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‘Onmyoji’: la storia del leggendario Abe Seimei

Onmyoji, tratto dai romanzi di Baku Yumemakura, è la serie anime targata Netflix disponibile dal 28 novembre

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Onmyoji è la serie animata che traduce in immagini le storie dei romanzi di Baku Yumemakura, sotto la guida di Soubi Yamamoto e con la sceneggiatura di Natsu Hashimoto e Yuiko Kato. Con una salda base storiografica, Onmyoji narra i misteri che si celano nell’enclave della corte giapponese tra il 921 e il 1005, offrendo uno sguardo sulle straordinarie abilità magiche di Abe Seimei, una figura storica realmente esistita durante il periodo Heian.

Prodotto da Marvy Jack (The Seven Deadly Sins: Grudge of Edinburgh del 2022), disponibile su Netflix, in lingua originale con sottotitoli, Onmyoji costituisce un’ulteriore epica traversata nell’ardua lotta tra l’uomo e il demone, tra il bene e il male; il tutto dipinto su un quadro generale intriso della magia dei ciliegi in fiore, nell’incanto di una Kyoto costantemente seguita dalle ombre gettate dal regno dei morti sulle debolezze dei vivi.

Onmyoji: la trama

Nell’antica e sontuosa Kyoto, la vicenda si dipana con Minamoto Hiromasa, nipote dell’imperatore Daigo, che si reca presso la dimora degli onmyoji ufficiali per svelare il mistero dei demoni che infestano la città. Qui il suo cammino si intreccia con quello di Abe Seimei, il grande onmyoji, un individuo avvolto da un’aura ultraterrena.

Sebbene Seimei dimostri scarso interesse per il mondo e si mostri poco propenso ad offrire aiuto, Hiromasa è determinato a risolvere l’enigma. Insieme, affrontano i demoni e indagano sulla causa dei problemi riscontrati, giungendo infine alla rivelazione che l’onmyoji Ashiya Doman è l’artefice di tutto.

Un’opera dai disegni eclettici

Onmyoji si circonda di uno stile scenico e fotografico che si adegua ad un istrionismo positivo. Le avventure prendono vita in un mondo dipinto con pennellate che catturano l’anima vivace dell’impressionismo, offrendo una rappresentazione teatrale di accenni folcloristici, tipici del Bunraku, con un tocco di raffinatezza e magia.

L’animazione, dettagliata e incisiva, disegna con precisione i volti dei personaggi, posti su una corporatura statuaria e un po’ sfuggente, come un omaggio ai memorabili anime degli anni ’90. Difatti, risultano interessanti i paragoni che ci si potrebbe concedere. Per esempio, tra Hiromasa e Yohei Mito, fresco di Slam Dunk di Takehiko Inoue, oppure, osando un po’, con Shinji Ito di Due come noi!! di Hiroyuki Nishimori. Entrambi intrisi di una cultura anime che riversa uno stile a cui Onmyoji non fa riferimento, ma da cui al contempo sembra aver tratto ispirazione dalle tracce più sottili, esaltandone i tratti unici.

Gli occhi dei personaggi, curati in ogni sfumatura, dalle più ardenti alle più tenui, irradiano i volti, dando vita allo spirito allegorico che permea le vicende. Quest’ultimo, il dettaglio che si interseca con la cultura anime ormai tramontata, è ciò a cui Onmyoji si richiama, levigando gli elementi centrali dei personaggi e assorbendo lo stile più attuale nell’ambito delle creazioni animate. Opere come The Seven Deadly Sins di Nakaba Suzuki o Sword Art Online di Reki Kawahara, s’innalzano come ardenti baluardi della modernità, fondendosi in un abbraccio osmotico con le ideologie degli anni ’90. In questo labirinto di stili Onmyoji si distingue con la sua forma visiva, accogliendo la trama tradizionale in un turbinio concettuale magistralmente illustrato.

