Cambio di città, cambio di sguardo
Il viaggio attraverso la città non è solo un cambio spaziale, ma anche l’assunzione di una nuova prospettiva sul mondo, specie da parte di due bambini. Bambini che si fanno ancora i dispetti per chi ha più cibo nella ciotola e che adesso vedono il mondo oltre la coltre afosa del loro villaggio. A Lagos l’aria è diversa e i grattacieli toccano le nuvole.
La regia insegue la luce del sole, per colorare di meraviglia gli occhi dei bambini. Eppure non è un mondo di soli petali, quello là fuori. I soldati si aggirano minacciosi e l’alba di un nuovo spaccato politico si avvicina. Cosa resta di questo viaggio in città? La consapevolezza di ciò che ciò che conta davvero: non dove si è, ma con chi. Il padre è la quercia a cui i bambini si stringono davanti a ogni sussulto dell’animo e tutto può essere sopportabile, anche la disperazione della crescita.
My father’s shadow e Ladri di biciclette
Sembra quasi istantaneo il richiamo al falso movimento di Ladri di biciclette. La camera si abbassa anche qui allo sguardo dei bambini e ama osservarli. Mentre la figura dei padri, così alti e imponenti, si rivelano i più fragili. Quelli dei bambini sono le colonne portanti delle rispettive narrazioni.
I padri compiono impauriti un passo dopo l’altro, verso la possibilità di guadagnare e sostenere la propria famiglia mentre il mondo attorno sembra crollare. L’erranza neorealista di Ladri di biciclette trova un’erede moderno in My father’s shadow. Film in cui a essere compromesso non è solo il futuro economico di questa famiglia, in bilico sulla precarietà del Paese, ma anche la famiglia stessa.
Alla fine, emergeranno numerosi segreti che macchieranno la figura del padre e lasceranno ai bambini l’unica possibilità, lavorativa e valoriale, per il futuro della loro famiglia. Il ricambio generazionale arriva solo alla fine di un film che ha ritagliato un mondo meraviglioso, fatto di odori, spezie, colori e luci, che i bambini notano nel corso del viaggio e da cui partiranno per essere persone nuove, forse, cresciute troppo in fretta.