Il nuovo Frankenstein di Guillermo del Toro, disponibile su Netflix, ha recentemente riportato in auge l’immortale classico di Mary Shelley.
Il regista sognava di dirigerne un adattamento da molto tempo e la sua versione è stata inserita dal National Board of Review e dall’American Film Institute nella lista dei migliori dieci film del 2025.
La letteratura e il cinema hanno più volte esplorato il tema dell’uomo come artefice del proprio male, mettendo in scena scienziati, inventori o visionari la cui volontà di superare i propri limiti scatena forze che non riescono più a controllare. In queste storie, l’uomo si ribella alla natura, diventa creatore, seguendo i propri desideri e le proprie ambizioni e attirando su di sé conseguenze inaspettate e spesso nefaste.
Ecco di seguito cinque titoli che declinano questo tema in varie forme, mostrando come la ricerca del progresso, dell’immortalità o della perfezione possano portare l’uomo a generare il proprio incubo.
La mosca (1986)

Seth Brundle (Jeff Goldblum) è un brillante scienziato che ha creato un sistema per il teletrasporto, convinto che debba rivoluzionare il mondo. A un ricevimento, incontra la giornalista Veronica Quaife (Geena Davis). La invita nel suo laboratorio e la convince a seguire l’evoluzione del progetto. Fino a quel momento, il teletrasporto ha funzionato solo con gli oggetti, ma lo scienziato è deciso a sperimentare anche con gli esseri viventi.
Quando riesce finalmente a teletrasportare con successo un babbuino, decide di rischiare, provando il macchinario su se stesso. All’inizio l’esperimento pare riuscire, ma Seth non si rende conto che, durante il teletrasporto, una mosca si trovava nella capsula con lui. Da lì in avanti, il suo carattere cambia e anche il suo corpo inizia a trasformarsi lentamente in qualcosa di molto lontano da quello di un essere umano.
La mosca è il remake de L’esperimento del dottor K. (1958), di Kurt Neumann. Quando uscì, venne apprezzato sia dalla critica sia dal pubblico, diventando il più grande successo commerciale della carriera di David Cronenberg e un cult del body horror. Nel 1987, vinse l’Oscar per il miglior trucco.
Il film è un perfetto esempio di tragedia scientifica, che incarna il desiderio di superare i limiti della conoscenza, portando a conseguenze devastanti. Un atto di forte ambizione sfocia in un declino fisico e mentale inarrestabile, creando un ibrido mostruoso e inumano.
Il film è disponibile su Disney+ e Prime Video.
Jurassic Park (1993)

Jurassic Park, di Steven Spielberg, è sicuramente uno dei film più popolari e influenti di sempre. Quando uscì, nel 1993, divenne il film con maggiore incasso nella storia del cinema e arrivò a vincere tre Premi Oscar: miglior sonoro, migliori effetti speciali e miglior montaggio sonoro.
La storia è tratta dall’omonimo romanzo di Michael Crichton e si concentra sul progetto per un parco divertimenti, a opera del bizzarro miliardario John Hammond (Richard Attenborough). Quest’ultimo, ha una forte passione per i dinosauri ed è quasi riuscito a realizzare il suo sogno di creare un parco a tema con dei veri e propri animali preistorici.
Dopo un incidente, che ha causato la morte di un operaio, Hammond invita un gruppo di ricercatori e studiosi a Isla Nublar, per esprimere un giudizio scientifico sul suo progetto, ancora segreto. Al loro arrivo, gli scienziati, interpretati da Laura Dern, Sam Neill e Jeff Goldbum, scoprono, con grande sorpresa, che sull’isola sono presenti varie specie di dinosauri clonati. Lo stupore e l’incanto iniziale si trasformano presto in orrore quando il sistema di sicurezza del parco collassa, liberando i dinosauri e trasformando la loro permanenza in una lotta per la vita.
Crichton aveva già affrontato il tema dei parchi a tema in un altro film, da lui stesso diretto, Il mondo dei robot (1973); in quel caso, creature meccaniche dall’apparenza umana si ribellavano al loro creatore, portando a una situazione totalmente fuori controllo.
Una delle frasi più famose pronunciate dal matematico Ian Malcolm (Jeff Goldblum) in Jurassic Park, recita:
“Dio crea i dinosauri. Dio distrugge i dinosauri. Dio crea l’uomo. L’uomo distrugge Dio. L’uomo crea i dinosauri.”
La pellicola mostra infatti la massima espressione della presunzione umana e la volontà di piegare qualsiasi cosa, anche le leggi della natura, al proprio divertimento e profitto. La natura, però, riafferma ancora una volta la propria superiorità.
Il film è disponibile su Prime Video, YouTube e Chili.
Mimic (1997)

