Le feste senza fine è il nuovo film di Mauro Santini, in prima mondiale al FilmMaker Festival 2025, tratto da Una storia a fumetti, il progetto che all’inizio degli anni 2000 rivelò il talento di Alessandro Baronciani. Allora il fumettista sperimentava linguaggi lontani dal mainstream, creando albi autoprodotti, fotocopiati e spediti per posta. Il regista sceglie di trasporre questo universo visivo e narrativo in un film che conserva l’essenza genuina dell’autoproduzione, trasformandola in un’esperienza cinematografica sospesa e profondamente emotiva.
Le feste senza fine: un film partecipativo
Il progetto ha un’origine particolare e preziosa. Il film, finanziato da CIPS – Cinema e Immagini per la Scuola, analizza le dinamiche affettive dei giovani contemporanei attraverso il confronto con la graphic novel di Alessandro Baronciani.
Realizzato insieme agli studenti e alle studentesse del Liceo Artistico Mangaroni di Pesaro, Le feste senza fine diventa anche un percorso di educazione alla narrazione visiva e alla comprensione delle emozioni. Questa dimensione partecipata arricchisce il film di una pluralità di sguardi che dialogano con l’opera originale, rendendo l’esperienza ancora più viva e attuale.

La poetica DIY diventa cinema: uno stile che respira con le immagini
Il film, della durata di 56 minuti, adotta uno stile visivo che riflette la delicatezza del fumetto originale. Le inquadrature, essenziali e contemplative, richiamano la struttura delle tavole disegnate. Il film evita ogni forma di ricostruzione nostalgica: la concentrazione è tutta sugli attimi, le sensazioni e i dettagli che rivelano l’identità sentimentale dei personaggi. Per rimarcare il collegamento con il fumetto, viene data importanza alle parole scritte, più coraggiose e intime. Il risultato è un film che sembra muoversi con la stessa naturalezza delle pagine create da Baronciani.
Amicizie e amori: l’energia dei primi anni Duemila
Le feste senza fine racconta il mondo attraverso cui è nato Una storia a fumetti: studenti fuori sede, amicizie che si costruiscono attraverso la condivisione e gli spazi improvvisati, amori fragili, fanzine distribuite nei bar, dischi autoprodotti come biglietti da visita di un’epoca. E di se stessi. Il film cattura lo spirito di una generazione che cresceva tra incertezze, sperimentazioni e desiderio di trovare un posto nel mondo. Che conosceva l’attesa dell’incontro, la lentezza di un tempo che sembra non passare. È un viaggio emotivo che restituisce la freschezza dei vent’anni senza idealizzarla.

Un’opera imperdibile per chi ama il cinema indie italiano e il fumetto d’autore
Con la sua forma leggera ma densa di significato, Le feste senza fine è un film che parla a chi ama le storie intime, le immagini che respirano e la creatività nata nell’intimità della propria camera. Un’opera capace di intrecciare passato e presente, memoria e crescita, l’eredità di un fumettista e il bisogno contemporaneo di raccontarsi attraverso nuovi linguaggi.