i lungometraggi, Corto, corti! per le opere sotto i 30 minuti) aprirsi, come un occhio attento e scrupoloso, su un cinema coreano in splendida forma oltre che in fase di riscoperta dalle nostre parti, anche grazie alla prestigiosa vetrina che FKFF dona di esso al pubblico occidentale.

A ben pensarci, non poteva che riservare contenuti di eccellente qualità un’edizione nata sotto la buona stella del successo internazionale dell’ultimo capolavoro di Park Chan-Wook, l’inquietantemente esilarante No other choice, distribuito in Italia a partire dall’1 Gennaio 2026 e con la partecipazione straordinaria di Lee Byung-Hun, già premiato al Florence Korea Film Festival nel corso della ventiduesima edizione. A fronte di una tale espansione su scala globale di un panorama cinematografico estremamente florido e diversificato, è con vivido interesse che ci si deve apprestare agli intensi, seppur brevi, lavori dei giovani cineasti coreani e maestri del futuro come rappresentanti della generazione che avrà l’arduo compito di tenere alto il nome di un’industria arrivata in poco tempo all’apice dell’attenzione mondiale.

Le tradizioni tematiche e stilistiche di #1-1 Guard post

L’affondo a cura di Taxidrivers nelle opere della categoria Corto, corti! comincia con #1-1 Guard post di Park Jun-Hyeok, pellicola della durata di 21 minuti che narra le peripezie del sergente Kim Seon-Yeob, apparentemente lucido e pacato, alle prese con superiori e sottotenenti nel tentativo di celare le proprie azioni negligenti, a una settimana dal termine del suo mandato di leva. Quello del servizio militare giovanile, tuttora obbligatorio in Corea del Sud, è un tema caro agli autori proiettati a FKFF e rivela la forte contraddizione che abita questa nazione, divisa tra crescente progresso sociale e costante minaccia di aggressione dalla Corea del Nord. Non è un caso che il già citato regista di No other choice abbia raggiunto per la prima volta l’attenzione di critica e pubblico per mezzo di Joint Security Area, film ambientato nella zona demilitarizzata tra le due Coree.

In #1-1 Guard post, l’approccio che Park Jun-Hyeok adotta rispetto all’argomento si pone in perfetta linea con lo sguardo acuto e disilluso dei maestri odierni della tragicommedia, genere in delicato equilibrio tra il k-drama e l’umorismo grottesco. La storia di un uomo che incalzato dal susseguirsi degli eventi rivela allo spettatore un’indole sempre più meschina, controversa e individualista, rimanda inevitabilmente a Parasite, summa della poetica di Bong Joon-Ho, ospite del Florence Korea Film Festival nel 2023, mentre la scelta di narrare le vicende del sergente Seon-Yeob attraverso lo scardinamento della linearità temporale ricorda maggiormente una tradizione proveniente dal cinema statunitense, sia mainstream che d’autore, confermando una volta per tutte come la sensibilità dei giovani registi coreani stia spingendo verso la ricerca di un’audience ampia e diversificata.

Un insieme di spunti che non arriva al punto

Per quanto sia ingiusto paragonare il prodotto di un autore emergente alle pellicole menzionate in precedenza, queste ultime ci permettono di comprendere perché, a conti fatti, la prima visione di Corto, corti! sia paragonabile a una ricetta con ingredienti squisiti ma priva di un unico intenso sapore. Difatti, pur dovendo riconoscere al regista una vasta pletora di ottimi riferimenti al cinema orientale e occidentale, egli non riesce a divincolarsi dalla semplice riproposizione di numerosi stilemi registici e non traspare l’intenzione di metterli al servizio di un’identità filmica. Al contrario, si ha l’impressione che le decisioni prese in fase di ideazione del progetto, apparentemente oculate, derivino da una mancata coscienza della propria visione da parte di Park Jun-Hyeok.

Un simile ragionamento concerne tanto i rimandi alla tragicommedia, con sequenze che scadono troppo spesso nella prevedibilità, quanto la frammentazione dell’intreccio, dal momento che la concatenazione dei segmenti temporali appare grezza e, in alcuni frangenti, quasi inesistente. Al netto dei difetti, #1-1 Guard post dimostra l’abilità della direzione artistica del Florence Korea Film Festival 2026 di intercettare opere che, simbolicamente, incarnano l’influenza che il cinema coreano contemporaneo assimila e restituisce nel panorama produttivo internazionale, la quale si riverbera anche laddove si percepisce l’inesperienza di un esordiente privo di dimestichezza con la creazione di un prodotto audiovisivo.

 

 

#1-1 Guard post

  • Anno: 2026
  • Durata: 21'
  • Genere: Thriller, commedia
  • Nazionalita: Corea del Sud
  • Regia: Park Jun-hyeok