A New York, un’infestazione di scarafaggi porta alla diffusione di una malattia mortale tra i bambini. Per fermarla, la scienziata entomologa Susan Tyler (Mira Sorvino) crea geneticamente degli insetti chiamati Judas, progettati per uccidere gli scarafaggi portatori della malattia. Susan riesce con successo a fermare l’epidemia, ma i nuovi insetti evolvono rapidamente.
Tre anni dopo, misteriosi esseri iniziano a popolare i sotterranei della città, provocando morti e sparizioni. La scienziata comprende che le creature mimano l’aspetto delle loro prede, ovvero gli uomini.
Nel cast sono presenti anche Jeremy Northam, Josh Brolin e Giancarlo Giannini.
Mimic è il secondo lungometraggio diretto da Guillermo del Toro e il primo girato negli Stati Uniti. Il regista non fu del tutto soddisfatto del risultato finale, soprattutto a causa di divergenze produttive coi fratelli Weinstein, che in quel periodo erano a capo della casa di produzione Miramax.
Si tratta sicuramente di un lavoro meno riuscito rispetto ad altre opere più famose di del Toro. Nonostante ciò, resta un film affascinante e coinvolgente, soprattutto grazie all’atmosfera dark e gotica con cui viene rappresentata la città di New York. Particolarmente degne di nota sono le scene girate nei tunnel della metropolitana che qui si trasformano in un labirinto claustrofobico e nella dimora degli insetti mostruosi da affrontare.
In questo caso, il tema della creazione che sfugge di mano al suo creatore si manifesta in modo differente: la protagonista, infatti, non è mossa da ambizione o sete di potere, ma dal desiderio di risolvere un’emergenza.
Nonostante i suoi intenti positivi, però, l’intervento umano sconvolge nuovamente l’equilibrio naturale, con effetti del tutto inaspettati. In questo modo, ciò che nasce come una soluzione, si trasforma in una minaccia ancora più grave.
Il film è disponibile su Paramount+, YouTube e Prime Video.
L’uomo senza ombra (2000)

L’uomo senza ombra, diretto da Paul Verhoeven, si ispira al romanzo L’uomo invisibile (1897), di H.G. Wells e all’omonimo film del 1933 di James Whale con Claude Rains e Gloria Stuart.
Sebastian Caine (Kevin Bacon) è uno scienziato geniale, ambizioso e molto sicuro di sé. Assieme al suo team, di cui fanno parte la dottoressa Linda McKay (Elisabeth Shue) e il dottor Matt Kesington (Josh Brolin), ha sviluppato un siero che può rendere invisibili gli esseri viventi. La squadra ha però diverse difficoltà nel riuscire a invertire il processo. Quando trovano una soluzione, rendendo nuovamente visibile una femmina di gorilla, Sebastian desidera essere il primo umano a provare la formula su di sé.
L’esperimento ha successo, ma lo scienziato non è più in grado di tornare al proprio aspetto normale, dal momento che il processo di inversione non sembra più funzionare. Mentre i suoi collaboratori cercano una soluzione, Sebastian si lascia sedurre dal potere dell’invisibilità. Inizia a pensare a tutto ciò che potrebbe fare nella sua nuova condizione, senza subire alcuna conseguenza.
Alla sua uscita, il film venne elogiato soprattutto per gli effetti speciali, ottenendo una candidatura ai Premi Oscar nel 2001. Fu il più grande successo di Verhoeven dai tempi di Basic Instinct (1992), ma non venne particolarmente apprezzato dalla critica.
Il film presenta alcuni limiti di sceneggiatura, ma riesce a coinvolgere grazie al ritmo e alle buone interpretazioni degli attori, tra cui spicca Kevin Bacon. È interessante soprattutto per il modo in cui lo spettatore è portato a seguire il protagonista che, un po’ alla volta, si trasforma anche nell’antagonista della storia. La macchina da presa mostra varie soggettive dell’uomo invisibile, spingendo il pubblico a condividerne lo sguardo e, di conseguenza, anche le sue tendenze voyeuristiche, sempre più morbose e deviate.
In modo analogo a quanto accade ne La mosca, lo scienziato perde il proprio aspetto e il proprio corpo, e con esso perde anche la propria identità e qualsiasi traccia di coscienza morale.
Il film è disponibile su Prime Video e YouTube.
Ex Machina (2014)

Caleb Smith (Domhnall Gleeson), giovane programmatore di una grande azienda informatica, vince un concorso che gli permette di trascorrere una settimana nella residenza in montagna del suo enigmatico capo, Nathan Bateman (Oscar Isaac). Quando arriva sul luogo, scopre di essere stato scelto per valutare l’intelligenza artificiale di Ava (Alicia Vikander), un androide dalle sembianze umane.
Caleb dovrà stabilire se Ava possiede una vera coscienza, o se si tratta soltanto di una sofisticata simulazione. Tuttavia, nel corso dei colloqui, il confine tra osservatore e soggetto diventa sempre più ambiguo. Ava stupisce il suo interlocutore, dando prova di capacità emotive e desideri di libertà, mentre Nathan si rivela un uomo autoritario e imprevedibile. Un po’ alla volta, l’esperimento si trasforma in un gioco di manipolazione e inganno, in cui nulla è ciò che sembra.
Il film è disponibile su Chili, YouTube e Prime Video.
Da Frankenstein a Ex Machina
Ex Machina, diretto da Alex Garland, si concentra sul rapporto molto attuale tra uomo e macchina, ma anche sulla relazione tra creatore e creatura. In un certo senso, la pellicola può essere considerata come una rivisitazione moderna di Frankenstein ed è possibile stabilire una relazione proprio con l’ultima versione di del Toro.
In entrambe le storie, infatti, è presente uno scienziato geniale e molto determinato, che però si rivela un “padre” inadatto, totalmente incapace di comprendere i bisogni della propria creazione, la quale finirà sempre per ribellarsi. Casualmente, nei due film, il ruolo è anche interpretato dallo stesso attore, Oscar Isaac. Sia il “mostro” che Ava arrivano a odiare colui che ne ha assemblato i pezzi e ne ha permesso l’esistenza, superandone i limiti e le capacità.
In Ex Machina, come in altri film presentati, l’uomo pecca di presunzione e manie di grandezza, illudendosi di poter controllare qualcosa che è distante dalla propria natura e di cui non conosce le reali potenzialità.