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Alexei Navalny è morto in carcere all’età di 47 anni

Alexei Navalny, il principale oppositore politico di Putin, protagonista dell'omonimo documentario premiato con l'oscar, è stato dichiarato morto dalle autorità penitenziarie russe

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Alexei Navalny, leader dell’opposizione russa e protagonista del documentario omonimo Navalny, vincitore del premio Oscar nel 2022, è morto oggi in carcere. Questo secondo quanto riportato dal servizio carcerario statale russo.
L’Associated Press ha riferito che il servizio carcerario federale russo ha dichiarato in un comunicato che Navalny “si è sentito male dopo una passeggiata venerdì e ha perso immediatamente conoscenza”. I servizi di emergenza sono arrivati e hanno cercato inutilmente di rianimarlo. Non si hanno al momento altre notizie riguardo le dinamiche che lo hanno portato al decesso.
La portavoce di Navalny, Kira Yarmysh, ha dichiarato su X di non aver ancora ricevuto conferma della sua morte:

“L’avvocato di Alexey è attualmente in viaggio verso Kharp. Non appena avremo informazioni, ne daremo notizia”.

Considerato uno dei più duri critici di Putin, Navalny è stato trasferito alla fine dello scorso anno in una colonia penale artica, una delle carceri più dure della Russia. Stava scontando una condanna a 19 anni con l’accusa di estremismo. Si trovava in carcere dal gennaio 2021, quando era tornato in Russia dopo essersi ripreso dall’avvelenamento da agente nervino in Germania. Aveva accusato Putin dell’avvelenamento ed era stato immediatamente arrestato al suo ritorno. Nel corso della sua carriera, Navalny ha organizzato proteste di massa contro il Cremlino e si è candidato per cercare di attuare riforme contro la corruzione nel governo.

Il suo avvelenamento è stato il tema del documentario Navalny di Daniel Roher del 2022. Le riprese sono iniziate dopo l’uscita dal coma del politico e sono proseguite fino al suo arresto nel gennaio 2021. Il film è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival, dove ha vinto il premio del pubblico, vincendo poi l’Oscar per il miglior documentario. A Navalny sopravvivono la moglie Yulia Navalnaya, la figlia Dasha e il figlio Zakhar.

Di seguito il link al trailer del documentario:

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