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Cult Movie

‘Top Gun’: gli anni 80 per eccellenza, nel bene e nel male

Diretto dal compianto Tony Scott, un manifesto degli anni 80 che riesce a mostrare la fragilità del decennio.

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Top Gun: Tom Cruise in una scena del film.

Se si dovesse individuare un film capace di rappresentare gli anni ’80 in tutta la loro essenza, questo sarebbe senza dubbio Top Gun di Tony Scott. È il film per eccellenza quando si pensa all’edonismo reaganiano di quel decennio.

Uscito nel 1986, il film di Scott si colloca in piena epoca di edonismo e di rinnovata fiducia nella potenza americana, allora al massimo del suo splendore. Fu un successo straordinario, tanto da portare a un incremento delle iscrizioni alla marina militare e da riportare in auge il marchio Ray-ban, all’epoca in fallimento. Proprio per questo viene ancora considerato un film dalla forte impronta propagandistica e conservatrice.

Anni ’80: il meglio del Reaganismo 

Per comprendere appieno il contesto, è importante fare un pò di ordine e analizzare il periodo storico in cui è uscito.

Siamo nel decennio del lento declino della Guerra Fredda. La Guerra del Vietnam aveva lasciato ferite profonde nel cuore degli americani e nella gioventù che credeva nella forza del potere USA. Con l’arrivo di Reagan, la cosiddetta “Rivoluzione Reaganiana” mirava a rafforzare l’economia nazionale e a restaurare l’immagine internazionale della potenza americana.

In ambito economico, Reagan dà un taglio alle spese sociali, trasferisce la gestione e le risorse dal pubblico ai privati e incrementa enormemente la spesa militare, con l’obiettivo di riaffermare la leadership americana. Tra questi investimenti rientrava anche il pieno sostegno alle truppe durante la crisi della Libia, avvenuta nello stesso anno.

È in questo contesto che esce Top Gun, nel bel mezzo del conflitto globale, con gli Stati Uniti in prima linea a imporre il proprio ordine. Il film diventa subito un manifesto del decennio: è l’opera con l’estetica più dichiarata e lo spirito più arrogante che gli anni ’80 offrivano, e ancora oggi, a quasi quarant’anni dalla sua uscita, ne rappresenta l’esempio più chiaro. La forza delle immagini, i colori intensi, i chiaroscuri profondi e il calore corporeo dei personaggi rendono visibile la sensualità e l’energia tipiche del periodo.

Top Gun: l'estetica di Tony Scott

Top Gun: l’estetica di Tony Scott.

Tony Scott: sottovalutato e autoriale

Ma Top Gun è solo questo? Analizzandolo più profondamente, emerge che il film nasconde qualcosa di più che semplice propaganda, e questo è merito della grandezza di Tony Scott come autore cinematografico. Pur vivendo all’ombra del fratello maggiore, Ridley Scott, Tony ha trovato una propria voce, realizzando opere dotate di una precisa teoria cinematografica.
Per esempio, Déjà Vu (2006) è un film teorico sull’uso ossessivo del montaggio nel post 11 settembre; Unstoppable (2010) è un testamento cinematografico dedicato alla forza della classe operaia americana.

È proprio da quest’ultima opera che il tema della dedizione lavorativa emerge già all’inizio di Top Gun: la preparazione del volo mostra ogni individuo impegnato a verificare che tutto sia perfetto, un momento di lucidità e precisione rivolto a chi compie un lavoro spesso sottovalutato.

Top gun: Val Kilmer e Tom Cruise in una scena del film.

Top gun: Val Kilmer e Tom Cruise in una scena del film.

Top Gun: Cavalleria moderna nascosta

Il film trasmette un forte senso cavalleresco, inizialmente mascherato dalla rivalità tra i personaggi. Emergono fragilità e valori profondi: onore, rispetto e spirito di sfida reciproca. C’è anche un sottotesto di omosessualità repressa – come sottolineato da Tarantino – che assume la forma di una fratellanza cameratesca, quasi assimilabile al codice dei samurai.

Questa dimensione emerge soprattutto nella scena del beach volley: il machismo e l’estetica degli anni ’80 si fondono grazie alla sensibilità visiva che Scott aveva maturato nei suoi videoclip. La competizione diventa rito, sfida alla pari e momento di coesione all’interno della camerata.

Arroganza estetica ed epica

Ma l’arroganza di Top Gun non si limita ai personaggi: è un’estetica totale.
La si percepisce ovunque – nelle pose, nei corpi scolpiti, nei colori saturi, nei controluci roventi, fino alle sequenze di volo, spesso criticate dai detrattori come puro esibizionismo. In realtà, queste scene non sono solo spettacolo, ma veri esercizi di identità, manifestazioni di una libertà individuale che i piloti cercano di difendere contro ogni vincolo.

Il caso più emblematico è Maverick: figura solitaria, segnata dall’assenza del padre, ritrova nel cielo la sua vera casa e la sua vera “famiglia”, formata dai compagni di volo. Per lui volare non è arroganza, ma un atto di autodeterminazione: essere se stesso, seguire il proprio istinto, affermare la propria indipendenza. E questo slancio individuale, allo stesso tempo impulsivo e cavalleresco, riflette l’essenza più intima della filosofia del personaggio.

Tony Scott racconta così un’estetica epica e cavalleresca nei cieli, ma anche le fragilità di un decennio che mostrava tutta la sua arroganza nei corpi esibiti e seducenti, pur celando emozioni represse in un periodo che richiedeva il massimo da ciascuno. Siamo davanti a giovani con armature di caschi e divise, i cui cavalli sono jet da combattimento, impegnati in una crociata ideale che mostra inevitabilmente le proprie crepe.

Questo è il manifesto di Top Gun: ciò che gli anni ’80 sono stati davvero. E chi lo sottovaluta, finisce per sottovalutare l’intero decennio.

Top Gun

  • Anno: 1985
  • Durata: 109'
  • Distribuzione: Paramount Picture
  • Genere: Action
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Tony Scott
  • Data di uscita: 25-September-1986