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Ca’ Foscari Short Film Festival

‘Chai – Coffi’: prendere in mano la propria vita

Al Ca' Foscari Short Film Festival 2024 arriva 'Chai - Coffi' di Sanjoli Malani, cortometraggio che racconta l'indipendenza femminile da una prospettiva originale

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Il Ca’ Foscari Short Film Festival torna a far parlare di sé con proiezioni imperdibili di cortometraggi ideati da giovani talenti internazionali. In quanto dedicato alla multimedialità da una prospettiva globale, la kermesse non finisce di stupire con progetti interessanti e sentiti. Tra questi, Chai – Coffi di Sanjoli Malani, studentessa della London Film School. Diretto in lingua hindi, il corto è stato portato a termine nel 2023 in stretta collaborazione tra India e Regno Unito.

Chai – Coffi: di cosa parla

La casalinga Lata (Chhaya Kadam) lascia la sua comfort zone, ovvero il villaggio, per dirigersi verso la regione del Kerala, alla ricerca di una piantagione di tè presente in una sua fotografia. Affronta un viaggio che funge sia da mezzo di emancipazione personale che di commiato al  marito defunto. Lungo il percorso, Lata deve affrontare molti problemi e momenti di scoraggiamento. La tentazione di tornare indietro l’accompagna sempre, ma l’amicizia di una coraggiosa e atipica ragazzina, Mira (Shivanya Lachu), l’aiuterà in questa difficile esperienza.

Si tratta di un viaggio intrapreso per ritrovare sia una persona venuta a mancare che la propria identità, oltre i limiti imposti da sé stessi e dalla società. Un cortometraggio che dovrebbe essere visto almeno due volte: la prima per apprezzare la sottile complessità di ciò che non viene esplicitato, la seconda per apprezzare la vivacità e i colori che caratterizzano l’India meridionale. Durante quest’avventura, Lata porta con sé un thermos con del caffè caldo, che rimanda al titolo. E, non a caso, Chai – Coffi si presenta come un’opera che può scaldare il cuore, come una buona bevanda calda.

In viaggio per la propria libertà

Oltre l’enorme differenza di età, Lata e Mira rappresentano due mondi totalmente diversi. La prima vive per la famiglia, chiusa nella bolla del ruolo di casalinga. Non ha né sogni né aspettative, ma molte difficoltà ad affrontare il caos del mondo reale, distante dalla sua quotidianità. Mira, invece, è intraprendente e ha un forte spirito di sopravvivenza. Nonostante sia così giovane, sembra già in grado di affrontare il mondo da sola. A Lata manca  l’indipendenza che distingue Mira e, grazie a lei, scopre desideri e aspetti di sé che aveva a lungo represso.

La vita di Lata ha sempre ruotato intorno ai doveri famigliari e materni. In quanto donna, deve sottostare non solo al suo ruolo sociale e a chi la circonda. Non può prendere iniziative senza consultarsi col figlio, con un qualsiasi altro parente o sconosciuto, in particolare se uomo. Nel momento in cui lei si distacca dal nucleo familiare patriarcale, si rende conto che c’è molto di più al mondo della sua passività. Può esplorare, scoprire, conoscere e farsi ispirare dal brivido avventuriero. Perso il marito, Lata ritrova sé stessa.

Una storia di indipendenza femminile

“Chai” (té) e “coffi” (caffè) sono due bevande tipiche indiane, solitamente offerte agli ospiti. Il marito di Lata adorava il chai – e lei? Le piaceva davvero o preferiva il coffi, ma non aveva mai detto nulla perché era suo dovere pensare prima ai bisogni del compagno? Il titolo Chai – Coffi riprende la dicotomia “questo o quello”, perché Lata ha sempre dovuto fare una scelta binaria, “o sé stessa o la sua famiglia”. Stavolta, Lata sceglie di mettersi al primo posto e, di fatto, porta con sé del coffi, ovvero la bevanda che ha sempre preferito.

In quest’avventura, abbiamo la sensazione che Lata sia alle prese con sé stessa per la prima volta, come se non si fosse mai conosciuta sul serio. Si dà il permesso di godere di ciò di cui si è sempre privata, affrontando la vita con la naturalezza e la gioia di una ragazzina. Proprio come Mira. Di conseguenza, le piccole cose della vita non si limitano più ad essere obblighi sociali, ma diventano azioni per sé stesse. Beve il caffè e gode del paesaggio da sola perché lo vuole, e parla con il mondo perché non deve pensare più agli altri.

Inizi promettenti

Nonostante sia il frutto di una studentessa, il cortometraggio firmato Sanjoli Malani promette molto bene. Il corto presenta una grande maturità tecnica, capace di giocare con l’immaginario culturale e naturale indiano. Chai – Coffi gioca anche con le angolazioni e i colori, dando vita a una storia vivace e coinvolgente. Non manca la malizia dell’implicito, delle sottigliezze nascoste che incarnano messaggi forti e toccanti.

Chai – Coffi narra non soltanto l’inizio di una nuova vita per Lata. Si presenta piuttosto come uno sguardo verso le nuove generazioni che, partendo da storie intime, riescono a raccontarne di globali e intergenerazionali.

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Chai - Coffi

  • Anno: 2023
  • Durata: 22'49''
  • Nazionalita: Regno Unito/India
  • Regia: Sanjoli Malani