Abe Seimei – Onmyoji

Onmyoji: il mutarsi dei sentimenti e i protagonisti

Il mostro dentro

Onmyoji si erge come una rappresentazione d’eccellenza, tessendo il legame tra la forma umana e quella spirituale, intimamente intrecciate alle profondità emotive. Emozioni che si riversano nelle ambizioni, radice delle inquietudini che affliggono le volontà di coloro la cui esistenza non ha risparmiato la drammaticità dell’assenza di elementi fondamentali per un normale svolgersi della vita. I demoni risentono del calore dell’umana condizione, che li ha plasmati in esseri sfaccettati, ma il vero mostro è la spietatezza del pensiero insoddisfatto, che si manifesta e si raccoglie in una culla che separa il bene dal male.

L’interesse concettuale proposto è sottile, ma allo stesso tempo pragmaticamente e chiaramente spiegato, riuscendo a trasmettere anche le citazioni emblematiche e spesso sofisticate dell’onmyoji. I mostri che si presentano sono, in realtà, la trasformazione intrinseca che accompagna la bramosia, l’abbandono alla disperazione e l’idolatria verso la destrutturazione e ricomposizione della vita. Tale processo priva l’uomo della parvenza umana a favore di un demone ancor più umano di quanto fosse prima.

Seimei e Hiromasa

La trama dell’opera congiunge il protagonista Abe Seimei e il suo compagno Minamoto Hiromasa. Il primo, onnisciente della condizione mistica delle creature, rivolge il suo sguardo alla vita terrena, consolidandosi al di sopra della diatriba spirituale che infuria. Lontano dallo sfarzo della corte, si ritira in solitudine, sganciandosi dalle formalità che permeano la cultura dell’epoca e lasciando intravedere un astio radicato nel passato. Sicuro e al tempo stesso spietato, si erge come giudice assoluto delle vicende attraverso l’esorcizzazione, volta più alla liberazione delle anime tormentate che al salvataggio di chi è ancora in vita.

Hiromasa, la voce dell’epoca, è un soldato ancorato alle tradizioni e alle buone maniere. Quasi a incarnare la nemesi di Seimei, in realtà è lo spirito puro che fa breccia nella cupa rassegnazione dell’onmyoji, diventando l’anello di congiunzione tra la condizione umana e l’ambiente metafisico di cui anch’egli è vittima.

Considerazioni finali

Onmyoji si inserisce nella finestra delle serie anime che esplorano la tematica sovrannaturale, affiancandosi ad Akuma-kun e Onimusha. Proprio come i suoi predecessori, anch’esso si colloca in questo genere, condannando l’insaziabilità che l’individuo subisce e contribuisce a creare. Tuttavia, la componente storiografica, particolarmente evidente nella figura di Abe Seimei, uno degli esperti di magia più rilevanti della sua epoca, conferisce maggiore concretezza ed epicità all’opera. Difatti, Onmyoji  si presenta come un intermezzo tra le serie citate in precedenza e i capisaldi come Blue Eye Samurai, anch’esso derivato da fonti storiche verificabili.

La prosa dei romanzi di Baku Yumemakura si estende nei tredici episodi attraverso una struttura investigativa simile a quella di Detective Conan di Gōshō Aoyama. Gli avvenimenti si frammentano, ma in realtà sono legati da un filo logico che connette le più diverse nature dell’ego. Onmyoji è un’opera che, sicuramente, ha già preparato il terreno, vista la recente produzione di serie simili. Questa novità, con l’illustrazione di un personaggio realmente esistito, si fonde con un parallelismo già noto ma comunque trattato in maniera adeguata e ben eseguito.

Trailer di Onmyoji

 

 

 

 

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Onmyoji

  • Anno: 2023
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: Drammatico, soprannaturale, storico
  • Nazionalita: Giappone
  • Regia: Soubi Yamamoto
  • Data di uscita: 28-November-2023