Durante una serata culturale al Must, il museo storico della città di Lecce, dedicata al pittore Edward Hopper, un ragazzo si distingue dalla folla. Si tratta di Tommaso: sulla trentina, giacca a quadri, capelli riccioluti e occhiali spessi. Guarda i presenti che si abbuffano, ingurgitando ogni tipo di bevanda e dando poca attenzione all’arte per cui dovrebbero essere lì. Il ragazzo osserva attentamente i dettagli del dipinto, Le undici di mattina: un soggetto femminile sulla poltrona che guarda dalla finestra, che sembra felice ma anche molto triste. Scorge accanto a lui una presenza che lo colpisce per l’intensità dello sguardo; una ragazza minuta, con capelli sciolti, neri, dalla mise elegante, che porta però delle Dr. Martens, con un evidente taglio alla punta del piede destro. Entrambi sembrano chiedersi il significato di quella decisione di Hopper, così spensierata nei confronti della vita, eppure così esistenzialmente tragica. Tommaso scruta attentamente la ragazza e viceversa mentre formulano le ipotesi più disparate: dall’aborto, all’imminente tentativo di suicidio. Rimangono con questo dilemma per tutta la serata. Si presentano: Sara e Tommaso.
È venerdì ed è il giorno della serata jazz al Caffè Letterario. La ragazza di Tommaso ci tiene tanto, più per ubriacarsi che per vedere l’ennesimo rifacimento di Billie Holiday da musicisti e cantanti di dubbio gusto. Sabrina ha un problema con l’alcol, Tommaso lo sa e tenta in tutti i modi di farglielo presente, ma con tatto: mai dire a un alcolista che è un alcolista anche se è la verità, e Tommaso lo sa bene. Appena entra nel piccolo atrio del locale che fa da sfondo al palchetto della band, intravede già da lontano Sabrina che gesticola in maniera troppo vivace. È accompagnata dai suoi fedeli amici che Tommaso odia: un professore saccente, un giornalista fascista che finge di essere neutrale, e un ex cantautore locale che scrive libri per bambini. Hanno sempre con lui un atteggiamento finto, sorrisi stretti, maschere sociali pronte a “tagliare” su di lui in qualsiasi occasione. Ma sono gli amici di Sabrina, e un’altra cosa che ha imparato della sua ragazza è non contraddirla mai in merito a vizi e compagnie. È stranamente affettuosa quella sera, forse troppo; bacia Tommaso quasi a volerlo consumare, traballa visibilmente, barcolla emettendo versi strani, e inalando tutte le preoccupazioni del suo ragazzo: litri di alcol già ingeriti. Lo prende prepotentemente per mano, quasi non si salutano. Sabrina ci tiene a presentargli una persona, sua sorella. Effettivamente, pensa Tommaso, in tre anni non ha mai conosciuto sua sorella. Sabrina l’ha sempre dipinta come una con la testa fra le nuvole tra un passato di tossicodipendenza e il suo sogno di scrivere per il cinema. Vedendola da dietro, mentre ondeggia ascoltando la musica della band, sembra corrispondere all’identikit di Sabrina: tennent’s in una mano e sigaretta nell’altra. Ma una volta voltatasi verso di lui, in quel momento il tempo sembra fermarsi per entrambi.
La mente, i loro ricordi, sono tornati alla serata di Hopper, a Le undici di mattina , e a quella donna alla finestra. Tommaso fa finta di nulla alla presenza della sua ragazza e dei presenti, e anche Sara fa lo stesso, salutandosi come non si conoscessero. Spostandosi al bar, mentre la comitiva discute troppo vivacemente di Palestina e Fedez, Tommaso non riesce a togliere gli occhi di dosso a Sara e nemmeno lei a lui. Dopo una discussione con la sorella visibilmente incattivita e alterata dall’alcol, Sara, risentita, ne approfitta per andare fuori a fumare. Tommaso non ci pensa due volte a seguirla. Condividono all’aperto una sigaretta anche se Tommaso non fuma. Lì, fuori all’aperto, il ragazzo ha una sensazione che non avvertiva da molto; quei silenzi che fanno stare bene, quelle discussioni sulla vita e sull’esistenza che aveva bisogno di condividere con qualcuno. Sara lo guarda, e lo bacia, lo riguarda e se ne ritorna dentro. Tommaso è stupito, la segue.
Una settimana dopo è costretto ad assistere ad una serata karaoke organizzata da Sabrina, nella sua casa di famiglia. Dovrebbe incazzarsi per la perenne ubriacatura della sua ragazza, o forse per aver stuprato musicalmente Superstition di Stevie Wonder. Ma non è quello a cui Tommaso sta pensando. Ci sarà anche Sara in quella casa? Starà dormendo o forse starà in giro col suo ipotetico ragazzo? Tommaso si allontana con la scusa di andare in bagno, perlustra casa ed entra in una stanza, si sofferma davanti ad uno scaffale pieno di libri, ne sfoglia qualcuno prima interessarsi al Normal People di Sally Rooney. Sara inaspettatamente entra nella stanza facendo sobbalzare Tommaso, il libro che tiene in mano cade a terra; entrambi si precipitano a raccoglierlo, sfiorandosi il naso. Ricomposti e ad opportuna distanza, i due condividono un po’ delle loro vite. Il libro che Tommaso sta scrivendo su due lesbiche, il lavoro da segretaria di edizione di Sara, sottopagato. Il ragazzo si avvicina di più a lei. Le rivela che da giorni pensa a quel bacio innocente che si sono dati qualche sera prima. Sara annuisce, abbassa la testa, lo guarda dicendogli che anche per lei è lo stesso. La ragazza sia avvicina, e gli sussurra che nessuno lo verrà mai a sapere. Si scrutano con sospetto e con desiderio. Si baciano intensamente fino a consumarsi le labbra.
