Si è conclusa a Roma la quattordicesima edizione de Lo Spiraglio Filmfestival della salute mentale. Diretto da Federico Russo per la parte scientifica e da Franco Montini per quella artistica.
Il festival è stato organizzato da ROMA CAPITALE e dal Dipartimento Salute Mentale della ASL Roma 1 in collaborazione con il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo. A cento anni dalla nascita di Franco Basaglia, Lo Spiraglio si è confermato come appuntamento immancabile per capire, pensare e conoscere a fondo il mondo della salute mentale.
Lo Spiraglio Film Festival: edizione 2024
Al centro della kermesse la persona e non la malattia così come fra i temi dei ventitrè film presentati. Si aggiungono due film fuori concorso. Una versione integrale di E tu slegalo, di Maurizio Sciarra, dedicato al centesimo compleanno di Franco Basaglia. Seguito da una anteprima assoluta di Lo Spiraglio, un corto prodotto dal festival. E poi quattro film che hanno concorso al premio SAMIFO e otto lungometraggi e altrettanti corti valutati da una doppia giuria di critici, esperti, utenti e operatori.
Nel Focus sulla salute mentale in carcere, lo scorso 3 aprile sono stati scelti alcuni film che hanno aperto la manifestazione nella Casa circondariale di Regina Coeli. Tra questi Indipendenza da gioco di Benedetto Alessandro Sanfilippo e Kvara. Una storia d’amore e di pallone di Raffaele Iardino e Mario Leombruno sono stati presentati ai detenuti.
La massima affluenza per Felicità, opera prima di Micaela Ramazzotti, che ha raccontato in un dibattito dedicato alle famiglie disfunzionali, il dramma di figli su cui si riversano i fallimenti dei genitori.

Tutti i premi
A Matteo Garrone è andato il Premio Speciale “Lo Spiraglio Fondazione Roma Solidale Onlus 2024”. Invece, il Premio “Premio Luciano De Feo” è stato assegnato a Salvate dai pesci. Racconti dalla sezione femminile di Rebibbia di Stefano Corso. Il Premio “Fausto Antonucci” di 1.000 euro al miglior cortometraggio è andato a Wings di Fivos Imellos. Con il passo del thriller, i dialoghi ritmati e una camera sempre mobile, Wings trascina nella trama prima ancora di iniziare a parlare di salute mentale. È solo dopo aver consentito la piena immedesimazione dello spettatore nella vicenda che è possibile scoprire cosa significhi vivere nella condizione dei protagonisti.
Miranda’s Mind di Maddalena Crespi ha, invece, ricevuto una Menzione speciale. Inoltre, il Premio “Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre” di 1.000 euro al miglior lungometraggio è di Anna di Marco Amenta. Quest’ultimo ha saputo raccontare una particolare condizione mentale con gli strumenti del cinema moderno. Il tutto evitando il ritratto della condizione della protagonista come uno svantaggio. Bensì, l’ha ribaltata nel racconto di una determinazione fuori dal comune per una causa universale.
Ma non finisce qui: il Premio SAMIFO di 1.000 euro assegnato da una giuria dedicata, ha decretato che il film che meglio ha raffigurato gli aspetti legati alla transculturalità e alla vulnerabilità delle persone migranti è stato Trascendence: A Journey of Hope and Healing di Jane C. Wagner e Tina di Feliciantonio. Ha saputo ritrarre il trauma di quattro persone che hanno sofferto torture e hanno potuto scappare dai loro paesi di origine per essere finalmente assistiti nel centro Bellevue di New York. Dopo anni di trattamento psichiatrico sono voci essenziali nella lotta contro la tortura e gli abusi. Sono le voci di Souleymane dal Tchad, Kalsang dal Tibet, Kadijatu di Sierra Leona e Donrodge dalla Jamaica.
Infine, Menzione speciale per My name is Aseman di Ali Asgari e Gianluca Mangiasciutti. Richiama con efficacia l’attenzione dello spettatore sulla vita quotidiana dei migranti, e tra essi le vittime di tortura tra dinamiche di accettazione e di rifiuto.