Sacrificio, sudore, tenacia, competizione, dominio, re. Queste sono solo alcune parole usate per descrivere l’incredibile carriera di uno dei più grandi tennisti della storia. La nuova docuserie targata Netflix in uscita il 29 maggio non si incentrerà solo sulla carriera tennistica di Rafael Nadal, ma anche sullo sforzo fisico a cui il suo corpo è stato sottoposto in quegli anni, sui limiti che il tennista spagnolo ha dovuto superare. La serie ripercorre tutte le fasi della sua vita sportiva, dai primi approcci con la racchetta all’età di tre anni fino all’ultima partita da professionista nel novembre 2024. Tuttavia, il vero fulcro narrativo è proprio quell’ultimo anno, segnato dagli infortuni, l’arrivo della paternità e un inevitabile confronto con il tempo.
Uno degli elementi più forti è il racconto del tour d’addio al Roland Garros, il torneo che ha definito la leggenda di Nadal. Qui, dove ha costruito un record quasi irripetibile, con 14 titoli e un record di 112-4, arriva anche la fine, con la sconfitta contro Alexander Zverev al primo turno. La serie mette in scena una narrazione più umana che sportiva, in cui l’endurance fisica la fa da protagonista tanto quanto i trionfi.
Secondo la produzione:
“Il suo ultimo avversario non è un rivale in campo, ma il suo stesso corpo.”
Con 22 titoli Slam, 36 Masters 1000 e l’oro olimpico in singolare a Pechino nel 2008, Rafael Nadal verrà ricordato come uno dei più incisivi tennisti della storia. Protagonista di gigantesche imprese sportive, come la vittoria dell’Australian Open 2022 contro Daniil Medvedev in una meravigliosa finale, dopo essere stato sotto di due set, a 45 giorni dal rientro da un infortunio che poteva costargli la carriera. Bisogna ricordare le grandi rivalità con Federer e Djokovic, che saranno presenti nella docuserie con interviste inedite. Ma il tennis non ha mai abbandonato Nadal, neanche dopo il ritiro. Dal 2016, infatti, nell’isola di Maiorca, è nata la Rafa Nadal Academy, che raccoglie ragazzi e adulti di tutto il mondo, con programmi d’allenamento di altissimo livello, e istruttori e personale d’élite.
Dietro la realizzazione di RAFA c’è un team creativo di altissimo livello, a partire dalla regia affidata a Zachary Heinzerling. Già noto per lavori acclamati come Cutie and the Boxer e Gioventù rubata, Heinzerling porta un approccio autoriale che raramente si vede nei documentari sportivi più tradizionali, trasformando la storia di Nadal in un racconto quasi cinematografico.
La produzione è curata da Skydance Sports, con figure di primo piano come David Ellison, Jesse Sisgold, Jason Reed e Jon Weinbach. Questo studio si è ormai affermato come uno dei principali produttori di contenuti sportivi per Netflix.
Nel solo ultimo anno, Skydance Sports ha realizzato titoli di rilievo come America’s Team: I Dallas Cowboys di Jerry Jones, WWE: Unreal ed ELWAY, tutti candidati agli Sports Emmy. A questi si aggiunge AKA Charlie, che oltre alla nomination agli Emmy ne ha ottenuta anche una ai PGA Awards. Questo track record dimostra come RAFA non sia un progetto isolato, ma parte di una strategia più ampia che punta a ridefinire il documentario sportivo, elevandolo a prodotto culturale di alto livello.
Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, Netflix sta spingendo la serie non nella categoria degli Sports Emmy, ma direttamente ai Primetime Emmy Awards. Questo significa competere nelle categorie più prestigiose, come Miglior Serie Documentario, Regia, Montaggio, Fotografia, Suono e Colonna Sonora. Anche la lingua gioca un ruolo importante: essendo principalmente in spagnolo, la serie potrebbe diventare uno dei primi progetti non in inglese a ottenere una nomination in una categoria così rilevante. Infine, anche la data di uscita — il 29 maggio 2026 — non è casuale. Il debutto arriva in pieno svolgimento del Roland Garros, uno dei momenti più iconici del tennis mondiale. Questa sincronizzazione amplifica l’impatto mediatico della serie, creando un legame diretto tra il racconto e l’attualità sportiva.