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Jonathan Demme: non solo ‘Il silenzio degli innocenti’

Il talento visivo di uno dei registi più importanti del panorama cinematografico

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Jonathan Demme si è spento il 26 aprile 2017 a 73 anni e il mondo del Cinema ha perso un grande regista e innovatore. Il 22 Febbraio avrebbe compiuto 80 anni ed è giusto ricordare cosa ha rappresentato e rappresenta ancora l’opera del geniale regista.

Anche se la maggior parte di noi lo ricorda per aver diretto Il silenzio degli Innocenti nel 1991, uno dei i più bei thriller di sempre,  la carriera di Demme non si può ridurre soltanto a quello che fu il suo capolavoro assoluto.

Dagli inizi low budget dietro la corrente di Roger Corman, fino alle opere che lo hanno consacrato come uno dei registi più eclettici, versatili e visionari del mondo, tanti sono gli spunti di innovazione forniti dal cineasta statunitense.

Nel 1991 ottiene il plauso di pubblico e critica per aver diretto  Il silenzio degli innocenti, con il quale si aggiudica il Premio Oscar come miglior regista e l’Orso d’argento per il miglior regista al Festival internazionale del cinema di Berlino.

Ma nonostante i premi ricevuti non ha mai perso il contatto con le sue radici nei film di serie B, tenendo bene a mente il consiglio di Corman di mantenere l’occhio dello spettatore sempre eccitato e stimolato.

Varietà di film

Se nel film-concerto sul gruppo rock post-punk Talking Heads ( Stop Making Sense (1984)  scuoteva gli stilemi estetici commerciali dell’epoca MTV, usando  inquadrature lunghe e centrate sui musicisti sul palco, nel thriller hitchcochiano Qualcosa di travolgente (1986) con Melanie Griffith e Jeff Daniels,  richiamava atmosfere noir anni 40 e tematiche da giallo voyeuristico aggiungendo una forte connotazione pop. Nel dramma sull’Aids Philadelphia (1993) ha poi condotto all’Oscar un immenso Tom Hanks con una parabola su orientamento sessuale, discriminazione, mobbing, malattia.

Energia, pathos, personalità. I suoi personaggi oscuri e solari, normali o anticonvenzionali si impossessavano dei film facendoli propri. Un’umanità varia osservatrice e uditrice di comportamenti umani.

Impatti

Grande l’effetto provocato sul Cinema e su illustri colleghi. Il geniale regista Paul Thomas Anderson (Magnolia, Il Petroliere, Il filo nascosto) affermò che l’ artista che lo aveva  influenzato di più in assoluto  era stato proprio Jonathan Demme, soprattutto per il suo Boogie Nights.

All’Austin Film Festival del 2015, Anderson chiese a Demme del suo marchio di fabbrica, l’uso della “camera soggettiva” una tecnica in cui un film mostra esattamente ciò che si trova nel punto di vista dell’attore, spesso seguito o preceduto dall’attore che guarda direttamente nell’obbiettivo. Demme ha usato magistralmente questo linguaggio specialmente in Qualcosa di travolgente e ne Il silenzio degli innocenti.

Si vuole che il pubblico sia nei panni del personaggio – spiegò Demme.Più il pubblico si trova nei panni del personaggio, più si interesserà a ciò che sta accadendo”.

Anni 90

Philadelphia mostrò con ferocia e umanità insieme  l’AIDS facendo comprendere la vera portata della malattia.

Il thriller / horror Il silenzio degli innocenti (1991) gli diede il primo  successo al botteghino dopo quasi due decenni di carriera e gli fece vincere l’Oscar per la miglior regia.

Ma non furono i brividi della storia ad attrarre quanto un’alchimia creata sul set: quella fra Anthony Hopkins e Jodie Foster. Il silente ma potente legame tra l’agente dell’FBI Clarice Starling (Jodie Foster) e il suo macabro mentore, il serial killer Hannibal Lecter (Anthony Hopkins), conferì al film la sua portata storica e iconica.

Lo sceneggiatore Ted Tally dichiarò che il film “aveva infranto tutte le regole” perché era un horror “parlato” e “intellettuale” e aveva una donna nel ruolo principale. Demme insistette su tecniche come la rottura della quarta parete, girò in visione notturna , bloccò Clarice (e tutti noi) nella casa dell’assassino Buffalo Bill giocando con la linea degli occhi per stabilire il modo in cui pubblico deve vedere ciascuno dei suoi personaggi.

Demme ha più volte dichiarato di essere sorpreso come tutti del successo de Il silenzio degli innocenti. Il film è stato il terzo nella storia a vincere tutti e cinque gli Oscar principali; ha guadagnato più di 240 milioni di dollari in tutto il mondo e la sua influenza ha trascinato il genere thriller su un altro binario.

Il dopo Lecter

Ammise più volte che il successo di questi due film aveva cambiato la sua carriera in positivo ma anche in negativo.

Emoziona con Rachel sta per sposarsi (2008), un dramma familiare  legato ai ricordi dell’alcolismo della madre del regista, Dorothy, e che aveva come protagonista Anne Hathaway poi candidata agli Oscar e ai Golden Globe. Una donna esce dalla clinica per partecipare al matrimonio della sorella. Ed è il caos. Girato con telecamere a mano (le videocamere sono state messe anche nelle mani delle comparse che interpretavano gli invitati al matrimonio, e le loro riprese sono state inserite nel film) con improvvisazioni musicali, il film convinse la critica.

Qual è la formula per fare un Gran Film? gli chiese un giornalista del The Guardian nel 2008. 

“Prendi una buona sceneggiatura, dei buoni attori e cerca di non sbagliare” fu la sua risposta. Ampiamente da lui confermata.

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