fbpx
Connect with us

Reviews

‘Aquarius’ la lotta di Clara contro la cancellazione della memoria

Un film che racconta il Brasile odierno, con al centro una donna in lotta contro le speculazioni politiche ed edilizie che stanno cancellando la storia di un enorme paese.

Pubblicato

il

Cannes, esterno-giorno. È il 17 maggio 2016, e uno sparuto gruppo di persone, composto da donne e uomini, è in posa sulla scalinata di rosso ammantata per gli scatti dei fotografi.

Tirano fuori dalle loro tasche dei piccoli cartelli. Sono scritti in diversi idiomi (inglese, francese, portoghese), e li mostrano, con fierezza, alla massa di gente che li circonda e agli obiettivi delle telecamere e dei fotografi.

Questo piccolo gruppo è il cast artistico di Aquarius. È una pellicola brasiliana presentata in anteprima al 69º Festival del cinema di Cannes, e sta protestando contro il golpe che sta avvenendo in Brasile.

Contro la Presidentessa Dilma Rouseff e la fragile democrazia. “A coup took place in Brazil”, è vergato in uno dei cartelli mostrato dalla giovane attrice Julia Benat, e che la “storica” Sonia Braga aiuta a innalzare più in alto.

Passato e presente insieme contro il ritorno del fantasma della repressione. Sono queste le prime immagini “cinematografiche” che gli spettatori (del mondo) hanno visto. Prime sequenze di contestazione dal vero, che però sono una casuale quanto adatta “coda” post credits del film di resistenza di Kleber Mendonça Filho.

E che la Teodora Film ha avuto il coraggio di distribuirlo in Italia.

Clara esce rinforzata dall'Oceano

Aquarius, la trama

Clara (Sonia Braga), è l’ultima inquilina di un edificio soprannominato “Aquarius”. Sebbene il palazzo sia ormai in rovina, Clara si rifiuta di vendere il proprio appartamento all’impresa di costruzioni che intende demolirlo per costruire un nuovo edificio al suo posto.

Uno sguardo sul presente del Brasile capitalista

L’idea di partenza di Mendonça Filho, anche sceneggiatore, è quello di realizzare una disamina visiva di finzione che però mantenga nelle proprie pieghe umori documentaristici, raccontando i problemi sociali e culturali (finanche economici) quotidiani del Brasile.

E sebbene Aquarius sia ambientato a Recife, città natale del regista e già mostrata e “vivisezionata” in alcune sue passate opere (Recife frio e O som ao redor), Mendonça Filho traccia principalmente un quadro generale dello stato comatoso del grande Brasile.

L’irruente speculazione edilizia, di becero sapore capitalista, che sta spazzando via vecchi quartieri e/o le favelas, sta occorrendo in tutto il paese. Sanguinose sono state le lotte per i virulenti espropri attuati dal governo (soprattutto dal PT) per “ripulire” l’immagine urbanistica del paese per il Mondiale del 2014 e le Olimpiadi del 2016.

Ed è su questa finta e ipocrita pulizia che la storia di Aquarius si poggia. L’eugenetica urbanistica prospettata dal giovane e rampante immobiliarista Diego viene illustrata a Clara attraverso patinati depliant, che mostrano un edificio più grande e migliore.

Opuscoli superficiali che, come suadenti ed enfatiche promesse politiche, riescono a convincere i locatari a (s)vendere i propri appartamenti.

Clara nel mezzo del caotico archivio del Brasile

La memoria del Brasile

Aquarius, il nome dell’edificio, acquisisce, quindi, il valore di monumento popolano di un lungo e lontano passato. Radere al suolo quartieri malandati, ma che nelle loro crepe hanno anni e anni di storia e umanità, significa voler cancellare completamente il passato. E qui entra in gioco, con passione narrativa, il tema della memoria.

Clara è la strenua guerriera che porta avanti il vessillo della memoria, sua e di quella collettiva. Le foto iniziali della Recife degli anni ’60. Le seguenti sequenze ambientate nel 1980 con la giovane Clara e la numerosa famiglia.

Oppure le foto in bianco e nero che tappezzano le mura del ristorante in cui Clara e Ronaldo vanno a pranzare e discutere, sottolineano proprio questa forza di non voler (far) dimenticare.

La protagonista Clara, stupendamente incarnata dal mito cine-culturale Sonia Braga, porta nella memoria e sul corpo (il seno realmente amputato) le bellezze e i traumi della storia. Il suo personaggio è una “sineddoche” ben cesellata di gran parte del popolo brasiliano, non solo di quello femminino.

Evitando manicheismi, Mendonça Filho crea personaggi che non sono fissi su vetusti modelli di razza e ceto. La differenza del colore della pelle non traccia una netta differenza di classe e di pensiero, come ad esempio era presente, in chiave ironica, nella recente pellicola È arrivata mia figlia!.

Clara è meticcia e di estrazione proletaria, ma è una donna di cultura. Gli immobiliaristi sono ricchi e d’indole “yankee”, ma anche loro sono meticci (di sangue e pelle) e di origine proletaria.

Mendonça Filho, però, in Aquarius, attraverso il personaggio di Clara, tratta anche lo spinoso e claudicante tema della libertà, che nel “democratico” Brasile non è ancora molto attuabile. Libertà di protestare, ma soprattutto libertà di essere donna, di poter vivere la propria sessualità, anche se in là con gli anni.

Il regista infila tanti temi in Aquarius, dettati dalla febbrile voglia di dover dire quello che sta accadendo a Recife e in Brasile. Sente la necessità di raccontare una storia narrativamente comprensibile e profondamente passionale. Lo fa inserendo elementi di piccola analisi documentaria, come a voler ribadire ciò che teorizzava nella sua opera Critico (2008).

Ovvero, il regista non deve essere solo realizzatore, ma anche osservatore. Aquarius è un tomo visivo corposo, che svia diverse volte nella narrazione, e si concede delle fughe metaforiche tanto affascinanti quanto a volte poco utili.

Il regista non indietreggia, come Clara, davanti a nulla. Concede anche vere scene di sesso: la turpe orgia come immagine di un Brasile in decadenza; o il pene eretto del giovane marchettaro pagato da Clara per il proprio piacere.

Aquarius certamente è imperfetto, perché l’autore ha tentato il grande affresco (un piccolo Novecento pernambucano?). Però è innegabile che è riuscito a far scorrere narrativamente la fluviale durata, riuscendo a coinvolgere emotivamente, almeno per il tempo dello svolgimento, il pubblico.

Scrivere in una rivista di cinema. Il tuo momento é adesso!
Candidati per provare a entrare nel nostro Global Team scrivendo a direzione@taxidrivers.it Oggetto: Candidatura Taxi drivers

Aquarius

  • Anno: 2016
  • Durata: 140 minuti
  • Distribuzione: Teodora Film
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Brasile
  • Regia: Kleber Mendonça Filho
  • Data di uscita: 15-December-2016