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Interviews

‘Un professore 3’: intervista a Nicolas Maupas e Damiano Gavino

Manuel e Simone crescono, cambiano e si confrontano con sé stessi. Gli attori rivelano com’è stato tornare sul set per una stagione che promette nuove sfide.

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Damiano Gavino e Nicolas Maupas sono diventati, stagione dopo stagione, una delle coppie più amate e seguite della fiction italiana contemporanea. Il loro legame sullo schermo – intenso, autentico e in continua evoluzione – ha conquistato il pubblico più giovane ma anche quello adulto, trasformando i personaggi di Manuel e Simone in veri e propri simboli di una generazione in cerca di ascolto, rappresentazione e identità.

La terza stagione di Un Professore, prodotta da Rai Fiction e Banijay Studios Italy, è stata presentata ufficialmente nell’ambito di Alice nella Città, la sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma dedicata alle nuove generazioni.
Durante la conferenza stampa, il cast e la produzione hanno rinnovato il loro impegno nel portare avanti un racconto sensibile, autentico e inclusivo, capace di affrontare con delicatezza e profondità temi essenziali come l’identità, le relazioni affettive e la complessità dell’adolescenza.

Un ritorno molto atteso 

Con il ritorno su Rai 1, Un Professore si conferma come una delle produzioni seriali più riuscite e seguite degli ultimi anni. Accanto alla figura centrale del professor Dante Balestra, interpretato da Alessandro Gassmann, il racconto continua a muoversi attorno ai percorsi paralleli ma intrecciati di Manuel e Simone: due adolescenti diversi per indole e storia personale, ma uniti da un legame profondo che, con il corso del tempo, cresce, cambia e si rafforza.

In occasione del lancio della terza stagione, abbiamo incontrato Damiano Gavino e Nicolas Maupas che ci hanno raccontato qualche curiosità su questa nuova stagione e sui loro personaggi.

Foto di Cristina Oi

Nicolas Maupas e Damiano Gavino

Nicolas, come descriveresti Simone in questa nuova stagione con tre aggettivi?

Quasi maturo, se può essere un aggettivo, Balestriano, perché è sempre Simone Balestra e sereno ma non troppo.

Tu Damiano, invece come descriveresti Manuel in questa stagione con tre aggettivi?

Direi irrazionale – e per questo lo invidio – comprensivo e sempre un po’ matto. Io lo preciso sempre perché Manuel ha sempre una scintilla di follia che lo aiuta tanto a prendere delle decisioni.

Come pensi sia cambiato Simone dalla prima alla terza stagione? Che tipo di evoluzione ha vissuto?

Sicuramente un po’ di cose sono cambiate forse anche il rapporto con il padre Dante.
Simone ha sfondato questo muro che si era costruito da solo, è più disposto al dialogo e quindi anche come figlio sta crescendo.

E per quanto riguarda Manuel? Qual è il cambiamento più evidente in lui in questa nuova stagione? E cosa possiamo aspettarci dal suo rapporto con Nina?

Posso dire che Manuel, anche quest’anno, farà un enorme percorso di crescita personale: dovrà fare i conti con se stesso e con le persone che lo amano. Quello che posso dire è che la cosa che è cambiata di più, dalla prima alla terza stagione, è che prima cercava di essere – e sembrare – più grande di quello che era, e soprattutto tendeva a mettersi in situazioni che una persona più adulta avrebbe gestito con maggiore lucidità. Invece, quest’anno, si è lasciato andare di più alla sua età, per vivere le esperienze tipiche di un ragazzo come lui. Sul rapporto con Nina ci saranno tante novità ma non posso spoilerare niente di più. 

Qual è stata la scena più bella e memorabile che avete girato durante le riprese di questa terza stagione, o più in generale nel corso delle tre stagioni di Un Professore?

Damiano : Io potrei dire la storia del collo, perché mi si è bloccato il collo, ho fatto una scena così. Quella è stata sicuramente la più memorabile.
Secondo me la individuerete anche nel corso degli episodi.