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Matteo Garrone a New York per ‘Io Capitano’

Garrone presenta il suo ultimo lavoro al pubblico americano, con la vista sugli Oscar.

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Matteo Garrone a New York per 'Io Capitano'

 

Come riporta l’ANSA, sotto l’albero di Natale di Matteo Garrone potrebbero esserci due grandi regali, il primo è la distribuzione nelle sale cinematografiche americane di Io Capitano, il secondo, il profumo di Oscar se il 21 dicembre il film entrasse nella shortlist di 15 che passano al secondo turno di votazione, quello che farà restare solo 5 concorrenti in gara ossia le nomination vere e proprie, che verranno annunciate il 23 gennaio.

Io Capitano, vincitore del Leone d’argento per la regia alla Mostra del cinema di Venezia, è il designato dall’Italia come miglior film internazionale agli Oscar 2024.

Le parole di Garrone

“È questione di un paio di settimane”

Ha detto all’ANSA il regista parlando della distribuzione del film durante un punto stampa che si è svolto al Consolato italiano a New York poco prima della proiezione di Io Capitano al Sag-Aftra Foundation Robin Williams Center

“Poi avremo la conferma se il film è stato acquistato negli Usa”

Tuttavia, secondo indiscrezioni, sembra ormai cosa fatta. La proiezione a New York ha seguito il copione di tutte le altre a livello internazionale, standing ovation, applausi e tanta commozione. Garrone ancora una volta era in compagnia dei due protagonisti, Seydou Sarr e Moustapha Fall e Mamadou Kouassi, il giovane la cui storia ha ispirato il film.

Seydou si gode la fama ma ha aspirazioni lontane dal grande schermo, il suo sogno è di fare il calciatore. Moustapha sembra aver realizzato al momento tutti i suoi desideri di gioventù, fare l’attore e andare negli Stati Uniti.

“Anche noi africani abbiamo dei sogni”

Ha detto prendendo spunto da una parte della trama del film, ossia il sogno dei ragazzi in Africa di andare in altri paesi ispirati dai social media. Il regista romano sembra anche non aver dubbi sul fatto che la pellicola sarà un successo in Usa, un Paese, tra le altre cose, alle prese con una grave crisi di migranti provenienti dal Sud America.

“Questo film toccherà i loro cuori, il pubblico può facilmente relazionarsi qui sono tutti dei migranti”

Ha rivelato ancora all’ANSA.

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