Sara e Tommaso iniziano una relazione clandestina. Generalmente si vedono nella casa estiva dei genitori di lui, o nei cinema d’essai dove proiettano film restaurati della Nouvelle Vague che però i due ragazzi vedono appena, intenti a fare sesso nelle retrovie buie della sala. Se all’esterno Tommaso ha una love story, seppur segreta, che lo appaga e lo rende felice, la vita di tutti i giorni con Sabrina è diventata sempre più tossica e insopportabile. La ragazza è incredibilmente violenta nei suoi confronti, insicura per l’amore di Tommaso, e isterica per ogni cosa insignificante che il ragazzo fa, a cui si aggiunge una dose sempre più massiccia di alcol e la new entry della cocaina. Tommaso sa che dovrebbe lasciarla e andare da Sara, l’amore della sua vita. Ci sono però diversi fattori che lo fanno desistere e resistere. La sua perenne sindrome da buon samaritano gli impedisce di abbandonare persone in crisi e in difficoltà. Ma è una falsa motivazione con cui mente a se stesso. Tommaso forse non riesce a lasciare Sabrina per questo perverso meccanismo relazionale in cui è dentro. La clandestinità, la segretezza della sua relazione, aumenta e consolida la sensazione di appagamento. Sarebbe ancora così una volta che Sara non fosse più una fantasia ma la sostituta di Sabrina? Perché il segreto è bello quando è un gioco, ma quando uno dei due si innamora e vuole di più, qualcosa si rompe e nasce il dolore.
Sara lo sa bene, e vedere baciarsi come due fidanzatini innamorati Tommaso e Sabrina, strusciarsi nella loro casa estiva in pieno luglio, alla presenza dei loro amici e col sottofondo di chitarre che tentano di riprodurre una versione di diversi cult di Lucio Dalla, è proprio la comparsa di un dolore che Sara vuole evitare. Che la fa stare così male da consumarla. Perché Sara sa di non essere nulla per Tommaso o non abbastanza, mentre ciò che vuole soprattutto è essere amata. Il confronto disperato e urlante alle quattro di notte sulla spiaggia di Otranto pone fine a un sogno disperato, alla magia romantica tra Sara e Tommaso.
Sono passati già due mesi e non si sentono e vedono più, mentre continua per inerzia la relazione con Sabrina. Il rapporto con Tommaso è diventato sempre più violento e ossessivo; molto spesso durante l’amplesso il ragazzo viene picchiato da Sabrina, o, viceversa, la ragazza vuole che Tommaso la picchi per sentire qualcosa.
Un rapporto arrivato all’apice tossico culminato un anno dopo nella distanza, la rabbia e l’inesorabile fine. Ora Tommaso ha la barba, ha perso una decina di chili, e lavora in un ufficio come contabile senza alcuna passione, e voglia di vivere. Le sue serate le passa su Netflix guardando la serie del momento e scolandosi sul divano della sua camera vari tipi di alcolici. Sara invece non è più la ragazza insicura di un tempo. Ha un’acconciatura diversa, un taglio più corto, convive con Marco, un pittore che la ama e la rende sicura rispetto alle proprie fragilità. Mentre si guarda allo specchio per truccarsi, dopo brevi effusioni col suo ragazzo, Sara cambia espressione, ha lo sguardo perso. Controlla ripetutamente il telefono.
Sono le 11 di mattina, a Lecce in piena estate fa caldo, un caldo insopportabile e fare colazione al Bar Rudie di questi tempi sembra una prova ardua da superare. Ma in quell’istante Sara e Tommaso, ora che sono di fronte e che si guardano e si scrutano, sentono incredibilmente freddo. Un freddo che non avevano mai provato nel loro rapporto. Parlano degli ultimi anni senza vedersi, di come vanno le loro vite. Entrambi mentono su alcune cose, e sono sinceri su altre. Si chiedono se poteva andare diversamente tra di loro se solo si fossero scelti senza farsi scegliere. Sono impassibili, non si dicono più nulla. Il ragazzo finisce il suo cappuccino, la ragazza la sua sigaretta.
Tommaso guarda il treno sfrecciare in attesa di prendere quello giusto, il suo sguardo è rivolto al cellulare. Lo spegne e sale sul treno. Sara è nuda sul divano mentre Marco la bacia su tutto il corpo, nudo pure lui. Mentre iniziano a fare sesso, Sara guarda in direzione del corridoio soffermandosi su un quadro che è appeso vicino all’ingresso: Le undici di mattina di Edward Hopper. Sorride, ma sopraggiunge subito dopo un’espressione di tristezza. Ora Sara si fa prendere dall’atto sessuale, dal desiderio, dall’amore.